L’appello disperato di Mio Italia: “Ristoratori in ginocchio. A rischio il 50% dei cenoni di Capodanno. Ora il governo ci ascolti”

Ristoratori e albergatori in ginocchio, “grazie” al decreto di Natale del governo. Ristoranti, pizzerie, bar, pub e cocktail bar sono aperti. Ma è crisi nera per il comparto Horeca. Mio Italia, il movimento imprese e ospitalità, fa il triste conteggio delle perdite e fotografa il cambio di abitudini degli italiani dovuto alla pandemia. E alla sua drammatizzazione.  “Abbiamo effettuato un’indagine su un campione di mille ristoranti di tutta la penisola e il risultato è angosciante”. Così in una nota Paolo Bianchini presidente di Mio Italia.

“Il 50% dei locali sta valutando l’annullamento dei cenoni di Capodanno proprio in queste ore. Mai vista una cosa del genere”. La situazione – ha aggiunto l’imprenditore viterbese – è drammatica e senza precedenti. “La gente ha paura, salta il rito del caffè o dell’aperitivo e non pensa a come festeggiare l’anno nuovo”, osserva sconsolato Bianchini, “preferisce mettersi in fila per un tampone. Già Natale è stato un deserto. E per Capodanno il telefono squilla, ma solo per le disdette. In questo contesto a tinte fosche, anche per l’entrata a gamba tesa del fisco, vorace come fossimo in pieno boom economico, Mio Italia lancia quattro proposte al governo, da attuare immediatamente, per salvare il comparto della ristorazione”. L’associazione di categoria chiede a Palazzo Chigi un decreto urgente ad hoc per superare l’emergenza.

Da settimane il comparto dell’ospitalità e della ristorazione affiliato al rete di Mio Italia ha proposto al governo Draghi alcuni interventi urgenti per fare respirare il settore che maggiormente ha risentito delle chiusure della pandemia. E che da due anni è in situazione di emergenza. Le proposte riguardano il prolungamento delle moratorie sui prestiti alle piccole e medie imprese. La reintroduzione del credito d’imposta sugli affitti. La predisposizione di nuovi indennizzi a fondo perduto. La riduzione dell’Iva al 5% e, infine, la Cassa integrazione in deroga. “Il governo, cifre alla mano, deve prendere atto che l’emergenza economica iniziata nel marzo del 2019 non è ancora terminata. Tutt’altro”.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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