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La Meloni a valanga contro le dittature: “La Cina comunista mette in carcere chi ha raccontato la pandemia. Il governo tace?”

La Cina continua a violare i principi di libertà dinanzi a un Occidente indifferente. E anche l’Italia, colpevolmente, tace. Lo sottolinea Giorgia Meloni in un posto su Fb: “Zhang Zhan, avvocato e blogger cinese, detenuta da maggio, è stata condannata a 4 anni di carcere. La sua colpa è aver documentato con video diffusi sul web l’inizio della pandemia da Coronavirus a Wuhan nei giorni in cui il regime cinese nascondeva quello che stava succedendo”.

“La Cina comunista – conclude Meloni –  che oggi minimizza le proprie responsabilità sulla diffusione Covid e che afferma di aver totalmente sconfitto la pandemia, mette in galera chi ha avuto il coraggio di raccontare la verità.Il governo italiano non ha proprio nulla da dire su questo ennesimo sopruso compiuto da Pechino? Il suo servilismo nei confronti della Cina gli impedisce perfino di chiedere la liberazione della coraggiosa Zhang Zhan?”.

La blogger Zhang Zhan è stata arrestata a maggio e ha intrapreso uno sciopero della fame. I suoi legali denunciano le sue condizioni di salute precarie.

Zhang Zhan ha partecipato al processo su una sedia a rotelle ed era in cattive condizioni di salute” ha denunciato l’avvocato Zhang Keke, non precisando se ricorrerà in appello. “Durante l’udienza sono state solo nominate molte prove importanti ma non è stato approfondito il contenuto dei suoi articoli e dei video, non li hanno mostrati, quindi non si è capito cosa facesse esattamente Zhang Zhan”.

L’altro legale, Ren Quanniu, ha aggiunto: “Quello che mi preoccupa di più è il fatto che sia così determinata. Pensa di essere innocente; noi abbiamo entrambi dichiarato la sua innocenza in tribunale ma la sentenza è stata così dura. Probabilmente ora è ancora più determinata a continuare lo sciopero della fame. Quindi, sono molto preoccupato per la sua salute e per la sua vita”.

L’acquiescenza del governo Conte nei confronti della Cina è ormai un tratto caratteristico che si è manifestato in oieno con il memoramdum sulla Via della Seta. Palazzo Chigi ha taciuto anche quando, qualche settimana fa, la Cina ha puntato l’indice contro l’Italia sostenendo che il virus era arrivato prima nel Belpaese e poi a Wuhan. Un attacco dinanzi al quale il ministro degli Esteri Di Maio è rimasto come al solito indifferente salvo, oggi, vantarsi per la positiva soluzione della  vicenda di “13 nostri marittimi a bordo di due navi italiane bloccate al largo delle coste cinesi, nella rada di Huanghua“.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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