L’Agcom censura Damilano sul vergognoso monologo sui “fascisti” di Henri-Lévy. Daniele: “Chiedi scusa, ti presto io la voce”

By Gaetano Daniele

Avete notato quanta paura ha la sinistra italiana in questi ultimi giorni di campagna elettorale? Tanta. Tanta che si è mobilitata sia la UE sul caso Orban che l’intelligemce degli Usa, cercando in qualche modo di far ricadere su qualche partito di centrodestra italiano, l’ombra del finanziamento Russo. Ma guardando in casa nostra, ciò che fa più specie, è la solita comunicazione amica che viene dalla Rai. I soliti ritornelli stonati.

Quella puntata del 19 settembre de “Il Cavallo e la Torre”, condotta da Marco Damilano, con l’intervista-monologo del filosofo comunista Bernard Henri-Lévy sull’allarme dei “fascisti del centrodestra, Meloni e Salvini”, è stata una pagina nera della Rai in tempi di par condicio, e per questo finisce nel mirino dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per mancanza assoluta di contraddittorio. Damilano se l’è suonata e cantata a suo piacimento esternando tutta la sua insipienza professionale a favore dei compagni. Altro che Regime fascista. E dire che a Damilano lo paghiamo noi italiani.

Il Consiglio dell’Agcom, oggi, tra le altre questioni relative al rispetto della par condicio, “ha anche esaminato le segnalazioni relative alla puntata de Il Cavallo e la Torre, andata in onda il 19 settembre 2022 su Rai 3 e ha ritenuto sussistente, con il voto contrario della Commissaria Giomi, la violazione dei principi di correttezza e imparzialità sanciti dalle disposizioni in materia di par condicio. Ritenendo insufficiente per riequilibrare e sanare le violazioni riscontrate la messa in onda della puntata del 20 settembre, ha ordinato alla Rai di trasmettere, in apertura della prima puntata utile del programma, un messaggio in cui il conduttore comunichi che nella trasmissione del 19 settembre non sono stati rispettati i principi di pluralismo, obiettività, completezza, correttezza, lealtà ed imparzialità dell’informazione”.

“Di fronte alla palese violazione della par condicio da parte di Damilano nel suo programma ‘Il Cavallo e la Torre’ andato in onda ieri sera su Rai3, presenteremo subito un esposto all’Agcom contro il conduttore”, avevano scritto in una nota i parlamentari della Lega in commissione Vigilanza Rai E si leggeva ancora: “le pesanti accuse rivolte alla Lega, a Matteo Salvini e il paragone della coalizione di centro destra al fascismo sono intollerabili, il tutto senza contradditorio e trasmesse nel terzo canale della tv di Stato”. Sulla stessa linea anche Maurizio Gasparri: “L’Agcom deve esercitare il suo ruolo e intervenire per fermare la palese violazione della par condicio da parte del servizio pubblico. La sinistra televisiva considera la Rai una sua dependance, e questo è ormai intollerabile”, aveva detto prima della decisione di cui riporto.

Insomma, se a Damilano dovesse mancare la voce per chiedere scusa, potrei prestaegliela io. Ma vuoi vedere che aveva ragione Mussolini quando diceva: “La libertà senza ordine e senza disciplina significa dissoluzione e catastrofe”?. Damilano docet!.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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