La sinistra si nascode dalle malefatte, Ira Meloni: “Sinistra in fuga pur di evitare il voto, ma alla fine dovrà fare i conti con gli italiani”

«Appelli, ripensamenti, suppliche e giravolte: per paura di esser sconfitta, la sinistra è disposta a tutto pur di scongiurare il ritorno al voto. Possono fuggire quanto vogliono, arriverà presto il giorno in cui dovranno fare i conti col giudizio degli italiani»: così Giorgia Meloni su Twitter rinnovando la richiesta di andare al voto.

«La cosa divertente del teatrino di queste ore – ha scritto in queste ore la leader di Fratelli d’Italia – è che i partiti che si stracciano le vesti perché “Draghi è irrinunciabile”, sono gli stessi che gli sbarrarono la strada al Quirinale. Perché? Facile. A loro non frega nulla di Draghi, a loro interessa mandare avanti la legislatura per restare in sella. Draghi al Quirinale non garantiva il loro stipendio, Draghi al governo lo garantisce. La buona notizia è che, a occhio, Mario Draghi lo ha capito. Come al solito – ha ricordato la Meloni – gli unici che hanno dichiarato quello che pensavano, su Draghi e il suo governo, siamo noi di Fratelli d’Italia».

Ma quando si potrebbe andare tecnicamente al voto? Interpellato dall’Adnkronos. il costituzionalista Alfonso Celotto, ha ragionato sull’ipotesi di andare al voto (senza troppe difficoltà) il 2 ottobre.

«Se si sciolgono le Camere – ha ricordato il professor Celotto – ci sono una serie di termini da tenere presente. Articolo 61 della Costituzione, il voto si deve tenere entro 70 giorni, minimo 45, dallo scioglimento, quindi ipotizziamo più o meno dal 25 luglio. A ciò va aggiunto che per formare le liste elettorali all’estero servono fra 60 e 70 giorni. Quindi arriviamo fra il 25 settembre e i primi di ottobre. Consideriamo anche che le liste vanno presentate 35 giorni prima, quindi votare il 25 settembre significherebbe presentare le liste praticamente a Ferragosto, e non è una cosa comoda per nessuno. Dunque, se dovessi puntare sulla data del voto, punterei sul 2 ottobre. Detto ciò, penso però che si faccia il governo Draghi 2, perché credo stia per arrivare la scissione nel M5S mentre cercano di convincere Draghi, e anche leggendo fra le righe del comunicato Salvini-Berlusconi. Ovviamente fra un’ora le cose potrebbero essere già cambiate, ma il mio euro lo punto sul governo Draghi 2».

«Se anche si dovesse andare al voto il 2 ottobre – osserva Celotto dando indirettamente ragione alla Meloni – non si rischia assolutamente l’esercizio provvisorio di bilancio, perché la Finanziaria la farebbe prima Draghi, come la fece Tremonti, la Finanziaria estiva. Poi, certo, può capitare qualunque cosa, ma se io fossi quello che deve decidere, deciderei di farla prima, una Finanziaria tecnica pulita pulita per mettere in sicurezza il Paese. Il voto il 2 ottobre, dunque, non comporta rischi”. Detto ciò, chiosa il costituzionalista, “noi abbiamo tre soluzioni: un altro governo Draghi, il governo balneare e le elezioni. Bene, a mio avviso l’unica cosa da escludere è il governo balneare, il ‘governicchio’, alla Fanfani del 1987, perché il Paese non ne ha bisogno. Non siamo più, dunque, all’1, X, 2 ma all’1, 2 secca. Non possiamo dare un segnale di instabilità facendo un governo così fragile, dunque le soluzioni più pulite sono o il governo Draghi 2, con un patto a sei mesi di legislatura, oppure a quel punto il voto il 2 ottobre, che è più dignitoso».

Pubblicato da edizioni24

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