Giudici e toghe, l’appello di Mattarella: “per essere utili al Paese dovete studiare di più”

Bastano tre minuti di un discorso pacato, asciutto e apparentemente di circostanza perché Sergio Mattarella ricordi ai magistrati come sia avvertita la sempre maggiore «esigenza di formazione, aggiornamento», di avere «un punto di riferimento», per i «tanti eventi, esigenze e novità che richiedono approfondimento e ampliamento».

Il capo dello Stato e presidente del Consiglio superiore della magistratura non cita nessun fatto in particolare all’inaugurazione romana della Scuola superiore della magistratura, ma il pensiero corre alla riforma della giustizia, ai referendum, agli scandali del sistema Palamara. Sullo sfondo la morte drammatica del magistrato Mario Amato, cui è intitolata la Scuola, nel medesimo anno in cui veniva assassinato anche il fratello del presidente, Piersanti Mattarella.

Il capo dello Stato parla in un lussuoso attico con vista sulla fontana di Trevi, nuova sede della Scuola. Un immobile sottratto alla criminalità organizzata, luogo passato «da ostentazione dell’illegalità a sede dell’organismo che cura la formazione dei magistrati». Schiaffo non solo simbolico.

Mario Amato, che dà il nome alla scuola, sostituto procuratore della Repubblica di Roma, fu assassinato nel giugno 1980, a quarantacinque anni, dall’organizzazione eversiva neofascista dei Nar, sulle cui attività indagava. Una figura modello. «L’operato e l’impegno di Mario Amato, così come quello di tanti magistrati assassinati, costituiscono una lezione di comportamento e di interpretazione del ruolo del magistrato che la Scuola fa proprio e trasmette» dice Mattarella.

Pochi mesi prima della morte di Amato, nel gennaio dello stesso anno, il sanguinoso 1980, era stato assassinato il fratello del futuro presidente della Repubblica, quel Piersanti Mattarella che da presidente della Regione Siciliana aveva combattuto la mafia con i fatti, cercando anche di fare pulizia tra gli appalti e che per questo fu ucciso. La moglie di Piersanti assicurò di aver visto dalla finestra un noto esponente dei Nar ma ciò non bastò perché l’organizzazione eversiva neofascista fosse coinvolta nelle condanne, che si sono limitate a soli esponenti della mafia. La dinamica esatta dell’omicidio rimane una delle pagine inquietanti della storia repubblicana.

Resta da attendere il prossimo discorso di Mattarella, che sarà a Sorrento tra i presenti al meeting «Verso Sud», voluto dal ministro per la Coesione territoriale Mara Carfagna e realizzato da The European House-Ambrosetti, i medesimi organizzatori del forum di Cernobbio.

Pubblicato da edizioni24

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