Giorgia Meloni boccia la trappola del ‘Corriere’: “Le parole per noi hanno un valore. Mai col Pd”

“Il Corriere prepara la trappola per Giorgia“, titolo a tutta pagina in prima Libero oggi in edicola. “Pd e FdI sposi in nome dell’Ucraina”.  Chi è che “sognaE di officaire officiare il rito dello sposalizio ? E’ il Corriere della Sera, che in due articoli di fondi consecutivi- quello di Paolo Mieli più cautamente, quello di Angelo Panebianco esplicitamente-  “sognano” l’unione tra Meloni e Letta. Scrive il professore che entrambi i leader dovrebbero «dismettere le bandierine, fare un bel disarmo simmetrico e bilanciato, e cominciare sul serio a discutere di come rafforzare le istituzioni di governo». Due prove fanno un indizio: via Solferino vorrebbe celebrare l’”inciucio”  non tanto per il bene dell’Italia, ma soprattutto per disinnescare i “putiniani” che sono nel M5S, della Lega e in FI, in nome del filoatlantismo e delle posizioni sulla guerra in Ucraina. Belpietro. Ma guarda un po’ che bei sogni si fanno al Corriere.

Sallusti mette in guardia la Meloni: quando la sinistra attraverso gli intellettuali di punta del Corriere fa le avances alla destra c’è puzza di bruciato. Trappolone. Storicamente. Ciò avviene quando c’è l’intenzione di distruggere una destra troppo ingombrante, come quella di FdI, ormai primo partito consolidato; e quando nel mirino c’è l’idea di mandare a scatafascio la coalizione di centrodestra, anch’essa maggioritaria. Anche qui due indizi fanno un prova,scrive il direttore ripercorrendo due passaggi politici cruciali: la sinistra usò questa strategia eleggendo Gianfranco Fini a “icona” dei progressisti per far crollare il governo Berlusconi. “La seconda quando la stessa cosa capitò con Angelino Alfano, segretario del Pdl, per poter insediare il governo Letta prima e spaccare definitivamente Forza Italia poi”, rammenta Sallusti.

L’avvertimento è chiaro: quando da sinistra si blandisce la destra è solo per “dividere la destra, altrimenti difficilmente battibile nelle urne. Il messaggio è chiaro: cara Giorgia, non perdere tempo appresso a quei due perdenti filo putiniani di Salvini e Berlusconi che ti detestano: vieni con noi e vedrai che faremo grandi cose, tanto poi sulla legge Zan, sullo ius soli, sugli sbarchi e sull’aumento delle tasse un accordo in qualche modo lo troveremo”. Ma Giorgia Meloni “è fatta di altra pasta”, scrive Sallusti.

E infatti, è proprio lei, la “sposa” di questo fantomatico inciucio con il leader del Pd Letta, a scrivere un bel post di risposta che gela tutti gli “auspici” interessati a questo matrimonio di convenienza: “In un tempo nel quale si pensa che la parola data non conti più nulla; e in cui i partiti cambiano idea e opinioni sui propri avversari in base a poltrone e interessi, c’è Fratelli d’Italia che è rimasta sempre dalla stessa parte. Le ricostruzioni giornalistiche possono immaginare quello che vogliono, ma niente cambierà mai quello che pensiamo: mai con la sinistra, mai col M5S”. Il valore delle parole dette e  degli atti concreti come contraltare a “sogni proibiti”.

E pensare che basterebbe andare a leggere i discorsi della leader di FdI in ogni circostanza – in ultimo gli interventi di questi giorni in giro per l’Italia- per ascoltare parole precise di polemica contro Letta; contro il Pd, partito delle tasse, contro la riforma del catasto, di cui la sinistra è il principale sponsor. Basterebbe rileggere, ad esempio, gli accordi Anti Inciuci chiesti a più riprese dalla Meloni agli alleati di Lega e FI prima di ogni tornata elettorale. Insomma: c’è chi pensa che cambiare idea da un giorno all’altro rientri nella sfera delle possibilità. C’é chi penmsa che le alleanze possano essere somme algebriche senza contenuti. E c’è chi, come Giorgia Meloni, non lo pensa minimamente. C’è chi ha della politica una visione. Se ne facciano una ragione. Anzi, postilla dell’editoriale: il Pd le ha provate tutte:  il tentativo di “annessione dei cinquestelle”, ora attaccandosi “alla gonnella della Meloni (per poi ovviamente fregarla come è nel suo costume). Ecco, perché invece non prova “a vincere una elezione invece che tramare per governare da perdenti”?

Pubblicato da edizioni24

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