Gli hacker entrano nella tv iraniana: appare Khamenei in fiamme: “Hai le mani sporche di sangue“ (Video)

Un gruppo che sostiene le proteste in Iran scatenate dalla morte di Mahsa Amini è riuscito ad hackerare un canale televisivo statale. Trasmettendo nel bel mezzo del notiziario un’immagine della Guida Suprema Ali Khamenei circondata dalle fiamme e con un mirino impresso sul volto. Durante l’attacco hacker sono state mostrate anche delle ragazze uccise durante le proteste antigovernative delle ultime settimane. “Il sangue dei nostri giovani sgocciola dalle vostre dita”, recitava un messaggio apparso sullo schermo durante il telegiornale di della tv di Stato.

Il messaggio era accompagnato da una foto manipolata di Khamenei con il suo corpo circondato dalle fiamme e la sua testa in un mirino. “È tempo di mettere via i vostri mobili (…) e trovare un altro posto per la vostra famiglia fuori dall’Iran”, recitava un altro messaggio che accompagnava la foto.  L’attacco informatico, durato pochi secondi, è stato rivendicato da un gruppo che si fa chiamare Edalat-e Ali (La Giustizia di Ali) e che sostiene il movimento di protesta, il più grande in Iran dopo le proteste contro l’aumento del prezzo della benzina nel 2019. Nel messaggio c’era anche un invito a unirsi alle manifestazioni e a “ribellarsi”.

Diversi media in lingua persiana con sede all’estero hanno condiviso il video che mostra l’attacco informatico. Alla fine del video, si vede il conduttore del telegiornale teso, con gli occhi fissi sulla telecamera. In Iran, l’agenzia di stampa Tasnim ha confermato che la televisione di Stato è stata “piratata per qualche istante da agenti anti-rivoluzionari”.

Le proteste delle donne iraniane hanno scosso l’ipinione pubblica e ad intervenire anche Farah Diba, l’ultima imperatrice dell’Iran: “Komeini è sempre stato ossessionato dalle donne che in Iran non hanno il diritto di cantare; di ballare, di andare in bicicletta, allo stadio o studiare a scuola all’interno di classi miste. Non possono nemmeno lasciare il proprio Paese senza l’autorizzazione di un uomo”. La moglie dell’ex scià di Persia, in un’intervista al settimanale francese Point de vue dalla sua casa di Parigi, è scesa cende in campo a favore della protesta del velo iraniana, esplosa nei giorni scorsi dopo la morte di Mahsa Amini, la giovane deceduta in un carcere di Teheran dopo essere stata arrestata per non aver coperto integralmente i suoi capelli.

Farah Diba rammenta una storia che non è mai cambiata, che allunga i suoi tentacoli fino a oggi, ispirata da una dottrina impermeabile e radicata come quella disegnata  dallo storico ayatollah sciita, padre dell’attuale Repubblica islamica. “La morte di Mahsa Amini mi ha straziata, così come la scomparsa di tanti concittadini. Le donne scendono nelle strade per difendere i loro diritti e per la liberazione dell’Iran. Sono fiera e orgogliosa di loro e rimango comunque piena di speranza per il futuro dell’Iran”, ha aggiunto l’ex-imperatrice.

Pubblicato da edizioni24

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