Il Fatto se la prende con Figliuolo e lo sbatte in prima pagina: è indagato nell’inchiesta sul capo della Difesa Vecciarelli. In Italia si è innocenti fino al 3° grado di giudizio

Ci sarebbe anche il commissario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Roma che vede iscritto il capo di Stato maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli.

Lo riporta il ‘Fatto quotidiano’spiegando che l’iscrizione di Figliuolo “è un atto dovuto, a sua tutela”. Eppure il quotidiano di Travaglio non rinuncia a sbattere il “mostro” in prima pagina. Del resto quel giornale si è distinto da mesi per una feroce campagna contro Figliuolo cui Travaglio ha sempre detto di preferire l’ex commissario Arcuri (anche lui sotto inchiesta). “Da quel poco che trapela – si legge sul Fatto – il generale non è mai finito direttamente nelle intercettazioni, ma sarebbero altri a far riferimento a lui nell’ambito di circostanze che riguardano però un periodo precedente alla sua nomina da parte del governo Draghi”.

“Nelle prossime settimane – precisa il quotidiano –  la Procura di Roma depositerà una richiesta di archiviazione, nel frattempo però il commissario risulta ancora iscritto”. L’inchiesta in cui è indagato Figliuolo è quella che vede coinvolto anche Enzo Vecciarelli rivelata da ‘La Verità’. Vecciarelli è accusato di corruzione per l’esercizio della funzione.

“Secondo le accuse iniziali, Vecciarelli nella sua veste di pubblico ufficiale si sarebbe messo a disposizione dei coniugi Eugenio Guzzi e Rosa Lovero,favorendo le società a loro riferibili, ossia la Technical Tex srl e poi la Technical Trade srl”, aziende “titolari di contratti di forniture di mascherine e macchinari per la produzione e il confezionamento di mascherine alle Forze Armate, agevolando lo sdoganamento di 600mila mascherine Covid, fornite dalla Technical Trade”. In cambio Vecciarelli avrebbe ricevuto per se e i suoi familiari utilità consistite “nella donazione di generi alimentari e di 58 capi di abbigliamento”. E nel capo di imputazione si citano: “Abiti sartoriali, cappotti, vestito da sposa, giacche, camicie e divise”.

Pubblicato da edizioni24

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