La Lituania, dopo il discorso di Putin, corre ai ripari: “Forze di reazione rapida in allerta”

Il discorso con cui il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato la mobilitazione parziale delle truppe e il pieno sostegno ai referendum nei territori occupati in Ucraina provoca la reazione di tutta l’Europa, a partire dai territori baltici. Nella regione di confine tra Occidente (Nato e Unione europea) e Russia, l’attenzione alle mosse di Mosca è estremamente elevata. E il possibile movimento di truppe dai territori russi verso l’Ucraina mette in stato d’allerta soprattutto la Lituania che, insieme alla Polonia, circonda l’exclave di Kaliningrad, bastione di Mosca sul mar Baltico.

Il ministro della Difesa lituano Arvydas Anušauskas, subito dopo il discorso alla nazione di Putin, ha annunciato attraverso i propri canali social che “dal momento che la mobilitazione militare russa avverrà anche in prossimità dei nostri confini, le forze di reazione rapida della Lituania verranno messe in stato di massima allerta per prevenire qualunque provocazione da parte della Russia”. Non si tratta certo di una mobilitazione speculare rispetto a quella russa, ma è comunque il segnale che le tensioni potrebbero propagarsi anche in tutti i Paesi che si trovano al confine con la Federazione Russa. Specialmente in quelli dell’Europa orientale in cui la minaccia russa viene vista con particolare sospetto e timore.

Come riportato dai media l.ocali, il ministro della Difesa lituano ha voluto in ogni caso ribadire che non vi sono, al momento, segnali di possibili “provocazioni” da parte russa. Anušauskas parla di “reazione standard” da parte delle forze armate di Vilnius in caso di movimenti russi che inevitabilmente potrebbero interessare anche una fortezza come Kaliningrad. Quello che interessa in questo momento la Difesa lituana è anche l’essere pronti in caso di eventi che potrebbero verificarsi all’nterno dello stesso oblast russo, a partire dalla possibilità che esploda il malcontento dei suoi abitanti così come la possibilità che inizi un flusso di persone che fuggono dalla coscrizione. Ipotesi che in questo momento restano tali, ma che sono alla base appunto della mobilitazione delle forze di reazione rapida da parte della Lituania.

Del resto, è dall’inizio della guerra in Ucraina che il Paese baltico non solo sostiene Kiev ma manifesta anche un continuo stato d’allerta. Nei giorni scorsi, il presidente del Parlamento lituano, Viktorija Cmilyte-Nielsen, ha chiesto che la Nato rafforzi la sua presenza nel territorio del Paese con una nuova brigata in base a “una valutazione molto razionale e realistica della situazione della sicurezza della regione”. Richiesta avvenuta proprio durante l’incontro tra Cmilyte-Nielsen e la speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi.

Pubblicato da edizioni24

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