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La Le Pen ad un passo dalla vittoria: la marcia al sud della Francia manda in panico Macron

L’aria oltralpe profuma di vittoria per Marine Le Pen: oggi la Francia si presenta al voto sulle Regionali. Marine avanza e Macron, alla resa dei conti sulla pandemia, trema. Stando ai sondaggi, sembra proprio che non ce ne sia per nessuno. Meno che ma che per Macron: il Paese considera infatti l’esito delle urne un test sulla gestione della pandemia, un fattore, insomma, che non  autorizza a sperare in grandi risultati. Tanto che, i più maldisposti ad accogliere il primo verdetto già stilato dalle indagini demoscopiche, che darebbero Rassemblement National grande favorito alla vittoria, dibattono infruttuosamente sul rischio di una forte astensione con un’affluenza stimata al di sotto del 40%.

Ma tant’è: quasi 46 milioni di persone sono chiamate alle urne oggi in Francia per il primo turno delle elezioni regionali. Un test importante – secondo gli osservatori – in vista delle presidenziali in programma la prossima primavera. Si vota anche nei territori francesi d’oltremare: i primi seggi aperti sono stati quelli a La Reunion. E gli ultimi a chiudere saranno quelli a Martinica e Guadalupa.

Tutti gli occhi sono puntati dunque sul risultato del Rassemblement National di Marine Le Pen. Che, secondo i sondaggi, dovrebbe conquistare intorno al 25% dei voti e vincere per la prima volta più regioni al ballottaggio, previsto il 27 giugno. Durante le ultime elezioni regionali del dicembre 2015, Rn fu il partito più votato, ma non riuscì a conquistare nessuna regione. oggi, però, i sondaggi danno il partito della leader di destra francese, in vantaggio in cinque delle 13 regioni continentali.

La République En Marche del presidente Macron e gli osservatori in genere, considerano il voto un test sulla gestione della pandemia. Una prova a dir poco controversa e criticata, su cui potrebbe pesare anche lo scarso radicamento territoriale del partito. Considerazioni che non autorizzano al momento a sperare in grandi risultati. Se poi si aggiunge a tutto questo il fatto che sulle regionali, rinviate da marzo per la situazione epidemiologica, pesa il rischio di una forte astensione – con un’affluenza stimata dai sondaggi sotto il 40% – non si mette bene per Macron. Che più che in marcia, sembra destinato alla sconfitta. O quanto meno a una ragguardevole sconfessione…

In base agli ultimi sondaggi, allora, RN è in vantaggio in Provence-Alpes-Côte d’Azur con il candidato alla presidenza Thierry Mariani. Il quale, come riporta oggi, tra gli altri, il sito Il Post, secondo tre diverse ricerche starebbe «tra il 41 e il 43 per cento». Il candidato di Les Républicains (LR, destra) e presidente uscente Renaud Muselier, sostenuto anche dai centristi di Emmanuel Macron, «è fermo per ora al 34%». Non solo. Nelle intenzioni di voto, RN è in pole position anche in due regioni del Nord: la Bretagna e la Hauts-de-France, una zona che in Italia definiremmo una “regione rossa”. Un’area, cioè, dove un tempo erano forti i sindacati e i movimenti dei lavoratori. Ma dove oggi, una forte ondata di de-industrializzazione, unita a un innegabile sradicamento di un certo tessuto sociale, hanno contribuito negli anni a spostare a destra l’elettorato locale.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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