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Il caso in Austria, vaccino AstraZeneca, un morto e un paziente grave dopo la somministrazione. Ma per l’Ema “non c’è nesso”

Una persona morta dieci giorni dopo il vaccino anti Covid e dopo che le era stata diagnosticata una trombosi multipla, un’altra ricoverata con embolia polmonare (ora in via di ripresa), e altre due segnalazioni di casi di eventi tromboembolitici, a partire dal 9 marzo. Sono gli elementi che hanno spinto l’Austria a sospendere l’uso di un lotto di vaccino AstraZeneca.

La decisione deriva da alcune possibili reazioni avverse al vaccino. Tra queste, il decesso di un’infermiera di 49 anni e le gravi complicazioni che hanno colpito un’impiegata 35enne. Entrambe erano state vaccinate con il siero proveniente dallo stesso lotto.

Ma l’Agenzia europea del farmaco Ema, dopo una visione preliminare della questione da parte del Comitato di valutazione rischi Prac (Pharmacovigilance Risk Assessment Committee), precisa in una nota che “non ci sono attualmente indicazioni che la vaccinazione abbia causato queste condizioni, che non sono elencate come effetti collaterali di questo vaccino”.

Una prima analisi degli esperti suggerisce che non ci siano specifici problemi con il lotto usato in Austria. Nel dettaglio, riferisce l’Ema, 17 paesi Ue hanno ricevuto il lotto ABV5300. L’Italia non è fra questi. Comprende, inoltre, un milione di dosi del vaccino. Alcuni Paesi (Estonia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo) hanno successivamente sospeso questo lotto come misura precauzionale, in questa fase in cui è in corso un’indagine completa. Sebbene un difetto di qualità sia considerato improbabile in questa fase, la qualità del lotto è in fase di studio.

l Prac sta esaminando il problema, i casi segnalati in riferimento al lotto e tutti gli altri casi di eventi tromboembolici e altre condizioni correlate a coaguli di sangue, segnalati dopo la vaccinazione. Le informazioni finora disponibili “indicano che il numero di eventi tromboembolici nelle persone vaccinate non è superiore a quello osservato nella popolazione generale. Al 9 marzo 2021, erano stati segnalati 22 casi di eventi tromboembolici tra i 3 milioni di persone vaccinate con il vaccino anti-Covid di AstraZeneca nello Spazio economico europeo (See).

Il Prac continuerà la sua valutazione di qualsiasi potenziale problema con il lotto, nonché la revisione degli eventi tromboembolici e delle condizioni correlate. E l’Ema, assicurano dall’ente, informerà ancora su questo fronte man mano che la valutazione procede.

La notizia arriva quando in Italia, i giornali segnalano la morte di Stefano Paternò 43 anni, militare originario di Corleone (Palermo) e sottufficiale in servizio alla base militare di Augusta. La morte è giunta poco dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, che il militare avrebbe ricevuto la mattina del lunedì. La sera dopo l’iniezione lo stesso avrebbe accusato dei malori, tra cui una febbre molto alta, che dopo qualche ora non avrebbero lasciato scampo.

Non ci sarebbero al momento prove tangibili sul nesso morte–vaccino, in ogni caso pare che l’uomo non soffrisse di alcuna patologia che dunque avrebbe potuto compromettere il suo stato di salute dopo l’inoculazione. Intanto si starebbe cercando di fare luce sul caso e soprattutto capire se ci sia realmente il collegamento con il vaccino.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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