Ith24 “nemo propheta acceptus est in patria”: Salvini rinuncia al viaggio in Russia, e scopre l’acqua calda: “La guerra porterà la benzina a 3 euro”

Vinto, ma non domo. Matteo Salvini ufficializza la rinuncia all’annunciato viaggio in terra russa attraverso un’intervista al Messaggero Veneto, ma lo fa assestando altri (metaforici) ceffoni al ministro Luigi Di Maio. «Mosca ha cestinato il suo piano di pace dopo dieci minuti, e la Russia preferisce parlare con Parigi e Berlino anziché con Roma», ha detto il leader leghista. Per poi aggiungere: «Con lo spread ai massimi dal 2018, con la benzina ben sopra i 2 euro al litro, bollette di luce e gas alle stelle, inflazione al 7 per cento e rischio chiusura di molte fabbriche, fare di tutto per fermare la guerra e tornare alla pace per l’Italia è questione di vita o di morte».

Ciò nonostante, ha dovuto rinfoderare l’idea della trasferta moscovita causa le «reazioni scomposte dei colleghi di governo». Ma qui Salvini non la racconta giusta perché tra quanti hanno reagito male all’annuncio del suo viaggio a Mosca c’era anche qualcuno dei suoi, a cominciare dal super-draghiano Giorgetti per finire ai governatori Fedriga e Zaia. È soprattutto pensando a loro che il Capitanoprecisa i contorni della sua missione di pace, poi abortita. Una missione in due tappe, Turchia e in Russia, «per confrontarmi con soggetti istituzionali». E con due obiettivi: «Distensione e difesa dell’interesse nazionale italiano». Le polemiche lo hanno invece costretto al dietrofront: «Mi sono confrontato con i vertici della Lega e abbiamo convenuto di imboccare altre strade».

Salvini, in realtà, è stato costretto a rinunciare dall’onda polemicasuscitata tra i suoi dalla figura di ruolo di Antonio Capuano, l’ex-deputato forzista indicato da più fonti come l’organizzatore della missione, ma anche come amico di Putin. Comunque sia, Salvini non demorde. E di pace ha parlato in queste ora anche a Monfalcone, sempre pigiando sul tasto delle conseguenze economiche del conflitto. «Questa guerra  rischia di essere devastante per l’Italia per questo sto lavorando come un matto e a testa alta. La pace conviene all’Italia, altrimenti la benzina arriva a 3 euro al litro. Più mi attaccano – ha concluso – e più vado avanti come un treno».

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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