Il governo Draghi a favore della casta dei sindaci: più pilu per tutti? Stipendi raddoppiati

La nuova casta non è a Roma, ma ovunque, nei Comuni, in cui recentemente il centrosinistra ha fatto man bassa di primi cittadini e in cui, come Gaetano Manfredi a Napoli, qualcuno aveva minacciato le dimissioni per avere fondi per i cittadini.

Grazie alla maggioranza che sostiene il governo Draghi, a tutti i sindaci arriveranno dei super aumenti degli stipendi, fino al 160% nei piccoli capoluoghi di provincia, quelli con meno di 50mila abitanti, con un vero e proprio raddoppio nelle città più grandi e incrementi di un terzo nei Comuni più piccoli. Lo sostiene oggi il Sole 24 Ore in una lunga inchiesta nella quale si descrivono gli effetti della norma inserita in legge di Bilancio che sposta i tetti alle indennità degli amministratori locali, archiviando la lunga stagione dei tagli alla politica.

Per i sindaci delle città maggiorisi passa dai 7.019 euro previsti oggi come limite massimo ai 13.800 euro dei presidenti di Regione, con un aumento a regime del 97%. Negli altri capoluoghi si scende all’80% quando gli abitanti sono più di 100mila e al 70% quando sono meno, mentre per i Comuni non capoluogo si va dal 45% dei più grandi al 16% di quelli sotto i 3mila abitanti. Il fondo per gli aumenti è progressivo: il 45,5% del cofinanziamento, 100 milioni, parte l’anno prossimo, nel 2023 si sale a 150 milioni (68,2%) per arrivare a 220 milioni dal 2024.

Nell’articolo del quotidiano di Confindustria, si sostiene che l’operazione-stipendi nasce dalla norma che  aggancia i limiti ai compensi a quelli (13.800 euro lordi al mese) dei presidenti di Regione, con parametri decrescenti in base alla dimensione demografica dei Comuni. “Nei piccoli enti, in realtà, gli incrementi possibili sono più ampi, perché oggi i tetti di legge non sono quasi mai raggiunti. Il nuovo impianto – come documenta caso per caso l’elaborazione del Sole 24 Ore del Lunedì – trascinerà al rialzo anche i compensi di vicesindaci, assessori e presidenti di consiglio comunale. Lo Stato cofinanzierà gli aumenti, con 220 milioni, il 50% della spesa attuale per le indennità”.

“L’aria per i politici locali sembra cambiare. E pare spingere in soffitta l’ultradecennale lotta alla casta, che come tutte le battaglie qualunquiste ha colpito debolmente i forti e fortemente i deboli, più facili da gestire: riservando qualche buffetto a vertici ministeriali e Regioni, e accanendosi su Province, Comunità montane e in generale sulle amministrazioni locali. I segni del vento che muta direzione sono parecchi. E partono dalla riforma delle indennità nella legge di Bilancio, per proseguire con il disegno di legge sul terzo mandato nei Comuni fino a 5mila abitanti, atteso oggi in Aula alla Camera, e con la riforma delle responsabilità scritta nella bozza del nuovo testo unico degli enti locali”, scrive il Sole. I sindaci, intanto, in attesa di incassare i super stipendi, si vedranno domani a Parma per discutere nel congresso dell’Anci. Forse anche per un brindisi collettivo…

Alla 38esima Assemblea nazionale dell’Anci che vedrà la partecipazione, per la settima volta durante il suo mandato, del Capo dello Stato Sergio Mattarella, martedì in apertura dei lavori; mentre nella giornata conclusiva, giovedì 11, interverranno il presidente della Camera Roberto Fico e quello del Consiglio Mario Draghi.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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