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Giorgia Meloni epocale: “Non farò mai patti col diavolo per andare a Palazzo Chigi”

”Se io un giorno arriverò al governo, se gli italiani decideranno di mandarmi al governo in qualsiasi ruolo, voglio poter tener fede agli impegni presi. Per fare questo ci vorrà più tempo? Non mi interessa. Sicuramente io non sono disposta a svendermi, vendermi, fare i piatti col diavolo, per arrivare. Perché non ha alcun senso rispetto al percorso che ho fatto. Questo può essere letto come una forma di radicalismo…”. Una Giorgia Meloni risoluta, ospite di ‘Quarta Repubblica’ su Retequattro, vuole ribadire una volta per tutte che esistono coerenza e principi su cui non transige e  che non intende sacrificare sull’altare del potere.

Il conduttore Nicola Porro cambia argomento e chiede poi alla leader di FdI quale scenario preveda realisticamente sul ritorno al voto. Fino a quando non si vota alle politiche? Risponde la leader di FdI: ”Dipende come finisce la partita sul presidente della Repubblica”, taglia corto Giorgia Meloni. Il che è una partita complicata e non è particolarmente ottimista: “Non mi pare si voglia costruire questo percorso, anche perché altrimenti finirebbe la legislatura”. Draghi andrà al Colle? ”Non è facile oggi”,Giorgia Meloni, ospite di ‘Quarta Repubblica’, su Retequattro. ”Non mi pare che si voglia costruire questo percorso, però vediamo, anche perchè altrimenti finirebbe la legislatura…”, sottolinea la leader di Fdi. Il conduttore la punzecchia su eventuali “compromessi” per andare al governo del Paese. Ribatte: “Fdi non andrà mai a fare un governo col Pd. Non è che è un problema per me parlare con Letta; ma il problema è che io e Letta che la vediamo in modo diametralmente opposto su tutto”, è categorica. “Non possiamo trovare mai soluzioni efficaci. Non lo giudico. Credo, però, che sia giusto fare compromessi nel proprio ambito di provenienza”, ovvero nel centrodestra. ”Pretendere di fare il triplo salto carpiato”, questo è un’altra cosa.

Ottimista e molto, invece, Giorgia Meloni lo è sul tema Amministrative:”Domani ci rivediamo con gli alleati  – conferma la notizia giunt a metà pomeriggio- .  Sono d’accordo che bisogna tirare velocemente dei nomi. I ho chiesto la convocazione di questo tavolo da tempo abbastanza inascoltata”. E poi: “La metto facile: io voglio vincere”. ”Lei mi chiede di Roma?”, dice rivolta al conduttore Nicola Porro. Che risponde: ”Sì, certo”. ”Allora, guardi, io sono ottimista“, assicura Meloni che aggiunge: “Se vogliono vincere anche gli altri del centrodestra e credo di sì, io sono ottimista”. Il conduttore non rinuncia a chiederle dei nomi circolati in queste settimane nel fronte del centrodestra.

”Ci sono dei profili che non sottovaluterei -risponde nel merito la Meloni- . E direi che anche un certo accanimento della sinistra, in questi giorni, per esempio sul professor Michetti, tradisce un nervosismo”. Si riferisce agli attacchi giunti da Repubblica e Fatto. “Forse anche loro si rendono conto che la partita non è così facile, soprattutto se metti in campo qualcuno che ne sa più di loro su come si risolvono i problemi della Capitale”. Si spiega: “Michetti è un avvocato amministrativista: è -per intenderci – quello che i sindaci chiamano per risolvere i problemi dei Comuni. Chi è che mi può salvare? Michetti…”. E conclude: ”Michetti  è uno che ha un curriculum con cui mi devo confrontare. Lei si ricorda di Pulp fiction il film di Tarantino? Si ricorda di ‘Io sono Wolf, risolvo i problemi’. Ecco, Michetti risolve i problemi dei sindaci…”

Che ne pensa delle voci di un partito unico Lega-Fi dentro il governo? Porro entra quindi in una delle notizie di giornata su cui si sono sbizzattiti i retroscenisti:  ”Non credo che Salvini e Berlusconi stiano ragionando eventualmente a una cosa del genere per escludere Fdi come è stato scritto: perché vorrebbe dire lavorare per perdere e questo non ce l’ha in testa nessuno”. E aggiunge: ”Anche se decidessero di farlo, non potrei che guardare con rispetto. Posso avere qualche dubbio:  perché penso alla Pdl, alla fusione di An con Fi, e ritengo che le nostre differenze siano un valore aggiunto. Quando si mettono le cose insieme, non è detto che la matematica corrisponda alla politica; e non è detto che le cose vadano meglio”, ha concluso Giorgia Meloni.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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