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La moglie dell’ex boss di camorra G. S (clan Birra), denunciata per circonvenzione di minore e incapace: “Fatti dare i soldi da quella lota di tuo padre, altrimenti ti faccio arrestare”. Il nonno al nipote: “sono io tuo padre”

Giovanna Infante

By Ith24

Una donna di Ercolano Giovanna Infante (da indiscrezioni ancora sposata con il boss-pentito di camorra Gerardo Sannino (clan Birra), e suo padre Carlo Infante (classe 1951) pregiudicato per furto, ricettazione e truffa, sono stati entrambi denunciati per circonvenzione di minore e incapace: “Fatti dare i soldi da quella lota di tuo padre, altrimenti ti faccio arrestare”. “Paolo è il mio amante non di tua mamma, ora, dopo questo casino non mi posso più fidanzare, non mi vuole più: mo tu da questa casa te ne devi andare: vattene a casa di tuo padre”. Il nonno al nipote: “sono io tuo padre”

La donna è poi risultata essere la sorella della mamma del minore dove la stessa aveva portato con sé nell’abitazione genitoriale di Ercolano a seguito di finte violenze. Infatti anche la mamma del minore, Olga Elisabetta alias Elisa Betta, pare essere indagata per violenza, truffa e diffamazione.

Il bambino tenuto tra un appartamento di Ercolano e una stanza di un B&B di Torre del Greco, ora è al sicuro a casa del padre: “papà vienimi a prendere, subito”. Anche se a seguito di una mancata sentenza definitiva il.il bambino è ancora costretto a ritornare nella casa dove convivono i querelati.

Il padre del minore, dopo aver osservato a lungo i comportamenti dei tre, avendo ascoltato le telefonate, e dopo le ultime aggressioni ai danni del minore (con graffi e lividi), ha deciso di ridenuncoare tutto alle autorità competenti.

La mamma del minore, pare non aver compreso affatto la gravità di quanto stesse accadendo, giustificando i gravissimi episodi con scuse banali, al punto da aver portato suo figlio in una stanza 15×15 di un B&B senza servizi igienici di Torre del Greco. Una situazione che il minore ha lamentato dal primo momento anche perché la notte, della porta confinante della stanza interna, sentiva entrare e uscire qualcuno.

Il Tribunale dei Minori ha quindi in carico di indagare sulle dichiarazioni rese dal minore ed in parte registrate dalle chiamate in entrata e in uscita. Soprattutto per l’affido e la tutela dello stesso.

Insomma, i reati ipotizzati sono:circonvenzione di incapace, delitto previsto e punito dall’art. 643 del codice penale italiano. Consiste nell’abusare dei bisogni, passioni o dell’inesperienza di persona minore o in stato d’infermità o deficienza psichica, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto. (In questo caso soldi e mantenimento). Violenze e percosse ai danni di un minore.

Olga Elisabetta (mamma del minore)

La vicenda giudiziaria che fa da premessa e da sfondo della questione anzidetta è particolarmente triste. Una donna, picchia il figlio di 9 anni, procurando loro graffi e lividi al collo: mamma l’ha fatto perché non volevi studiare, si giustificherà.

Emerge immediatamente un contesto di violenze e minacce perpetrate dalla donna non solo ai danni del figlo ma anche ai danni del marito: schiaffi, manate e spintoni e ingiurie a carico dell’ uomo erano quotidiani come l’ultima aggressione avvenuta in via 4 Orologi, ad Ercolano, dove la mamma del minore, aggrediva con una bottiglia di vetro il marito.

Intimorito dalla sorella per presunti legami malavitosi, il padre del minore non denunciava le violenze, che continua a subire finché le stesse non emergono a seguito di un intervento delle forze dell’ordine.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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