L’Anpi sgancia l’ennesima bufala mediatica sulle esercitazioni della Nato in Sardegna: “Clima di guerra”. Ma si fanno da decenni…

“Aerei radar della Nato in volo sulle zone interne dell’isola, Sardegna completamente circondata anche sul fronte aereo”, titolava oggi L’Unione Sarda, dando notizia di una vasta esercitazione Nato in corso sulla quale è scattata la scure dei partigiani dell’Anpi, reduce dalle figuracce sul posizionamento sulla guerra in Ucraina. La segreteria nazionale dell’Anpi “si associa pienamente alle preoccupazioni espresse dal Coordinamento regionale della Sardegna per le improvvise manovre militari che si stanno svolgendo nella regione e che mettono la popolazione isolana nelle condizioni di dover sopportare un intollerabile clima di guerra”, è scritto in una nota dei partigiani italiani che “chiedono al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro della Difesa urgenti e dettagliate spiegazioni su questo inquietante accaduto”.

Ma che motivo c’è di protestare per un’esercitazione Nato “invisibile” ai sardi e che si svolge almeno due volte l’anno?

Da ieri è in corso un’operazione di sbarco anfibio nel poligono sardo di Capo Teulada, nell’ambito dell’esercitazione Mare Aperto 2022, cominciata il 3 maggio scorso e alla quale in generale prendono parte più di 4.000 tra donne e uomini di sette nazioni della Nato e oltre 65 tra navi, sommergibili, velivoli ed elicotteri, impegnati tra l’Adriatico, lo Ionio, il Tirreno e il Canale di Sicilia.

All’esercitazione prendono parte anche diversi velivoli dell’Aeronautica Militare. L’intera esercitazione terminerà il prossimo 27 maggio e ha, tra i suoi principali obiettivi, il proseguimento della campagna di sviluppo delle capacità del nuovo velivolo di quinta generazione F-35 B, propedeutica al raggiungimento della ‘Initial Operational Capability‘ nel 2024, e del processo di integrazione con le altre Forze Armate e con le Marine estere. L’attività coinvolge lo staff della Brigata Marina San Marco e quelli delle diverse divisioni navali in cui si articola l’organizzazione operativa della Marina. La simulazione, che si svolge da decenni nell’Isola due volte l’anno, avviene in mare aperto ma non troppo distante da rinomate località turistiche come Porto Corallo, nel comune di Villaputzu, Villasimius, Porto Pino, nel territorio di Sant’Anna Arresi, Santa Margherita di Pula.Le spiagge non sono off limits e sono già popolate di residenti e turisti.  

L’Anpi, nonostante l’ordinarietà delle esercitazioni e l’impatto praticamente nullo sul turismo e sulla balneazione, parla di “esibizione di forza, un messaggio ‘guerrafondaio’ nel cuore della città, da trasmettere all’Europa e al mondo”. Un messaggio di allerta – sottolinea l’Anpi Sardegna – che mal si concilia con le parole di Draghi dell’altro giorno e parla, coi fatti, di guerra e non di lavoro per la trattativa“.

L’Anpi Sardegna, ribadendo la propria “ferma opposizione all’invio di armi in Ucraina e al generale riarmo in atto”, ribadisce anche “la propria opposizione alla politica del governo e al silenzio della Regione, in contrasto con la volontà largamente maggioritaria dei sardi e della popolazione italiana”.

Pubblicato da edizioni24

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