La caduta di stile di Vittorio Feltri: “Credo che i meridionali in molti casi siano inferiori” Daniele: “Non è colpa sua, è l’età. È alle sue battute finali, cerca di ritornare alla ribalta sparando cazzate una dietro l’altra…”

By Gaetano Daniele

L’età avanza per tutti. Anche per un bravo giornalista come Vittorio Feltri, che pur di non ammettere di aver preso 5 in italiano, offende il primo della classe con ogni scorrettezza possibile. Insomma, una caduta di stile. Infatti, Vittorio Feltri polemizzando con il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha attaccato il Sud, dopo le recenti dichiarazioni di De Luca di voler chiudere la regione: “I meridionali sono inferiori”,

E che cazzo c’entra dire questo con l’argomento in questione? Ma continua: “molta gente che è nutrita da un sentimento di invidia, rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di complesso di inferiorità. Io non credo ai complessi di inferiorità ma credo che i meridionali, in molti casi, siano inferiori”.

Feltri da i numeri al lotto, 23, 29 e 71. Ma cosa c’entrano i meridionali, l’invidia e l’accidia con una presa di posizione del governatore De Luca nel voler difendere la Campania da scelte politiche come quelle di Fontana nel voler riaprire tutto nonostante i numeri siano ancora preoccupanti? Certo. Si useranno tutte le precauzioni del caso, ma con tutta la buona volontà, il virus non è altrettanto chiacchierone o delirante come Feltri, che alle sue ultime battute finali cerca di ritornare alla ribalta sparando cazzate una dietro l’altra… Quello, il virus, ti prende e basta.

Non credo che i meridionali siano invidioso di una regione come la Lombardia, che ha avuto oltre 12 mila vittime. Anzi. È solidale, infatti, molti medici ed infermieri meridionali sono partiti in aiuto alla Sanità Lombarda. Caro Feltri, ma vuoi vedere che sotto sotto sei proprio tu l’invidioso? A scuola di mio figlio, in 4 elementare, dicono: chi lo dice lo è.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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