Il Gene. Vannacci a testa alta: “Continuerò a usare la parola camerata”

By Massimo Balsamo

“Anche da deputato continuerò a fregarmene del pensiero unico”. Così, ai microfoni di Hoara Borselli per Il Giornale, il generale Roberto Vannacci aveva ribadito la sua intenzione di non voler fare nemmeno mezzo passo indietro. Volontà confermate dall’intervista ad Antigone, format tv trasmesso da Radio Radicale e dall’emittente locale 12TV Parma, in cui ha rimarcato di non aver mai indietreggiato di un millimetro su quanto detto: “Non mi presto soprattutto alle distorsioni pretestuose di qualcuno che vuole abolire determinati nomi, che vuole riscrivere la storia, che rifiuta per esempio il termine di ‘camerata’, che invece descrive quel rapporto di sentimenti, quel rapporto di legami che si crea tra persone che condividono la vita militare”. Secondo Vannacci, infatti, non si può negare questo termine solo perchè qualcun altro lo ha usato, per questo motivo continuerà a utilizzarlo, con buona pace dei poliziotti del politicamente corretto.

Un altro passaggio molto interessante dell’intervento di Vannacci è legato ai gay pride, in programma in tutta Italia in concomitanza con il “Pride Month”. Il militare ha tenuto a precisare che la sua critica è rivolta all’ostentazione esibizionista di cattivo gusto, che il più delle volte tende a prevaricare quello che è invece il buonsenso della maggioranza. Anche in questo caso il generale non sembra intenzionato a dietrofront:”Se loro vogliono continuare a confrontarsi con me in questi termini, a fischiare, a mettere gli striscioni e a fare queste carnevalate, io risponderò per le rime, non mi sono mai sottratto a tutto ciò”.

La libertà di sfilare non è e non è mai stata in discussione, ha aggiunto Vannacci, che però si chiede perchè gli esponenti del mondo arcobaleno vogliano mettersi in mostra. Il gay pride afferma di rivendicare diritti, ma secondo il neo europarlamentare in quota Lega anche su questo ci sarebbe da discutere:”I diritti non sono differenziati, i diritti sono per tutti. Non esistono i diritti per i gay, i diritti per gli eterosessuali, i diritti per i biondi, per i mori, per quelli con gli occhi azzurri: esistono i diritti per le persone. È un esibizionismo“. Vannacci ha ricordato che la nostra società è fatta di costumi e di usi, che sono delle leggi non scritte, le prassi:”Se ti invitano alla prima della Scala e ti presenti in pantaloncini e canottiera, ti cacciano fuori. È su questo che si muove la dialettica dal mio punto di vista.

Se loro invece vogliono continuare a dire che sono loro dalla parte della ragione e tutti gli altri si devono adattare alla loro percezione della realtà, lo continuino a fare, in me non troveranno certamente una persona che condivide queste idee”.

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