Istat, meno tasse e più reddito per le famiglie (altra bandierina del governo Meloni)

Famiglie con più soldi da spendere e contribuenti con meno tasse da pagare. A certificarlo sono i dati Istat del primo trimestre 2023 su reddito e risparmio delle famiglie, profitti delle imprese e conto delle amministrazioni pubbliche. Una fotografia che completa il quadro positivo già emerso nelle rilevazioni precedenti e inerenti altri segmenti, dal lavoro al Pil, fino all’inflazione.

In particolare le famiglie vedono un aumento del reddito disponibile e tornano anche a risparmiare. L’Istat infatti registra un reddito disponibile delle famiglie consumatrici in aumento del 3,2% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali è cresciuta dello 0,6%. La propensione al risparmio poi è stata pari al 7,6%, in aumento di 2,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Si tratta, ha spiegato l’Istat, del “primo aumento in termini congiunturali dopo diversi trimestri di diminuzione”. E, ancora, a fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi (+0,1% la variazione congiunturale del deflatore implicito dei consumi), il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto del 3,1%.

Scende, poi, la pressione fiscale: nel primo trimestre del 2023 è stata pari al 37%, con una riduzione di 0,9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La minore incidenza delle entrate fiscali ha avuto un effetto sull’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil, passato al -12,1% dal -11,3% dello stesso trimestre dello scorso anno. Anche il saldo primario delle Amministrazioni pubbliche, ovvero l’indebitamento al netto degli interessi passivi, è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -8,8% a fronte del -7,6% del primo trimestre del 2022. Lieve scostamento poi del saldo corrente che ha registrato un’incidenza sul Pil del -6,0% contro il -5,9% nel primo trimestre del 2022.

Per quanto riguarda le imprese, l’Istat rileva che la quota di profitto delle società non finanziarie nel primo trimestre del 2023, pari al 43,7%, è diminuita di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, mentre il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 24,0%, è diminuito di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

“Mentre le opposizioni parlano e si dividono sulla proposta del salario minimo per legge, con il governo Meloni aumentano i redditi grazie a misure economiche reali che impattano direttamente e positivamente su famiglie e imprese italiane”, ha commentato il capogruppo di FdI alla Camera, Tommaso Foti, sottolineando come la riduzione del carico fiscale rappresenti una boccata d’ossigeno anche per le aziende. “Oggi i cittadini hanno realmente più soldi a propria disposizione per sostenere le spese e soddisfare le proprie esigenze. Il tenore di vita degli italiani migliora dopo anni di pesanti sacrifici e di politiche restrittive. Questo . ha concluso il presidente dei deputati di FdI – ci spinge a proseguire sulla strada delle riforme voluta dal governo di centrodestra”.

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