Il caso Kyenge scatena l’Ordine: è un’oculista non un medico di famiglia, non ha i requisiti

Cecile Kyenge, a Padova, è diventata medico di base nel quartiere Torre, ma per l’Ordine dei medici non ha rispettato le procedure. Lo scrive Libero, che riporta le obiezioni di Domenico Crisarà, il presidente dei medici padovani. «Non intendiamo farne un caso personale. Tra l’altro la sua non è l’unica pratica sulla quale abbiamo avanzato dei dubbi».

«Il punto è – continua – che la dottoressa Kyenge non ha i titoli per fare il medico di famiglia». «La sua specializzazione è in oculistica- prosegue Crisarà – il che va benissimo. Ma non è lo stesso che avere un professionista formato nello specifico sulle questioni di Medicina generale».

Si diventa medico di base dopo un corso di formazione che dura tre anni. O se si è conseguita un’apposita abilitazione prima del 31 dicembre del 1994. «Lei – dice Crisarà, non ha né l’uno né l’altra».

Ma allora come è possibile che, in piena pandemia, l’ex eurodeputata del Pd abbia firmato un contratto in questo senso? «Alla procedura ordinaria sono previste alcune eccezioni», raccontano dall’ordine di categoria. «Se nel distretto di cui si parla si conta un numero di pazienti superiore a quello che può essere assorbito dai medici già impiegati sul territorio, si può procedere con un incarico provvisorio. Lo scopo è quello di salvaguardare il diritto alla salute delle persone».

Kyenge si difende e dice: “Ho accettato questo incarico per dare una risposta ai cittadini. Per assicurare continuità nel servizio e superare il disagio che si era creato”. E’ diventata così medico di famiglia in un quartiere che dall’inizio dell’anno è a caccia di un camice bianco, come racconta Il Mattino di Padova, dopo il pensionamento del precedente medico di famiglia.

Pubblicato da edizioni24

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