Ilaria Salis, ossessione-fascismo. È diventata una malattia: ecco il suo primo intervento in Europa

Ilaria Salis alla prova europea: l’eurodeputata eletta con Avs, dopo essere stata detenuta per oltre un anno in Ungheria con l’accusa di aggressione, ha fatto sapere di essere intervenuta oggi alla riunione del suo gruppo di appartenenza in Europa. Di cosa ha parlato? Di antifascismo, ovviamente. “Sono appena intervenuta all’assemblea del gruppo europeo The Left per difendere le cause dell’antifascismo e dei diritti umani – ha scritto in una storia su Instagram -. Non solo relativamente al mio caso, ma per tutte e tutti!”. A corredo una sua foto nell’aula. 

L’attivista 40enne è stata accusata di aver partecipato al pestaggio di estremisti di destra ungheresi a Budapest un anno fa. Dopo più di un anno di detenzione, la Salis è stata spostata ai domiciliari. Infine, il rientro in Italia avvenuto grazie all’elezione a Bruxelles e quindi all’acquisizione dell’immunità parlamentare. Stando agli argomenti discussi fino a questo momento, però, pare che i temi dell’attivista siano piuttosto limitati e ripetitivi: l’antifascismo da una parte e la questione delle case occupate dall’altra. Anche quest’ultima, tra l’altro, la riguarda da vicino. La 40enne è stata accusata di aver occupato per diversi anni una casa popolare a Milano in passato.

 Solo qualche giorno fa, invece, diceva che essere eletta “è stata una bellissima sorpresa. Penso che dietro questo voto ci sia una volontà di cambiamento“. Aggiungendo poi di voler portare a Strasburgo “tutta me stessa. Sono abituata a fare politica a contatto con le persone, non nei palazzi di potere”. Secondo lei, bisogna “aprire le porte a una idea di politica più viva e a contatto con i bisogni reali delle persone per la costruzione di una società più libera e più uguale. Mi occuperò della condizione giovanile, dal precariato all’istruzione, del tema delle carceri e della immigrazione”.

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