Il discorso di Rita Dalla Chiesa alla Camera: “A testa alta e insieme contro la mafia”

«Sono passata nei corridoi di Montecitorio e ho visto la mostra con Borsellino, Falcone, Pio La Torre, mio padre: la mostra si intitola “A testa alta”, credo che loro ci guardino e che le istituzioni debbano continuare ad andare a testa alta». Lo ha affermato una emozionata Rita Dalla Chiesa, intervenendo nel dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, e riferendosi alla mostra fotografica in corso alla Camera e alla parte dell’intervento di Giorgia Meloni sulla lotta alla mafia.

«Nella mia lunga carriera televisiva – ha esordito –  non ho mai voluto un copione, però oggi anche per dire solo pochissime parole me le sono scritte. Perché l’emozione di essere qui in mezzo a voi è fortissima, per quello che rappresenta il Parlamento».

Rita Dalla Chiesa, parlamentare di Forza Italia, poi rivolgendosi al premier ha sottolineato: «Quando lei ha parlato di mafia e di Falcone e di Borsellino e di tutti gli uomini che sono morti per quell’ideale di giustizia e di legalità – ha detto ancora Rita Dalla Chiesa – tutti si sono alzati in piedi: deve essere questo lo spirito con cui dovremmo lavorare adesso, di condivisione – ha concluso Dalla Chiesa – non di ostilità, cerchiamo di venirci incontro tutti, perché è importante in questo momento del Paese». (GUARDA VIDEO)

«Giorgia Meloni sarà il presidente che tutti si aspettano», aveva poi detto stamattina appena arrivata a Montecitorio per il discorso sulla fiducia del presidente Giorgia Meloni. «Avevo tanta pura di non esserci ma grazie a Dio ce l’ho fatta», aveva detto Dalla Chiesa, che è reduce dal Covid.

Dal neo presidente Meloni «mi aspetto che mantenga tutte le promesse – aveva aggiunto Dalla Chiesa – mi piace Giorgia Meloni, io credo che sarà il presidente che tutti si aspettano. Lo vedo dalla gente per strada che ho incontrato in campagna elettorale, mi chiedono e si aspettano che mantenga le promesse».

Sui temi scottanti, a partire dalla crisi energetica «io credo che la cosa importante sia collaborare – aveva sottolineato la neodeputata – il Paese non ha più voglia di litigi, né di sentir parlare di poltrone. Vuole rispetto».

Pubblicato da edizioni24

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