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La Merkel fa asso piglia tutto e detta legge in Europa: acquista 30 milioni di dosi extra

Ricordate George Orwell e la sua fattoriadove tutti gli animali erano uguali, ad eccezione di quelli «più uguali degli altri»? Se non la ricordate, informatevi su quel che sta facendo la Germania di Frau Merkel con i vaccini anti-Covid e pensate alla Ue. Tanti sermoncini sulla solidarietà europea in favore di telecamera e poi, quando la lucina si spegne, il balzo felino per accaparrarseli da sola. Infatti ne ha acquistato 30 milioni di dosi in barba agli accordi stipulati tra la Commissione europea e le case farmaceutiche. Con tanti saluti al piano comune, alle dosi simboliche da distribuire ai Paesi membri e al V-day, salutato come inizio tangibile della nuova Europa “federale”.

Infatti, il perno della strategia di Bruxelles ruotava intorno alla diversificazione dell’offerta. Significava suddivisione della torta dei vaccini così da assicurare adeguate quote dell’affare a tutti i player in corsa. Poi, però, è cominciata la corsa a ostacoli: prima lo stop al candidato vaccino della Sanofi, che vedrà disco verde solo nell’autunno del 2021. Poi la resa dei francesi di Sano. Due colpi inattesi che hanno sbriciolato la suddivisione ipotizzata dalla Commissione di Bruxelles. E poiché era diventato impossibile sostituire i sieri francesi con altre vaccini, la Germania ha fatto di testa sua. Il governo della Merkel ha infatti concluso un accordo bilaterale con BioNTech e Pfizer per accaparrarsi dosi extra del vaccino. Che ora andranno ad aggiungersi alle 55,8 milioni previste dalla suddivisione. A confermare la notizia ha provveduto direttamente un portavoce del Ministero della Salute tedesco.

E non è tutto. Altre novità riguardano la campagna di vaccinazione. Il ministro Jens Spahn ha fatto sapere che il governo intensificherà la produzione del vaccino Pfizer-BioNTech sul proprio territorio. Significa che presto entrerà in funzione la fabbrica di Novartis recentemente acquisita da BioNTech a Marburg, in Assia. L’impianto, ora in ristrutturazione, potrebbe cominciare a produrre nuovi vaccini tra febbraio e marzo, mettendo al sicuro la Germania. Il resto dell’Unione, Italia compresa attende invece in fila il proprio turno per ricevere la sua dose di vaccini. Tutti uguali nella Ue, ma con i tedeschi più uguali degli altri.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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