Crea sito

Immigrazione, il Viminale racconta balle e cerca scuse: “Gestione difficile per il coronavirus”. Per questo i porti andavano chiusi

Comtinuano senza sosta gli sbarchi di immigrati sulle coste italiane. Solo oggi, ad esempio, un gruppo composto da 45 persone è arrivato sulla spiaggia di Caucana, nel Ragusano, a pochi chilometri da Punta Secca, la frazione marinara che ospita la casa di Montalbano nella fiction tv. I profughi, tra lo stupore generale dei bagnanti, hanno cercato di dileguarsi.

Alcuni sono stati individuati e fermati per l’identificazione mentre altri sono riusciti a far perdere le proprie tracce. Senza dimenticare la situazione sempre più difficile a Lampedusa con l’hotspot ormai vicino al collasso. Senza dimenticare che il tutto è aggravato dai clandestini, alcuni positivi al coronavirus, che cercano di allontanarsi dai centri di accoglienza.

Un quadro esplosivo che sta esasperando gli italiani, da sempre popolo accogliente ma che oggi si trova da solo ad affrontare un esodo biblico.

Il Viminale, però, ha trovato il colpevole dell’enorme difficoltà nel gestire l’afflusso di immigrati in Italia: il coronavirus. Ormai la pandemia è usata quasi come uno scudo per mascherare difficoltà e criticità di ogni genere.

E questo, a quanto pare, vale anche per l’immigrazione. Come si legge in un comunicato diffuso dal ministero dell’Interno, l’emergenza sanitaria ha reso la gestione dei flussi migratori “molto più complessa rispetto agli scorsi anni a causa dell’emergenza Covid-19 e della conseguente, gravissima crisi economica che ha colpito duramente non solo i Paesi del Nord Africa, alimentando un eccezionale flusso di migranti economici verso le frontiere marittime dell’Unione europea”.

Un modo, questo, per rispondere alle critiche dell’opposizione di centrodestra che da tempo chiede al governo una attenta sorveglianza dei confini.

Nel documento si sottolinea, inoltre, che “in questo contesto senza precedenti, in cui gli sbarchi autonomi sulle coste italiane si sono più che moltiplicati in un brevissimo lasso di tempo, sono evidenti le complessità organizzative legate alla necessità di garantire l’adozione di tutte le misure precauzionali sanitarie necessarie fin dallo sbarco, anche a tutela delle comunità locali, soprattutto della Sicilia, geograficamente più esposte alla pressione migratoria”.

Un’emergenza sanitaria che, si specifica, incide fortemente anche sulla disponibilità dei territori ad accogliere i migranti “seppure con test sierologico o con tampone dall’esito negativo, che concentra soltanto su alcune regioni il peso della redistribuzione”.

In pratica una sorta di scaricabarile da parte del Viminale che imputa alla straordinarietà del momento la difficile situazione che si sta creando in Italia a causa dell’immigrazione.

Lo stesso ministero ha ricordato che oggi sono stati trasferiti dall’hotspot di Lampedusa 410 migranti grazie anche alla Guardia di Finanza e alla Guardia costiera. Nella stessa isola, si evidenzia nel documento, “sono stati effettuati 50 tamponi ed entro domani saranno 590 quelli fin qui eseguiti sugli sbarcati sull’isola; nelle prossime ore altri 250 migranti, all’esito del tampone, verranno trasferiti dalla tendostruttura di Porto Empedocle”.

“Sono 2.500 i test sierologici effettuati sui migranti con un tasso di positività molto basso”, ha spiegato ancora il Viminale nel tentativo di tranquillizzare la popolazione. Novità sono in vista anche per le navi destinate alla quarantena degli immigrati. Alle 12 di oggi, scadenza prevista per la gara bandita dal Ministero delle Infrastrutture con l’assenso del Dipartimento della Protezione civile, “a seguito della determina a contratto del soggetto attuatore individuato nel Capo Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale, sono cinque le manifestazioni di interesse per il noleggio di navi con capienza di circa 600 posti, da destinare alla quarantena dei migranti. La procedura di gara terminerà venerdì e l’obiettivo del governo è quello di poter disporre nei prossimi giorni almeno di due unità navali”.

Il Viminale ricorda anche che “è stata avviata la bonifica di un’area militare che ospiterà ricoveri abitativi destinati al periodo di isolamento fiduciario dei migranti; è stato disposto l’invio di un contingente di militari in Sicilia per la sorveglianza delle strutture di isolamento fiduciario sanitario e in Friuli Venezia Giulia per rafforzare il dispositivo di controllo delle frontiere terrestri”. “Dal 16 luglio- ha concluso il Viminale- sono ripresi i voli per i rimpatri verso la Tunisia.

Entro domani saranno 4 i charter effettuati per un totale di 80 cittadini tunisini trasferiti dopo il blocco legato al lockdown. L’obiettivo del Viminale è di aumentare, anche con contingenti straordinari, il numero di rimpatri settimanali”.

Ma le spiegazioni del ministero dell’Interno non soddisfano Matteo Salvini. Il leader della Lega considera decisamente debole la tesi avanzata dal Viminale sui flussi eccezionali di immigrati accentuati dall’emergenza coronavirus tanto da chiedere le dimissioni del ministro Lamorgese. “Niente scuse, la Lamorgese come la Azzolina sono le persone sbagliate al posto sbagliato nel momento sbagliato. Invece di spiare, controllare e multare gli italiani, pensi a chiudere i porti e a controllare i confini. O si dimetta e si dedichi al volontariato”, ha dichiarato Salvini.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.