Italia maglia nera d’Europa: bollette più care. Ecco perché

Lo immaginavamo ma adesso abbiamo la conferma. L’Italia paga le bollette d’elettricità più alte di tutta Europa. I dati sono forniti dalle principali Borse dell’Ue e non mentono. Dall’inizio del 2022 a oggi abbiamo speso il 30% in più rispetto a Berlino, il 10% rispetto a Parigi e prezzi più alti del 75% rispetto ai vicini spagnoli che sono riusciti a mettere un tetto sull’energia rendendosi autonoma rispetto agli altri Paesi.

Rispetto alla Spagna, però, noi non siamo stati in grado di mettere un tetto e circa il 50% dell’energia elettrica dipende dai prezzi folli che si decidono al mercato Ttf di Amsterdam. Non è normale, però, questa differenza con i nostri vicini di casa: come scrive IlMessaggero, c’è una forbice enorme anche rispetto ai due di pandemia quando spendavamo 87 miliardi di euro che oggi sono diventati 110 nonostante gli sforzi dell’ex governo Draghi. Il portale Gestore Mercati Energetici (Gme) spiega quanto e come si sono impennati i prezzi: nel 2019 i prezzi al megawattora erano molto contenuti rispetto ai tre Paesi sopra menzionati e non superavano le 15 euro, adesso la forbice con la Germania si è aperta fino a 77 euro come riportato da Energy Live. Va ancora peggio se guardiamo alla Spagna, 138 euro in più per megawattora.

In sintesi, l’Italia è l’unico Paeso Ue a pagare oltre 300 euro ogni ora, un’enormità: per fare un paragone, la Spagna paga 184 euro al megawattora, il Portogallo 185 euro, l’Irlanda 237 euro e il Regno Unito 244 euro. Seguono la Germania (246 euro), Paesi Bassi (253 euro) e Belgio (255 euro). Tutti gli altri, comunque, non superano il tetto che ha sfondato il nostro Paese.

“Nessuno può capire cosa succederà l’anno prossimo perché le variabili sono davvero tante. Pur nella nostra forza e robustezza stiamo affrontando e affronteremo un periodo molto più complicato di quello del Covid”, ha affermato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso dell’assemblea dell’Unione Industriali di Torino. La fase storica che stiamo vivendo da un lato ha carsità di materie prime unita all’aumento dei costi energetici. Le previsioni, però, non sono rosee visto che per Bononi dobbiamo addirittura “guardare alla fine del 2023, quando la scarsità delle risorse e dell’energia tornerà alla normalità”. Insomma, ci aspetta un anno pieno di austerity e caro bollette, lo sapevamo ma averne la certezza fa sicuramente più male. Da qui, il Pil del prossimo anno non dovrebbe avere grossi miglioramenti se non nell’ordine dell’1%: nel frattempo, secondo Bononi sarà importante tagliare il cuneo fiscale.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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