Gaetano Daniele: “In Italia la zona rossa vale solo per gli italiani. Ecco quanti migranti sbarcano mentre i vaccini restano utopia”

Ith24

By Gaetano Daniele

I cosiddetti due pesi e due misure, e questo la dice lunga su quanto avviene in Italia, serva sciocca di un Europa che ne detta la linea. Nulla contro gli ultimi e chi scappa da realtà ostili, ma se zona rossa è zona rossa sia. Come del resto avviene in tutti gli altri stati membri.

Sbarcano clandestini e molti sono minori non accompagnati, ci sono donne incinte, neonati, vengono da paesi dove la positività Covid è mediamente più alta del 40 per cento della nostra e vengono a cercare lavoro in un Paese dove il lavoro non c’è (non ora) ma soprattutto vengono fatti sbarcare in cosiddetta zona rossa: beh, almeno – simbolicamente – multateli. Almeno – politicamente – non diteci che un governo che autorizzi tutto questo non dovrebbe cadere e basta. Oh, ma avevamo dimenticato la cronaca. In Sicilia, davanti al porto di Augusta in provincia di Siracusa,la Ocean Viking è arrivata con 373 clandestini a bordo. (gruppo «Sos Mediterranee»). Ed il governo era lì, pronto ad accoglierli a braccia aperte. Se poi qualche positivo al Covid scappa, saranno cazzi suoi e di chi lo incontra sul suo percorso.

I migranti sono stati «tratti in salvo dopo un naufragio» e sono state seguite le procedure per il trasbordo degli adulti sulla nave quarantena Snav Adriatico, come stabilito nei protocolli per il contenimento del Covid, mentre sono stati subito sbarcati a terra – quanti? – 120 minori non accompagnati, 21 tra neonati e bambini inferiori ai quattro anni, mentre – riferisce l’ong – i minori non accompagnati sono complessivamente 165, e cioè l’80 per cento. Il prefetto, che si chiama Giuseppina Scaduto, ha detto che questa gente sarà sottoposta a tamponi rapidi e trasferita nelle strutture di accoglienza. E che altro poteva dire? Che avrebbero fatto i temponi lenti? Che li avrebbero trasferiti nelle strutture di respingimento?

E se poi risultano positivi dove li mettiamo? In qualche hotel 5 stelle? Intanto i ristoratori chiudono perché non possono ospitare neanche una coppia di amanti che sono costretti a scopare in macchina coperti da giornali e giubbini.

Resta da capire perché lo sbarco dei clandestini sia stato assegnato proprio a una regione «rossa», e perché l’unico porto sicuro del Mediterraneo sembri essere sempre un approdo siciliano. È il governo italiano a decidere, per farla breve: anche perché gli altri rifiutano. Lo sbarco siciliano non è stata una scelta della Ocean Viking (non direttamente, cioè) la quale per due volte si era rivolta ai Centri di coordinamento italiano e maltese prima di ricevere l’assegnazione appunto ad Augusta, Sicilia. Malta se n’è apertamente fregata. Lo sanno tutti come va, e lo sapeva anche l’Ocean Viking che era partita da Marsiglia l’11 gennaio, e pochi giorni dopo già si trovava vicino alle acque libiche che sono la rotta centrale dell’immigrazione: lì basta aspettare.

Si intercetta, si procede al salvataggio, parte l’offensiva mediatica per chiedere un porto (in genere si fa presente che il meteo sta peggiorando) e spunta subito la Sicilia. Per questo il presidente della Regione, Nello Musumeci, si è incazzato: «Appare azzardata e non prudente la scelta del governo di autorizzare proprio in Sicilia, zona rossa, l’approdo dell’Ocean Viking con 373 migranti a bordo. Ho sentito il prefetto e il direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale che mi hanno assicurato il tampone rapido su tutti, minori e adulti; i minori non accompagnati saranno condotti in provincia di Agrigento, gli adulti saranno trasferiti sulla nave «Mediterranea» ormeggiata in rada ad Augusta per la quarantena. Presto incontrerò il ministro dell’Interno per sollecitare l’avvio delle promesse iniziative sui migranti, finora inattuate. Non si può aspettare l’avvio dell’estate per riportare tensione e contrasti».

Insomma, se Atene piange, Sparta non ride.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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