Green Pass, dalle Badanti ai parrucchieri fino ai tassisti: ecco cosa cambia

Proprio nel giorno in cui le proteste contro il Green pass si fanno più accese, con i lavoratori del porto di Trieste sul piede di guerra ed i rappresentanti delle forze dell’ordine arrivati ad usare idranti e lacrimogeni sui manifestanti, arrivano le Faq del governo in merito  all’applicazione della certificazione verde.In particolare si parla colf e badanti, taxisti, autotrasportatori ed altre categorie di lavoratori, anche all’aperto.

Rigida la linea sulle badanti che, se prive di Green pass, non potranno accedere sul luogo di lavoro. Molte di queste persone, tuttavia, vivono regolarmente con i soggetti assistiti, motivo per cui nelle Faq il governo precisa: “Se la badante è convivente con il datore di lavoro dovrà abbandonare l’alloggio”.

L’esecutivo aggiunge poi che resta impregiudicato il prevalente diritto della persona assistita di poter usufruire senza soluzione di continuità della assistenza necessaria scegliendo un altro lavoratore idoneo. Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, ha così dichiarato, come riportato da ItalPresse: “Dal governo arrivano i primi chiarimenti operativi su Green Pass e lavoro domestico. In particolare viene chiarito un aspetto molto importante per le famiglie datrici di badanti assunte in regime di convivenza: essendo il vitto e l’alloggio una parte della retribuzione, in assenza di un Green Pass valido il lavoratore convivente sarà fin dal primo giorno obbligato a lasciare l’abitazione”.

Nella sezione dedicata alle risposte del sito di Palazzo Chigi si affronta stavolta anche la questione autotrasporti, che molto ha fatto discutere. Secondo le ultime precisazioni del governo, la certificazione verde sarà richiesta anche ai lavoratori stranieri nel caso in cui debbano svolgere la propria attività lavorativa presso aziende o pubbliche amministrazioni italiane. “È possibile utilizzare il personale dell’azienda italiana per le operazioni di carico/scarico”, precisa il governo.

Quanto a parrucchieri, estetisti ed altre categorie che operano nel settore dei servizi alla persona, l’esecutivo fa sapere che tali lavoratori non sono tenuti a controllare il Green pass ai propri clienti (gli stessi clienti non possono richiedere il certificato a chi svolge l’attività). L’operazione di verifica deve invece essere svolta nei confronti dei dipendenti. I clienti non possono inoltre richiedere Green pass ai taxisti ed ai conducenti di Ncc.

La certificazione verde, precisa inoltre il governo, deve essere richiesto a prescindere che il tipo di lavoro sia svolto all’interno oppure all’esterno di una struttura. Nello specifico, all’interno delle Faq si legge che l’obbligo di Green pass “non è collegato al fatto che la sede in cui si presta servizio sia all’aperto o al chiuso”.

La certificazione verde, ricorda l’esecutivo, può essere ottenuto non solo tramite vaccinazione ma anche tramite in seguito all’effettuazione di un tampone, risultato negativo. Nell’ultimo caso, tuttavia, il Green pass “deve essere valido nel momento in cui il lavoratore effettua il primo accesso quotidiano alla sede di servizio e può scadere durante l’orario di lavoro, senza la necessità di allontanamento del suo possessore”.

I contratti di lavoro stipulati dalle varie aziende per sostituire quei lavoratori sprovvisti di certificazione, devono inoltre essere soggetti alla disciplina generale del contratto a tempo determinato, come “previsto degli artt. 19 ss. del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, e successive modifiche ed integrazioni”. I controlli sul personale per verificare il possesso del documento potranno essere svolti da ispettori del lavoro e aziende sanitarie.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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