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[…] Germania, messaggi al vetriolo nel rifugio dell’attentatore somalo. I dettagli sul movente

Assalto in Germania, nel rifugio dell‘attentatore somalo la polizia ha trovato messaggi di odio. Eppure sono ancora molti i dubbi sul movente…Le indagini sono ancora all’inizio. E i sospetti, come spesso accade in questi casi, viaggiano nelle direzioni più diverse. Eppure, il quadro investigativo sembrerebbe proprio convergere nella direzione dell’eccidio compiuto per ragioni legate al radicalismo islamica. o almeno, questo si è cominciato a sospettare più fattivamente dopo che la polizia tedesca ha trovato quelli che ha definito «messaggi d’odio» durante la perquisizione nel rifugio per senza tetto dove viveva il 24enne di origine somala che ieri a Wuerzburg ha accoltellato a morte 3 donne. E ne ha ferite altre sette.

Il sospettato, già noto alle forze dell’ordine, è in Germania da circa 5 anni. E ha vissuto in un rifugio per senzatetto a Wuerzburg. Dopo l’attacco, un agente gli ha sparato ma, al momento, non è in pericolo di vita. Da quanto si sa al momento, allora, in passato l’uomo era stato sottoposto a cure psichiatriche, ma non è escluso che quello di ieri sia stato un attacco di matrice islamista. Anche considerato che il giovane, al momento dell’assalto, avrebbe urlato «Allah Akbar». E allora, se da un lato è evidente che quanto rivelato dal ministro dell’Interno bavarese, Herrmann: che ha spiegato come l’uomo fosse noto alla polizia. Aggiungendo il dettaglio secondo cui il 24enne somalo era stato ricoverato in un’unità psichiatrica solo pochi giorni fa, sono tutti elementi che hanno il loro peso nella tragica vicenda.

Così come non può essere casuale, ma neppure considerato marginale, il fatto che, secondo lo Spiegeldurante l’interrogatorio l’uomo avrebbe detto di aver compiuto «la sua jihad». Una teoria, quella della matrice islamista all’origine del tragico gesto, che Hanjo Schrepfer, avvocato d’ufficio del 24enne di origini somale, continua a rigettare. Precisando che, dai colloqui avuti con il suo cliente, non sembra che sia quello il movente dell’attentato. Ma che di certo nopn esclude il dubbio su altre ipotesi. Sicuramente, allora, la certezza sul movente che ha armato il pugno del giovane somalo arriverà dopo l’analisi del materiale rinvenuto nel rifugio del 24enne, da oggi in cella.

Non a caso, il capo dell’ufficio criminale, Armin Kuehnert, nel pomeriggio ha detto che il materiale sequestrato, che comprende anche sms registrati sul telefono dell’assalitore, sarà attentamente esaminato. Esattamente come, dopo che la polizia ha confermato che l’uomo ha colpito in maggioranza donne, tre delle quali a morte, ora gli inquirenti vogliono determinare se si sia trattato di una coincidenza o meno. O se l’uomo volesse prendere di mira unicamente donne. Già, perché le tre vittime dell’assalto di ieri in un magazzino di Wuerzburg sono tutte donne, ha reso noto la polizia. Come donna è una delle persone ferite nell’assalto, che ora è in pericolo di vita.

L’assalitore, hanno ricostruito gli inquirenti al lavoro sul caso, aveva chiesto di poter vedere dei coltelli nel negozio. Poi ne ha preso uno e ha iniziato a colpire la commessa, sferrando dei fendenti mortali. Poi, non ancora pago, il giovane somalo ha in seguito colpito altre due donne – anche loro morte per le ferite riportate – prima di proseguire il suo assalto in una banca e per strada. Tanto che, il bilancio dell’attacco è di tre vittime e 15 feriti. E non è ancora tutto. A quanto risulta, l’assalitore era stato protagonista di un’altra azione violenta lo scorso gennaio, in un ricovero per senza tetto. Aveva allora minacciato altri con un coltello e pronunciato minacce e insulti. Nessuno in quell’occasione rimase ferito. Questo mese aveva aggredito una persona per strada. Per questo le autorità lo avevano sottoposto a perizia psichiatrica, salvo poi dimetterlo dopo un giorno di ricovero.

E così, sul movente gli inquirenti ci vanno cauti. Molto cauti. «Le indagini riveleranno che cosa abbia spinto il killer di Wuerzburg. Una cosa è certa: questa orribile azione è stata diretta contro tutta l’umanità e contro tutte le religioni», ha dichiarato oggi il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert,commentando su Twitter l’attacco all’arma bianca condotto dal 24enne di origine somala. Concludendo poi: «Tutti i nostri pensieri e le nostre preghiere sono per le persone rimaste ferite e per le famiglie delle vittime»

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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