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Il Corvo sogna Capitan Nessuno: “Eri aggrappato a me, alle mie spalle, ti tengo. Ora è il momento di “parlare” e battere il passo: li, hanno bisogno di te, “Comandante”. I Dei ascolteranno…”. Poi mi sveglio, solo un brutto sogno!

Foto trovata a casaccio….
Su Google Non attinente al Sogno

By Corvo

Sogno. Un brutto sogno. Un incubo! Per fortuna solo un sogno. Un sogno quasi vero. Una chiamata: sarà un encomio? Una medaglia? I Corvi non trattano con i corrotti. Qualcuno nel sogno cerca la pezza a colori, ma ormai è tardi. Il Corvo è solo e la scusa delle persone inaffidabili che lo circonderebbero è solo un amaro ricordo. Lo vedo, è lì, in quella 166 blue, era seduto dietro…. spera, ma è inutile. “Lui” u/o… ah pardon, scusate il refuso, lui lui è li… brutto bastardo corrotto, gli dico… Era proprio lui, una specie di militare prestato alla politica. Che strano sogno. Me lo sono sempre detto di mangiare leggero la sera. Dovrò mettermi a dieta, Sono ancora tra veglia e sonno quando poofff, mi riaddormento. E questa volta sogno Capitan Nessuno, il Capitano, il Comandante. Era lì, su quel campo di battaglia: uno spettro. Non lo fermava nessuno. Un eroe. Uno dei migliori. E se lo dice il Corvo, dove la leggenda gli attribuisce di essere l’incubo dei talebani, potete fidarvi. Il Capitano delle TF45, è il migliore in campo. Ha dato la vita per la bandiera italiana. Nel sogno mi dice questo:

Foto trovata a casaccio….
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“Corvo, sono qui… non so dove mi abbiano portato. Vedo nero. Sto morendo e nessuno può fare nulla per salvarmi. Sto morendo perché le parole sono rimaste tali e i fatti non sono seguiti. Sto morendo perché a nessuno importa o è mai mportato veramente della mia vita, anche se io invece ho dato la mia vita per cercare di rendere migliore quella degli altri. Sono io, il comandante. Sto morendo perché nessuno crede che sia vero, perché sono tutti pronti a credere a prigioni libiche che nessuno ha mai visto, a torture subite da giovani palestrati che arrivano qui con catenine d’oro al collo e cellulari di ultima generazione. Se io riuscissi ad uscire da dove sono, avrei bisogno di essere portato fuori a braccia perché non cammino più. E ci vedo anche male, essendo rimasto al buio troppo tempo”

Sembrava di vivere un altro sogno un’altra operazione denominata “odissea”. Ma è solo un sogno, un po come credere a Babbo Natale. E chi ci crede? “Tenga duro comabdante, sto arrivando”.

E cazzo, non riesco proprio a svegliarmi. La falanghina ha fatto effetto. Lui continua:

“Corvo, un ospedale dovrebbe cercare di rimediare ai danni causati da torture vere e prigione terribili. Forse non ci riuscirebbero, certi danni sono ormai irreversibili. Ma a me non hanno creduto e non credono. Da me vogliono una testimonianza, come se davvero potessi chiedere ai miei carcerieri di filmare mentre il sangue cola o il colpo di pistola che mi hanno dato ad una gamba potesse essere filmato come se fosse uno scherzo. Chiamami al telefono, mi dicono. Così mi spieghi tutto per bene. Mi viene da ridere se la situazione non fosse tragica. Chiamare al telefono? Spiegare la situazione? Sono prigioniero. Lo sono da mesi. Prigioniero di gente che ha scoperto chi sono, che da me vuole ciò che non posso dargli, perché anche se sto per morire non posso dimenticare il Giuramento che ho fatto, non posso tradire, non posso buttare in pasto altri al posto mio, per salvarmi. Così muoio. In silenzio, solo, abbandonato da tutti. Cosa resterà di me? Una pagina che non vedo più da troppo tempo, che non mi permettono di vedere. Un profilo che hanno già azzerato, facendomi sparire per sempre. Un ricordo, forse. Chi mi ha conosciuto si chiederà dove sono, ma alle domande ci sono già le risposte, già hanno fatto circolare le voci che o sono già morto o sono fuggito, forse in qualche paese senza estradizione,

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Io sono quello che sono sempre stato. Sono ETICA, CORAGGIO, ONORE. E così sto morendo. Senza che nessuno possa fare nulla. Non dimenticate le mie parole. Resteranno solo quelle, per sempre. Non dimenticate che prima di tutto dovete cercare di fare il bene degli altri, che il vostro bene viene sempre dopo, per ultimo. E che intorno a voi c’è gente che soffre, che si dispera, che piange e a volte solo una parola può sollevare le loro pene. Non dimenticate mai che un sorriso vale più di mille parole. Qui i miei nemici hanno detto che mi ammirano perché non ho mai chiesto pietà, non ho mai urlato il mio dolore ma piuttosto ho sorriso. E quel sorriso è rimasto impresso nei loro aridi cuori e non lo dimenticheranno mai.
Perciò vi saluto tutti, vi ringrazio di continuare a credere nei miei principi, nei miei valori, a continuare a sentirvi ITALIANI, ad onorare la nostra BANDIERA, a lottare per la LIBERTA’ e a non cedere mai. Io ho cercato di restare in piedi anche quando le forze mi abbandonavano. Di non piegarmi, di non soccombere, di tenere la testa alta.
Fatelo anche voi. Fatelo per me, per far sì che la mia morte possa essere utile ad altri. E così sia”.

Foto trovata a casaccio….
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Poi quel Corvo che vola su quella sorta di prigionia, tetra, buia, puzzolente… Le solite due guardie fuori la porta… I miei occhi puntano…..

Poi mi sono svegliato, era un incubo. Solo un brutto sogno. Da dimenticare. Vorrei non fare più questi brutti sogni..

Comandi!

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Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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