Hamas rifiuta la proposta di tregua. Israele replica: “Le loro modifiche uguali a un rifiuto”

By Filippo Jacopo Carpani

Spiragli di tregua aperti e chiusi in meno di 24 ore. Secondo un funzionario israeliano ampiamente citato dai media ebraici, la risposta di Hamas alla richiesta di liberazione degli ostaggi e all’offerta di una tregua proposta dagli Stati Uniti “di fatto respinge la proposta”. Secondo quanto riferito, la versione della bozza proposta dall’organizzazione terroristica e dei suoi alleati, consegnata ai mediatori egiziani e al primo ministro del Qatar Muhammad al-Thani, ha incluso modifiche alle tempistiche per il rilascio degli ostaggi e la richiesta di ritiro delle truppe israeliane da Gaza.

Secondo il direttore del Mossad David Barnea, questi cambiamenti costituiscono un sostanziale rifiuto della bozza statunitense. Il capo dei servizi segreti è stato aggioranto su tutti i dettagli della versione presentata dai terroristi e, stando a quanto riferito, Hamas avrebbe alterato “l’intera proposta”. “Il significato è chiaro: un rifiuto della proposta di Biden”, hanno dichiarato le fonti dello Stato ebraico. Sul sito di Axios, invece, viene detto che i funzionari di Tel Aviv non hanno indicato quali siano le modifiche apportate all’accordo di cessate il fuoco e si parla di una “proposta israeliana” ugualmente respinta dall’organizzazione terroristica.

Nella mattinata di martedì 11 giugno, Hamas aveva dichiarato di aver accettato la risoluzione di cessate il fuoco adottata il giorno precedente dal Consiglio di sicurezza dell’Onu e proposta da Washington, che aveva ottenuto 14 voti favorevoli, nessun contrario e l’astensione della Russia. L’alto funzionario dei terroristi Sami Abu Zuhri aveva inoltre aggiunto che sarebbe spettato alla Casa Bianca garantire il rispetto dell’accordo da parte di Israele. Anche dallo Stato ebraico era arrivato un parere positivo e un funzionario aveva affermato che la bozza “consente a Israele di raggiungere” i propri obiettivi.

Secondo i media israeliani, nel pomeriggio Hamas aveva consegnato la sua risposta ufficiale con commenti al primo ministro del Qatar Muhammad al-Thani e ai mediatori al Cairo. “La risposta dà priorità all’interesse del popolo palestinese e alla necessità di fermare completamente la guerra in corso”, si leggeva nella dichiarazione congiunta con la Jihad islamica palestinese. “La delegazione palestinese ha espresso la volontà di agire positivamente per raggiungere un accordo che porrà fine a questa guerra contro il nostro popolo, con un senso di responsabilità nazionale”. Il concreto orientamento della risposta, però, non era ancora chiaro.

Anche dal lato israeliano pare era stata manifestata un’apertura verso il cessate il fuoco. Il segretario di Stato Usa Antony Blinken aveva riferito che il premier Benjamin Netanyahu avava “riaffermato il suo impegno nei confronti della proposta” redatta dagli Stati Uniti. Al Palazzo di Vetro, però, la rappresentante permanente dello Stato ebraico Reut Shapir Ben-Naftaly aveva dichiarato che il Paese avrebbe le operazioni militari a Gaza e non si sarebbe impegnato in “negoziati privi di significato e senza fine” che sarebbero stati sfruttati da Hamas per perseguire i suoi obiettivi.

La diplomatica aveva poi ribadito che Tel Aviv aveva intenzione di garantire che “Gaza non rappresenti una minaccia per Israele in futuro” e che la guerra sarebbe finita solo quando l’organizzazione terroristica sarà distrutta e gli ostaggi saranno riportati a casa.

Pubblicato da edizioni24

Pubblicato da ith24.it - Per Info e segnalazioni: [email protected]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.