Crea sito

La follia di una mamma pazza: abbandona il figlio di 6 anni per il compagno. La ragazza non vuole rinunciare alla sua libertà

James Robert Hutchinson,ucciso perché di intralcio tra la mamma e il compagno

By Giuseppe Tricarico

Quello che accomuna le mamme con seri disturbi psichici, si fa per dire mamme, sono gli alibi. Solo il tempo e dopo conseguenze irreparabili si scopre la verità. Ma ormai è tardi. Un altro aspetto che accomuna queste ragazze malate, è che in un modo o nell’altro riescono a trovare compagni disposti ad assecondare ogni loro follia. E su questo, c’è una spiegazione plausibile: ivono le stesse condizioni di disagio mentale. Cercano una via di fuga alle loro responsabilità e quando si rivedono nella partner, assecondano per paura di rimanere soli. E il mix è esplosivo. Come accaduto ad una mamma del sud che pur di sbarazzarsi del figlio iniziò a gettare fango sull’ex marito attribuendo lui ogni male possibile riuscendo, attraverso queste giustificazioni, a convincere il compagno a seguirla nella folle avventura. Poi si scoprirà che la ragazza ,mentalmente disturbata, aveva usato le stesse giustificazioni a più uomini conosciuti attraverso social, quasi fosse un copia ed incolla, fino a quando, finalmente, non è riuscita a trovare quello disposto a seguirla nella sua folle corsa, Questo ne delinea un aspetto psicologico fondamentale: giustificazione e approvazione ad un male ben architettato.

Ma questa storia ha dell’horror.Abbandona il figlio di 6 anni in una riserva naturale e quando il bambino prova a rincorrerla lo investe e lo uccide. La 29enne Brittany Gosney, è accusata di omicidio premeditato del figlio, il piccolo James Robert Hutchinson, insieme al compagno, il 42enne James Hamilton. La mamma ha ucciso il bimbo dopo aver provato a sbarazzarsi di lui e per occultare il delitto ha gettato il corpo nel fiume.

La donna si è recata in un’area naturale della contea di Preble, in Ohio, negli Usa, dove ha lasciato il figlio facendolo scendere dalla vettura. Il bimbo però vedendola allontanare ha provato a correrle incontro e in tutta risposta la madre lo ha travolto per diversi metri, come lei stessa ha raccontato alla polizia. Secondo quanto riporta la stampa locale inizialmente la Gosney ha detto di aver trovato il figlio lungo il sentiero con un trauma cranico e di averlo portato a casa, dopo l’interrogatorio ha però ammesso di averlo investito e di aver gettato il corpo nel fiume.

A denunciare la scomparsa del bambino è stata lei stessa, molte ore dopo il delitto, poi ha inventato la sua versione dei fatti iniziale a cui però la polizia non ha creduto per ovvie incongruenze. La donna ora è in carcere così come il compagno che è accusato di soppressione e occultamento di cadavere ma non di omicidio perché l’avrebbe aiutata a fare sparire il corpo del bimbo che non è stato ancora ritrovato.

Quando si parla di seri disturbi psichici intendiamo dire proprio questo. La freddezza di una mamma che nonostante quel delitto effimero, violento, freddo, negli uffici della Polizia, trova il coraggio di mentire. Racconta bugie e cerca di farla franca. Sono donne malate, senza empatia che hanno bisogno di tanta cura perché se lasciate in libertà, ignorando i seri disturbi mentali, fingendo che siano capricci o banalità, continueremo ad assistere a scene del genere. A veri e propri orrori ai danni di piccoli angeli innocenti.

Altri casi correlati:

Caso Franzoni, inventò un vero e proprio Film in sua discolpa, e ancora oggi nega l’omicidio del figlio.
Come dimenticare il piccolo Loris, ucciso dalla madre perché aveva scoperto le sue relazioni clandestine
Follonica 2016 – Uccise il figlio perché oppressa a seguito di una sua relazione clandestina
Avvelenò il figlio, soffriva di disturbi mentali non curati nel tempo.

Potremmo continuare a scrivere all’infinito di casi di madri che hanno ucciso i loro figli per un motivo o per un altro. Ma quello che accomuna queste mamme sono i problemi psichici non curati nel tempo. Chi vede, assiste, e finge di non vedere, è complice di queste mamme assassine. A volte basta poco a riconoscerle. Uno schiaffo più forte. Un gesto folle come chiudere il figlio fuori la porta di casa al freddo. Un gesto col coltello. Segni, in qualche modo, che delineano un forte disagio nella mamma. Questo va subito segnalato. Chi tace è complice!.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.