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La Fornero sogna lacrime di coccodrillo: “Ho sognato che Salvini parlava bene di me”

Elsa Fornero dopo i feroci attacchi a Salvini degli ultimi giorni, ora prova la carta del piagnisteo. E in un servizio in onda ieri a Stasera Italia, alla Palombelli rivela: «Ho sognato che Salvini parlava bene di me»… È una Elsa Fornero double face quella che appare in tv in questi giorni. Pulpito dal quale, ormai da giorni, e più del solito, attacca Matteo Salvini su tutti i fronti. Ieri sera, invece, protagonista di una vide intervista a Stasera Italia – il talk di politica e attualità, condotto da Barbara Palombelli su Rete 4 – ha calato la carta del vittimismo. Quella, per intenderci, sfoderata con le famose lacrime che hanno accompagnato il suo celebra annuncio della riforma pensionistica varata dal governo Monti di cui l’economista faceva parte. Quella costata agli italiani lacrime e sangue. La stessa archiviata dalla contro-proposta di “Quota cento”, tornata in discussione in questi giorni di consultazioni e rimessa sul tavolo di Mario Draghi proprio dal leader del Carroccio.

Una vecchia ruggine che sembra proprio difficile da rimuovere. E su cui, in questi giorni, la Fornero insiste e raschiare. Così, se solo sette giorni fa aveva parlato di «uomini piccoli con una intelligenza limitata», commentando tutti i soggetti coinvolti nella crisi di governo che ha staccato la spina all’esecutivo di Giuseppe Conte. Poco più di 48 ore fa, l’accademica ex ministra del governo Monti, dallo studio de La 7 presidiato da Floris, ha ribadito il concetto entrando più polemicamente nel merito. E rincarando la dose, ha aggiunto: «Ho espresso un giudizio troppo duro? No, molto realistico. E per altro è stato dimostrato dalle evoluzioni della politica in questi giorni. Le possiamo chiamare conversioni sulla via di Damasco, o prese di coscienza della difficoltà del Paese…», ha asserito la Fornero commentando l’adeguamento di pressoché tutte le forze politiche, a eccezione di Fratelli d’Italia, alle politiche di Draghi.

Interventi a gamba tesa che l’accademica alterna a momenti di puro vittimismo buonista, che mal si confà agli attacchi sferrati, non sempre in punta di fioretto. Tanto che, sempre ospite di Floris a Di Martedì, la Fornero ha incalzato ancora, dichiarando: «Ci sono politici bravi che hanno dato tutto, ma questi sono senza pudore – è l’attacco dell’ex ministra di Monti –. Vedo politici che oggi dicono una cosa e domani il contrario con la stessa faccia. Non dicono neanche che si sono sbagliati». Insomma, lo spettro di Salvini aleggia nei suoi pensieri. L’ex ministra lo evoca in tv, ma non lo nomina ancora direttamente. Fino a ieri sera quando, protagonista di un servizio andato in onda per Stasera Italia, tuona apertamente: «Stanotte ho sognato che Salvini parlava bene di me in un comizio. E poi mi sono svegliata e mi sono detta: Bè Elsa, lui ha diametralmente cambiato posizione su così tante cose, che magari un giorno parlerà anche bene di me»… Cambia registro la Fornero. ricorre a voce ferma e suadente. Sembra parlare con pacatezza. Si rifugia addirittura nel sogno di speranza. Ma il messaggio è chiaro e forte: e il “piagnisteo” non cambia la chiave delle recriminazioni acrimoniose.

Eppure, il leader della Lega ha spiegato a chiare lettere il motivo dell’ingresso della Lega nella partita Draghi. La posizione, ormai, dovrebbe essere chiara a tutti (Fornero compresa). Non a caso la partecipazione attiva a un futuro governo Draghi ha mandato in tilt Pd e 5S, costringendo il Nazareno a mettersi all’angolino e rimangiarsi tanti no. I movimentisti grillini a guardarsi in faccia e scegliere se rinnegare anche l’anima oltre rimangiarsi “vaffa” e “mai con”, coordinate deontologiche andati a farsi benedire. E facendo esplodere finanche l’atomo rosso di Leu. Cosa che, evidentemente, ha irritato non poco la stessa Fornero. Che infatti, continua a puntare il dito contro il numero uno della Lega, alternando parole al vetriolo a perifrasi oniriche. Ieri, l’ultima incursione da cecchino declinata a toni aulici. Nello stile di quando, piangendo copiose lacrime, inflisse agli italiani il dramma degli esodati e una riforma previdenziale dai risvolti drammatici.

Una riforma calmierata proprio dall’introduzione di Quota 100, con cui Salvini non solo ha consentito a migliaia di italiani di andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi (e non a 67 anni, come decretato dalla Riforma Fornero). Ma ha consentito anche di arginare i pesantissimi danni collaterali ed effetti sociali esplosi con il provvedimento della ex ministra di Monti. Una tecnica che ha duramente infierito sulla politica e che continua a intervenire, sulle lunghe distanze. Complice una memoria, provvidenzialmente corta…

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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