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La figlia di Borsellino asfalta Conte: “Dal premier un ricordo inutile. Pensi ad aprire le scuole”

Se il premier Conte vuole davvero fare un regalo a mio padre deve riaprire al più presto le scuole di ogni ordine e grado e tutte le università. E’ l’unico modo per onorare in questo momento la memoria di mio padre. Perché noi stiamo consegnando migliaia di ragazzi alla criminalità”. Lo ha detto all’Adnkronos Fiammetta Borsellino,figlia minore di Paolo Borsellino, commentando le parole del premier Giuseppe Conte che poco fa, durante le repliche in aula, ha citato il giudice Paolo Borsellino, ricordando anche che oggi sarebbe stato il suo compleanno.

“Il 19 gennaio è il giorno della nascita di un grande personaggio che non voleva fare l’eroe, Paolo Borsellino, nacque 81 anni fa”, ha detto il Presidente del Consiglio, ricordando il magistrato. E l’Aula ha tributato al giudice ucciso da Cosa nostra il 19 luglio del 1992 un lungo applauso. Tutti i senatori in piedi.

“Se Conte davvero vuole fare un regalo a mio padre – prosegue Fiammetta Borsellino -si deve occupare della scuola. Mio padre diceva sempre che la lotta alla mafia parte dalla scuola. Quindi si deve fare il possibile per fare ritornare i ragazzi a scuola. Il possibile. E’ l’unico modo per onorare in questo momento mio padre, il suo compleanno”. “Per il resto è inutile il ricordo se non si fa qualcosa per aiutare i ragazzi a farli uscire dlal’isolamento – prosegue Fiammetta Borsellino – io li vedo migliaia di ragazzini in giro che non fanno assolutamente nulla. Questo è il mio pensiero”.

Il premier Giuseppe Conte aveva ricordato, nella replica al Senato, l’anniversario oggi della nascita di Paolo Borsellino. “Oggi avrebbe compiuto 81 anni”. Il ricordo del presidente è stato accompagnato dall’applauso in aula di ministri e senatori. Una frase strumentale, che non seduce neanche Salvatore Borsellino fratello del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio “Purtroppo è raro che i nostri governanti parlino di mafia. Il fatto che il premier Conte lo abbia fatto oggi nell’Aula del Senato, ricordando anche il compleanno di Paolo, è una cosa che apprezzo. Certo l’impegno sul fronte della lotta a Cosa nostra non è stato particolarmente forte, dire che è nel Dna di questo governo lo trovo un po’ azzardato, c’è stata ma non come compito principale, direi più come un’azione di contorno”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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