La superudienza: le testimonianze inguaiano Grillo Jr & Co, ma Francesco Consiglia si dichiara innocente

lividi riscontrati sul corpo dellastudentessa italo-norvegese che ha denunciato Ciro Grillo e i suoi tre amici -Francesco Corsiglia (l’unico presente all’udienza di oggi), Vittorio Lauria e Edoardo Capitta – per stupro di gruppo, sarebbero compatibili con la presunta violenza subita la notte del 16 luglio 2019. Lo ha detto in aula, davanti al Tribunale di Tempio Pausania, il dottore di medicina legale Vera Gloria Merelli, della clinica Mangiagalli di Milano. Nei giorni successivi al presunto abuso, assieme ai due colleghi, la ginecologa Marta Castiglioni e la psicologa Laila Micci, visitò la ragazza riscontrando “lividi da pressione” al braccio destro con “area di soffusione giallo-bluastra, a contorni sfumati” riconducibili a violenza sessuale. Anche l’istruttore di kitesurf, con cui la giovane si è confidata il giorno successivo all’accaduto, ha confermato che “la ragazza stava male”.

Francesco Corsiglia, uno dei quattro imputati, ha rilasciato dichiarazioni spontanee. “Non ho mai commesso alcuna violenza sessuale sulla ragazza. – ha affermato – Studio in Spagna e non posso seguire il processo come vorrei, ma oggi sono qui per ribadire la mia innocenza. Con quella ragazza ho avuto un rapporto sessuale consenziente. Poi mi sono addormentato e non so cosa sia successo in seguito”.

L‘udienza si è celebrata porte chiuse. Tra i testimoni – sette, in totale – che si sono sottoposte alle domande del procuratore Gregorio Capasso e del collegio dei giudici, presieduto da Marco Contu, c’era anche l’istruttore di kitesurf che raccolse le confidenze di Silvia (nome di fantasia) l’indomani del presunto abuso. Fondamentale è stata anche la testimonianza resa da uno dei due albergatori che ospitarono la 19enne e la sua amica Roberta (anche questo un nome inventato) presso la struttura ricettiva di Porto Pollo durante la vacanza in Sardegna, e quelli del medico della clinica Mangiagalli di Milano che visitò la ragazza.

La prima a testimoniare è stata la dottoressa Vera Gloria Merelli: fu lei a visitare Silvia nove giorni dopo il presunto abuso. “Quei lividi sono compatibili con qualcuno che le potrebbe avere bloccato braccia e gambe”, ha confermato durante l’udienza di oggi. L’avvocato Sandro Vaccaro, legale di Vittorio Lauria, uno dei ragazzi imputati nel processo, ha chiesto se le ferite potessero essere compatibili anche con una caduta procurata durante una attività sportiva. La dottoressa non lo ha escluso. Silvia “non ha ancora superato il trauma”, ha aggiunto la psicologa Laila Micci. Il medico ha anche detto che quando la giovane si presentò alla clinica Mangiagalli avrebbe presentato le “tipiche sintomatologie delle vittime di uno stupro”.

“Ricordo che la ragazza mi raccontò di avere subito una violenza sessuale e di stare molto male”. Lo ha detto Marco Grusovin, l’istruttore di kitesurf che incontrò la studentessa all’indomani del presunto stupro. Sentito dai giudici, oggi ha raccontato che Silvia “era confusa”, perché “non stava bene”. Ascoltato dai Carabinieri, al tempo, l’uomo aveva detto che il 17 luglio 2019, la ragazza gli aveva raccontato di “essere uscita in un locale e di avere conosciuto dei ragazzi, tra i 5 e i sette, non lo ricordava perché aveva bevuto”. “Alla fine quattro ragazzi avevano abusato sessualmente di lei.- aveva detto Grusovin – Lei diceva che non ricordava bene perché era molto ubriaca e non sapeva neanche se fosse avvenuto di sera p di mattina”.

Il giorno dopo il presunto stupro, la studentessa e l’amica “erano timide e molto tranquille”. A dirlo in aula, al processo di Tempio Pausania che vede alla sbarra Ciro Grillo e tre suoi amici genovesi, è Daniele Ambrosiani, proprietario del B&Bche ospitava in quel periodo la giovane e l’amica. Quando fu ascoltato dal carabinieri, a luglio del 2019, l’uomo aveva detto: “Ho avuto la sensazione che entrambe fossero felici di avere trascorso una serata fuori” e che “era serena, seppure forse un pò taciturna, come sempre”. Oggi, lasciando l’aula di giustizia ha detto ai giornalisti: “È ​stato più semplice del previsto. Ho confermato quanto detto ai Carabinieri… “.

“È inopportuno che chi ha prodotto un referto pubblico all’autorità giudiziaria che poi è una denuncia, poi rediga anche una certificazione privata per la parte civile”. A dirlo è stato il dottor Marco Salvi, consulente medico della difesa dei quattro imputati, in riferimento alla testimonianza della psicologa Laila Micci. Oggi avrebbe dovuto assistere all’udienza ma i giudici lo hanno lasciato fuori dall’aula dopo l’accezione sollevata dall’avvocato Dario Romano che, con la collega Giulia Bongiorno, rappresenta la parte civile. Immediata la replica dell’avvocato Buongiorno ad Adnkronos: “È del tutto fisiologico che i testi siano coloro che conoscono i fatti. – ha detto – Sorprendono le polemiche, forse dovremmo citare chi non sa nulla?”.

La presunta vittima sarà ascoltata in una super udienza la cui data è ancora da fissare. È quanto emerso questa mattina in aula, quando il presidente del collegio dei giudici, Marco Contu, ha comunicato le date dei prossimi dibattimenti, cancellando dal calendario il 21 dicembre e convocando l’aula per l’8 febbraio, l’8 marzo e il 12 aprile del prossimo anno. Dopo i sette testi di oggi, devono ancora deporre trenta di testimoni dei 56 ammessi al al processo.

Secondo l’accusa Silvia e l’amica subirono abusi sessuali nella villetta a schiera di proprietà della famiglia Grillo, in un residence di Porto Cervo (Costa Smeralda) la notte tra il 16 e il 17 luglio. Una delle due, la studentessa italo norvegese che all’epoca dei fatti aveva 19 anni, sarebbe rimasta vittima di uno stupro di gruppo, come poi lei stessa denunciò ai carabinieri di Milano dopo essere rientrata dalle vacanze. L’altra, Rebecca, sarebbe stata fotografata in posizioni oscene, a sua insaputa, mentre dormiva sul divano. Le violenze si sarebbero consumate dopo una serata trascorsa dal gruppo di ragazzi al Billionaire, noto locale dell’isola.

Pubblicato da edizioni24

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