La Polizia penitenziaria ringrazia Giorgia Meloni: “Nessuno ha fatto così tanto per noi come il governo Meloni”. Lei si commuove

Si commuove e si asciuga una lacrima il premier Giorgia Meloni, dopo aver ascoltato l’inno di Mameli eseguito durante la cerimonia per il 206esimo anniversario dalla fondazione del corpo della Polizia Penitenziaria. Le celebrazioni si sono svolte alla terrazza del Pincio. In piedi tra il presidente del Senato Ignazio La Russa e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, anche Meloni ha intonato l’inno italiano assieme alle altre cariche dello Stato presenti. Un momento solenne e commovente che il premier ricorderà soprattutto per le parole di riconoscenza espresse dal capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo a tutto l’esecutivo.

La Polizia penitenziaria – ha detto il capo del Dap “è un corpo che per troppo tempo è stato dimenticato e lasciato al suo destino. Che ha indubbiamente bisogno di risorse, umane e materiali; che ha necessità di rafforzare e attualizzare la sua formazione e il suo addestramento. Va dato atto che il ministro della Giustizia, il governo e il parlamento hanno, in questi mesi, invertito questo processo. Fornendo sostegno e risorse in termini assai significativi”.  Russo ha riconosciuto senza mezzi termini che con l’esecutivo di centrodestra è iniziata tutta un’altra storia. Con un appoggio morale e sostanziale evidenti.

“Con l’appoggio del ministro e forti dello sforzo finanziario profuso – ha aggiunto-  intendiamo valorizzare le esperienze, le competenze e le professionalità del Corpo:   investire in strumenti e metodi organizzativi che permettano alla Polizia Penitenziaria di espletare i propri compiti in piena sicurezza e con grande efficacia. Allo stesso modo potenzieremo gli interventi per favorirne il benessere. Nella consapevolezza che a un maggiore benessere del poliziotto corrisponde, da un lato una maggiore efficienza lavorativa; e, dall’altro, un miglioramento delle dinamiche personali, sociali, affettive, identitarie”.

Nonostante le emergenze siano tante e le risorse della manovra siano state inevitabilmente concentrate sulla crisi energetica, il governo Meloni ha affrontato la possibilità di fornire delle risposte e garantire sostegno a settori in difficoltà endemica. Mondi professionali, come il corpo della Polizia Penitenziaria che lamenta problematiche incistate da anni. L’esecutivo Meloni ha sempre raccolto con grande sensibilità allarmi  e sos lanciati dai diversi organi sindacali del settore, rimasti lettera morta con i governi precedenti. Quanto ai numeri, il personale della Polizia penitenziaria complessivamente presente è pari 35.968 unità, rispetto a una dotazione organica prevista di 41.865. Nel corso del 2022 sono stati immessi in servizio 963 unità appartenenti al ruolo agenti/assistenti, di cui 725 uomini e 238 donne; nel 2023 ne saranno immessi in ruolo, al termine del corso di formazione in itinere, ulteriori 1.443 (1.089 uomini e 362 donne).

Sono attualmente in corso le procedure relative all’assunzione di 120 commissari, 411 vice ispettori (378 uomini e 33 donne) e 1.758 allievi agenti. E’ stato pubblicato il concorso per l’assunzione di 1.713 allievi agenti (1.028 uomini e 658 donne), nonché quello per la copertura di 5 posti (1 maschile e 4 femminili) nella Sezione paralimpica Fiamme Azzurre del Corpo e di 10 posti (7 uomini e 3 donne) nel gruppo sportivo Fiamme Azzurre. Relativamente all’impiego dei finanziamenti inseriti nel Pnrr, le attività si sono concentrate sui procedimenti relativi alla realizzazione di 8 padiglioni detentivi, per complessivi n. 960 nuovi posti, per un costo di circa 84 milioni di euro

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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