Gli effetti indesiderati del lockdown: drammatico aumento di femminicidi tra marzo e giugno

Quello che non si dice quando si parla di lockdown è il drammatico caso dei femminicidi in aumento. Sono state infatti 91 le donne vittime di omicidio nei primi dieci mesi del 2020. È quanto emerge dal VII Rapporto Eures sul femminicidio in Italia. Questo significa che ogni tre giorni una donna viene privata della propria vita. In particolare, il lockdown ha provocato un’impennata di violenze. Infatti, tra marzo e giugno, ben 21 delle 26 vittime di femminicidio in famiglia convivevano con il proprio assassino.

Il dato delle morti complessive, rispetto all’anno precedente, è tuttavia in lieve flessione. Nel 2019 nello stesso periodo le donne vittime erano state 99. Una riduzione che sarebbe da giustificare in qualche modo con il calo delle vittime della criminalita’ comune. Dalle 14 donne morte dello stesso periodo del 2019 alle 3 di quest’anno. Lievissimo calo per i femminicidi familiari (da 85 il numero scende a 81), e per 56 di questi si tratta di femminicidi di coppia (dato identico a quello riportato l’anno passato); crescono le vittime maturate in un contesto di vicinato (da 0 a 4). Nel complesso, l’incidenza del contesto familiare nei femminicidi raggiunge nei primi 10 mesi di quest’anno un valore pari all’89%, ancora di piu’ dell’85,8% registrato nel 2019. Per quanto riguarda i femminicidi consumati all’interno della coppia il dato sale al 69,1%. Intanto il Rapporto Eures fotografa la situazione dei femminicidi negli ultimi 10 anni. In questo caso, le donne uccise in Italia tra il 2000 e il 31 ottobre 2020, sono state 3.344 pari al 30% degli 11.133 omicidi volontari censiti dall’Eures. Tali numeri vengono calcolati sulla base dei dati del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale.

Intanto, tornando ai dati del 2020, il settimo Rapporto firmato dall’Eures scatta un’istantanea sul periodo di lockdown deciso per arginare la pandemia tra la fine dell’inverno e la primavera. Da questa analisi emerge che il periodo di chiusura ha determinato un incremento dei femminicidi. Lo studio rileva come il rapporto di convivenza tocca l’80,8% nel trimestre segnato dal varo del Dpcm “Chiudi Italia”. Tra marzo e giugno infatti ben 21 delle 26 vittime di femminicidio in famiglia convivevano con il proprio assassino. In valori assoluti, tra i primi dieci mesi del 2019 e il medesimo periodo del 2020, il numero dei femminicidi familiari con vittime conviventi è cresciuto da 49 a 54 (con un incremento pari al 10,2%), mentre scende da 36 a 26 quello delle vittime non conviventi (-27,8%). E anche all’estero, il lockdown ha coinciso con un impressionante aumento delle violenze domestiche.

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4 Risposte a “Gli effetti indesiderati del lockdown: drammatico aumento di femminicidi tra marzo e giugno”

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