L’ambasciata consiglia agli italiani di lasciare la Russia. La replica di Putin: “Terrorismo contro Nord Stream”

Il consiglio agli italiani che sono in Russia è perentorio: ”Considerata la più recente evoluzione del contesto internazionale e la crescente difficoltà nei collegamenti aerei e su strada in uscita dalla Russia, si raccomanda ai connazionali presenti in Russia di valutare se la permanenza sia necessaria e, in caso contrario, di lasciare il Paese”, si legge sul sito dell’ambasciata italiana a Mosca. ”Sta diventando progressivamente più difficile spostarsi per via aerea dalla Federazione Russa verso l’Italia e altri Paesi terzi’‘, prosegue la nota sottolineando che ”si registra in questi giorni un vertiginoso aumento del costo già elevato dei biglietti venduti dalle compagnie aeree e si ha notizia di lunghe code in alcuni valichi di frontiera che collegano la Federazione Russa con alcuni Paesi confinanti”.

Inoltre, si legge ancora sul sito dell’ambasciata italiana a Mosca, ”in considerazione del permanere della chiusura dello spazio aereo ai voli provenienti dalla Federazione Russa disposto dall’Unione Europea lo scorso 27 febbraio, si raccomanda fortemente a tutti i connazionali presenti in Russia di programmare il più possibile in anticipo gli spostamenti verso l’estero. Coloro i quali hanno l’esigenza di lasciare la Federazione Russa sono invitati a munirsi il prima possibile dei biglietti disponibili presso le compagnie commerciali”.

Domani alle 14 ora italiana si terrà la cerimonia di firma dei trattati sull’adesione alla Russia dei territori dell’Ucraina dove si è appena tenuto un referendum bollato da Kiev e dalla comunità internazionale come una farsa. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, precisando che la cerimonia si terrà nella Sala Georgievsky. Peskov, citato dall’agenzia Interfax, ha anticipato che il presidente Vladimir Putin terrà un discorso. A margine, ha aggiunto, il presidente russo incontrerà i leader delle autoproclamate Repubbliche di Luhansk e Donetsk nonché delle regioni di Kherson e Zaporozhzhia.

Vladimir Putin accusa l’Occidente, pronto a provocare “rivoluzioni colorate” e “bagni di sangue” in ogni Paese. Il presidente russo, come riferisce il Telegraph, non ha fornito elementi a sostegno delle proprie affermazioni e non ha citato Paesi specifici durante il collegamento con la riunione dei capi dei servizi di intelligence dei Paesi della Comunità degli Stati indipendenti. Quanto al conflitto in Ucraina, che imperversa da oltre sei mesi, è il risultato del crollo dell’Urss, ha affermato Putin. “Basta considerare quello che sta accadendo ora fra la Russia e l’Ucraina, quello che accade alle frontiere di alcuni Paesi della Comunità degli Stati indipendenti. E’ tutto il frutto del crollo dell’Urss”, ha scandito nel collegamento.

Di ”un atto di terrorismo internazionale” contro i gasdotti di Nord Stream e di ”sabotaggio senza precedenti” ha parlato Putin nel corso di un colloquio telefonico con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan, secondo quanto rende noto il Cremlino. Putin ha anche sottolineato la necessità di rispettare pienamente l’accordo sull’esportazione di grano raggiunto lo scorso 22 luglio a Istanbul e che prevede, tra l’altro, che vengano rimossi tutti gli ostacoli per l’esportazione di cibo e fertilizzanti russi nel mercato globale.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.