I vandali con l”Eco” della sinistra, mobilitati per il 10 gennaio a Milano. Malan li affossa: “andate a imbrattare il ritratto di Mao in Cina”

Il prossimo 10 gennaio Simone Ficicchia, militante di Ultima Generazione, verrà ascoltato in tribunale a Milano, a seguito dell’azione di protesta andata in scena lo scorso martedì a Roma, dove cinque esponenti aderenti al movimento ambientalista hanno Imbrattato con vernice rossa Palazzo Madama. I suoi sodali hanno già organizzato e annunciato, per quella data, un presidio di solidarietà.

“Il caso di Simone Ficicchia convocato dal Tribunale di Milano, su richiesta della Questura di Pavia, per presenziare il 10 gennaio all’udienza indetta per discutere l’applicazione di misure di sorveglianza speciale non è il primo né sarà l’ultimo”, spiegano in una nota gli attivisti di Ultima Generazione. Si tratta “sicuramente del caso italiano nel quale la sproporzione tra azione e reazione è più appariscente. In sostanza, si chiede di applicare il Codice antimafia a un ragazzo che ha scelto la protesta non violenta per spingere il governo a interrompere l’uso di energia fossile”. Oltretutto, aggiungono, il giovane non ha neanche preso parte al blitz: “Simone non era fra loro -assicurano-. Si trovava a Roma perché invitato a partecipare alla trasmissione Agorà di Rai3. Le forze dell’ordine lo hanno però fermato all’uscita dal portone e gli hanno impedito di raggiungere gli studi televisivi”

Il punto però è che l’ecoattivista non poteva recarsi a Roma perché destinatario di un foglio di via per altre azioni vandaliche cui aveva preso parte. Ha sempre partecipato ai blitz negli ultimi mesi, tra i quali quello dello scorso 7 dicembre al teatro alla Scala di Milano e un altro a luglio quando si incollò al vetro di protezione della Primavera di Botticelli agli Uffizi di Firenze.

Non si tratta dunque né di un martire né di un pacifico ecologista ma di un estremista. Ficicchia a sua volta commenta con grande enfasi la sua missione e già si mette l’aureola del vincitore: “A 20 anni mi trovo con l’avvenire segnato dal collasso eco-climatico e questo mi sembra davvero molto più minaccioso di un provvedimento del questore di Pavia. La misura che mi potrebbe arrivare addosso è certamente pesante e senza precedenti, ma non è nulla che non ci aspettassimo. Anzi, penso che abbiamo già vinto”.

Parole che lasciano presagire altre azioni di questo tipo. Il gruppo del resto si prefigge di mettere in atto mobilitazioni disturbanti. Preferiscono insomma la messinscena alle proposte. Gridare a voce alta “fate qualcosa” non significa salvare il pianeta ma solo esprimere un disagio. E lo sa benissimo quella parte della sinistra che sta coccolando gli ecoattivisti e il loro catastrofismo da film hollywoodiano.

A loro si rivolge il senatore Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato, invitandoli a protestare in Cina, paese che è in testa alla classifica delle nazioni più inquinanti.  “Cari di Ultima Generazione, perché non spruzzate vernice sul ritratto di Mao a Tien An Men (dove ammazzarono 3000 giovani che chiedevano libertà) visto che la Cina ha emissioni 35 volte superiori all’Italia e le ha aumentate del 33%?”, ha scritto su Twitter.

Replica poi a chi difende gli imbrattatori sostenendo che si trattava solo di vernice lavabile l’ex sottosegretario Pierpaolo Sileri: “Imbrattare il Senato o qualunque altro edificio, anche se con vernice lavabile, non è giustificabile. Si tratta di morti di fama. Non è un modo per esprimersi e per dare un contributo alla difesa degli ambienti, non è quella la via. E’ chiaro che servono pene severe”.

“Se vuoi fare qualcosa per l’ambiente – ha aggiunto Sileri – ci sono gruppi e associazioni che difendono l’ambiente in maniera onesta e trasparente, senza imbrattare edifici e bloccare strade. Se quei parlamentari che li hanno difesi, trovassero la loro automobile imbrattata non penso che parlerebbero così”.

Pubblicato da edizioni24

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