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“Aggiornamenti importanti, intervenga la Procura” [Diffamazione? Le prove sono state depositate. Nella foto è Paolo Vitale?] “È il mio amante, mi deve salvare da mio marito’. Calci, pugni, bottigliate, sputi ed offese davanti agli occhi basiti di suo figlio che picchia perché non voleva farsi un selfie. Poi le finte denunce “gravissime” per violenza: Olga Elisabetta Infante denunciata in Procura. Già dal 2017: “mi sono fidanzata”. Oggi un’altra relazione clandestina: “è un mio amico stretto” dirà al figlio. Lui l’alter ego: manipolava audio e video? O chiedeva alla centrale operativa informazioni? Sarà ascoltato! Intanto per le false violenze nessuna “elezione di domicilio!”

Olga Elisabetta Infante

By Pompeo

Più si scava più si sente puzza di Bibbiano. La magistratura è lenta, non perché è inefficiente, ma per il troppo carico edi i pochi uomini a disposizione. E con il lockdown i tempi inevitabilmente si allungano. Ma il quadro che si va a delineare man mano è molto preoccupante. Per questo motivo, attraverso le nostre continue denunce, invitiamo gli organi preposti ad intervenire subito affinché scongiurare altri episodi analoghi ai danni di un minore.

Giovanna Infante alla sorella: “Fatti aiutare dal tuo amante Paolo“. Olga Elisabetta al figlio di 10 anni: “Paolo è il mio fidanzato, lo usiamo per salvarci da papà”.

Aggiornamento: sarà presentata domani 16 novembre integrazione di denuncia a causa dell’ennesimo episodio che questa volta vede coinvolto il minore: si rifiuta di farsi un selfie con la mamma e viene picchiato. Poi il bimbo cede alle minacce. La nonna: “ma come? Ti abbiamo comprato anche il giocattolo? Fatti la foto con tua mamma!”. Il bambino viene continuamente usato per tornaconto economico e fini processuali.

Foto, che forse sarebbero servite ad attestare che il bambino stesse con la mamma, e bene. Mica tanto? Se lo scotto è essere picchiato solo perché non gradiva farsi una foto. Insomma continue pressioni psicologiche ai danni di un minore, come quando la Moscato Anna Maria, mamma della Olga Elisabetta, da pochi mesi in libertà dopo una condanna a 16 mesi di carcere per truffa aggravata e continuata ai danni di diverse compagnie assicurative, cercava di convincere il bambino di presunti cazzotti e schiaffi che il papà avrebbe dato alla mamma. Episodi, che il bambino non solo non ricordava ma quando perplesso chiedeva al padre del perché la nonna cercava, senza motivo, di convincerlo di fatti inesistenti. Risponderà anche di questo.

Ith24 nonostante le restrizioni ha già scritto al presidente per la tutela dei minori, affinché venga tutelata la salute del minore. Fatti che neanche i legali della Olga Elisabetta nella persona dell’Avv. Antonio Cardella, sono in grado di frenare.

Facciamo chiarezza

Accusare di Ingiurie un amministratore di un Sito web che opera da oltre 16 anni nel settore dell’informazione senza mai subire condanne per diffamazione, è grave, ma lascia il tempo che trova. Infatti non è stata ancora notificata nessuna elezione di domicilio. Al momento restano solo “chiacchiere e distintivo”. Altro che codice rosso. Sicuramente la diffamazione e le ingiurie, costruite tra l’altro male, sono da “Codice Penale”.

Si precisa inoltre che, quanto affermato di seguito, è tutto depositato in Procura. Punto per punto, in attesa del Processo. Ith24 non fa politica ma attività informativa mettendo al primo posto, sempre, la tutela, la privacy ed il rispetto dei cittadini garantendo ai lettori la massima trasparenza e la massima serietà, anzitutto e soprattutto nel circostanziare fatti di cronaca, come questo. E ad essere accusati di ingiurie da diffamatori, proprio non ci sta!

Le Ingiurie, le metafore filosofiche, tra l’altro menzionate da certi personaggi, vist i comprovati atteggiamenti ri-lasciano il tempo che trova. Anzi. Oseremo definire “tragicomico”. Non sai se piangere o ridere. Al massimo possono far rivoltare nella tomba gli autori. Ma se domani mattina dovessi alzarmi con il pallino di essere Pablo Picasso, chi può impedirmelo? Del resto su Facebook sono tutti artisti, senza aver mai fatto un cazzo dalla mattina alla sera. Tranne i grillini che, grazie al web sono passati da reddito 0 a 15 mila euro al mese.

Sì precisa che, non potendo entrare nel vivo del procedimento penale, riportiamo solo alcune delle prove in nostro possesso, non compromettendo le indagini tutt’ora in corso. Domande a cui la stessa Olga Elisabetta non potrà sottrarsi dal circostanziare nelle aule giudiziarie:

  1. È vero o non è vero che dopo aver depositato due finte querele, fino a prova contraria, presso la Questura di Caserta, come nulla fosse, continuava a farsi accompagnare a lavoro da suo marito, senza però specificarne il luogo? E con diverse scuse si faceva lasciare nelle aree limitrofe al presunto luogo di lavoro? Ciò a dimostrare le palesi distanze da parte del marito.
  2. È vero o non è vero che Venerdi 16 ottobre alle ore 14.45, nonostante queste pseudo accuse per violenza (che dovranno essere messe a confronto con le prove depositate in Procura), dichiarava di avere un appuntamento alle ore 16.30 nei pressi di Torre del Greco, e di ritornare nel tardo pomeriggio, quando in realtà, grazie ad un circuito di videosorveglianza, si evince come, vista l’assenza di suo marito, si era già preparata gli indumenti (in una busta di plastica “famila”) da indossare per l’uscita serale concordata tra l’altro con le sue sorelle? Ovviamente con il beneplacito dei suoi genitori che con grande “piacere” facevano da pendolari (tratta Ercolano-Caserta). È un reato mentire a suo marito? No. È un reato uscire la sera? No. È un reato accusare di violenze una persona ignara di quanto stesse accadendo? Al di là di qualche diatriba viste le continue assenze e le continue bugie protratte da mesi, per ovvi motivi? Si, è un reato penale. Anche perché ci viene difficile pensare che una mamma che subisce continue percosse dal marito, trovi poi la forza di uscire fino a tarda notte, prestandosi anche a selfie piccanti.
  3. È vero o non è vero che al suo rientro, il sabato alle ore 12.30, a seguito delle sue continue bugie, affermava di aver conosciuto un tale di nome Paolo Vitale, poliziotto? È un reato conoscere un poliziotto di nome Paolo? No. Ma ne delinea la personalità! La giustifica alle sue molteplici diffamazioni.
  4. È vero o non è vero che una volta rientrata il sabato, la domenica mattina riusciva con la scusa di lavorare (ammesso che sia vero) per poi fare rientro a casa il lunedì successivo, abbandonando, come accaduto per le settimane precedenti, suo figlio di 9 anni, alle attenzioni di un padre ritenuto da lei violento? (Si fa per dire violento). Mostrando una chiamata in entrata e una in uscita avvenuta il giorno 18 ottobre intorno alle ore 19.40, seguita da una foto whattapp di un ragazzo con la barba con in mano un cappello? Dichiarando prima di essere il suo fidanzato per poi alludere ad eventuali minacce? Insomma, è vero o non è vero che tra divertimento e lavoro lei si assentava da casa per due tre giorni a settimana? Altro che marito violento.
  5. Ha mai detto telefonicamente a suo figlio, che tale Paolo Vitale era un suo amico stretto portando l’esempio: “è un amico come te e Raffaele?”.
  6. È vero o non è vero che questo Paolo avrebbe addirittura affermato che suo marito facesse uso di cocaina, quando lo stesso non solo non ne ha mai fatto uso, ma contro ogni forma di droga?
  7. È vero o non è vero che suo nipote Eugenio Sannino, nel 2015, minacciò di morte cercando di buttare giù dal balcone suo figlio di soli 5 anni? Ad oggi ancora sotto processo? E che, come dichiarato nella querela, vendette uno scooter Liberty sotto sequestro, su subito? (A pezzi di ricambio, per poi buttare il telaio in chissà quale terra, con l’aiuto del nonno?)
  8. È vero o non è vero che lei affermò che non avrebbe mai lasciato suo figlio solo con suo padre, perché pericoloso?
  9. È vero o non è vero che suo padre è stato più volte in cura presso una clinica psichiatrica di San Leucio?
  10. È vero o non è vero che mentre i suoi genitori erano in carcere (o almeno uno dei due), lei si dava in uscite fino a tarda notte lasciando solo suo figlio, vietandolo al padre, scrivendo: “fin quando non mi dai i soldi a tuo figlio non lo vedi?
  11. È vero o non è vero che una delle sue sorelle risulta ancora sposata con un pentito di camorra?
  12. Ha mai frequentato, di nascosto, durante il rapporto coniugale, un ragazzo di nome Salvatore Buonomo?
  13. Ha mai detto di essere uscita a prendere un aperitivo e di essere stata sedotta da un maresciallo dell’arma di nome Russo? E le medaglie al valore passano a 3 in meno di due anni.

ith24 dimostrerà che quanto affermato in questo post è già stato in parte circostanziato in Procura. E mai avremmo pubblicato una notizia falsa se non avessimo avuto certezza delle diffamazioni portate avanti dalla Olga Elisabetta, Carlo Infante, Anna Maria Moscato e dalla regia di Giovanna e Lucia Infante, le due sorelle sotto psicofarmaci che nel 2017 pur di sottrarre il bambino dall’auto del padre bloccavano via IV Novembre (Ercolano) con un auto di traverso, come da video in nostro possesso. Episodio che vide di li a poco anche l’intervento di due agenti della Questura di Portici. Si precisa che ith24 sta seguendo un’altra inchiesta che riguarda proprio una delle due sorelle residente a Portici, e che prossimamente renderemo pubbliche.

I fatti

È accaduto ad Ercolano in provincia di Napoli, ma ha avuto seguito a Caserta. Una storia che ha dell’incredibile. La ragazza nel video: Olga Elisabetta Infante, già dal 2017/18 metteva in scena finte violenze per chiedere continuamente soldi al marito. Ma in realtà come dimostrano sceeenshot e tabulati le vere intenzioni della Infante era tutelare le sue relazioni extraconiugali. Diverse. Anche perché il marito la teneva a distanza. Infatti, come dimostra uno dei 15 video in nostro possesso, la Infante ha dato di matto aggredendo suo marito davanti agli occhi increduli di suo figlio di 9 anni solo perché, indirettamente, e distinto, aveva scoperto una delle tante relazioni: calci, pugni, coltelli, bottigliate, sputi ed offese. Poi con l’aiuto delle sorelle, Giovamna e Lucia, vietava di far vedere il bambino a suo padre: “fin quando non mi dai i soldi a tuo figlio non lo vedi”.

Sempre e solo soldi. Non è un caso singolo. Sono anni che l’ex marito tampona una situazione al limite della decenza. (Per dignità, questa sconosciuta). Ma oggi la misura è colma e grida giustizia e chiede pubblicamente alla Procura della Repubblica di essere immediatamente ascoltato affinché sbugiardare una ad una le calunnie depositate dalla Infante e dai suoi legali, alcuni sotto la lente di ingrandimento per i modi poco professionali.

“Oltre ad aver denunciato mia moglie per gravissimi episodi che vanno avanti dal 2017 ad oggi, come i miei continui esposti in Procura, oggi chiedo pubblicamente di essere ascoltato dalla Questura, subito. Perché grazie ai miei legali penalisti sono venuto a conoscenza di alcune denunce a mio carico, per presunte violenze. Tutto falso. Pertanto chiedo, come già fatto in Questura, di essere ascoltato per circostanziare i “fatti” avvenuti dal 2017 fino al 19 ottobre 2020, grazie anche ad un sistema di videosorveglianza interna dove si evince chiaramente quanto accaduto. Mia moglie ha urgentemente bisogno di un supporto psicologico. Si è inventata tutto”.

Così il marito ad ith24. Insomma dai video già denunciati in Procura, e in attesa di essere portati in visione alla accusa dove il marito invita la Procura ad essere ascoltato subito, ci sarebbe ancora un altro episodio dove inchioda l’ennesima bugia della Infante e che non possiamo caricare per non compromettere le indagini in corso. L’ennesima bugia. Difatti il giorno 19 ottobre 2020, alle 09.35, all’interno dell’abitazione, con precisione nella camera da letto, la Infante a seguito di un finto furto di un cellulare “lancia in faccia al marito un temperino di colore rosso per poi colpirlo con un cazzotto”. Poi si sposta nel salone, preleva le chiavi di casa e quelle dell’auto del marito e raggiunge i genitori giù in strada. Li poi verrà vista dal figlio con il proprio cellulare in mano. Episodio che poi riferirà al padre. Poi risale, forse dopo aver consegnato il cellulare alla mamma, e aggredisce di nuovo il marito con una spinta cercando di sottrargli il cellulare personale dalle mani. Poi riscende e chiama i carabinieri con il cellulare della mamma fingendo l’ennesima violenza con l’appoggio dei genitori.

Una ragazza facinorosa disposta a tutto pur di tutelare le sue relazioni extraconiugali all’interno di una nuova abitazione tra Ercolano e Torre del Greco. Disposta a tutto. Anche ad abbandonare suo figlio. Nonostante dopo diversi mesi ha dovuto cedere, accogliendolo, in un ambiente poco sereno. Ma quanto durerà?

Insomma, bugie, schiamazzi e violenze al punto da diffamare l’ex marito di azioni inesistenti, finanche finti referti, pur di garantirsi la ritirata agli occhi dei suoi amici o frequentatori, passando addirittura per vittima. Un modus operandi che la stessa usò già nel 2017/18 per salvaguardare un’altra relazione extraconiugale con un imprenditore di Portici. Ovviamente prove alla mano è stata denunciata sia per diffamazione che per aggressioni aggravate e per aver abbandonato suo figlio di 9 anni con la scusa delle pseudo violenze “gravissime”.

Ed è per questo motivo che l’ex marito chiede con urgenza di essere ascoltato, anche perché a sentire il bambino non ha nessuna intenzione di raggiungere la mamma perché all’interno dell’abitazione convive anche il nipote, Eugenio Sannino che nel 2015, ebbe il barbaro coraggio di minacciare di morte il piccolo di soli 5 anni e che a tutto oggi lo vede coinvolto in un processo penale. Provate ad immaginare un ragazzo di 16 anni che prova a buttare giù dal balcone un bambino di 5 anni solo perché voleva giocare.

Il messaggio girato al marito dall’ex avvocato della Olga Elisabetta prima di essere stata messa alla porta per le continue bugie raccontate

Insomma la Infante riesce ad anteporre le sue relazioni sentimentali: “ci ho messo la faccia”, alle attenzioni che avrebbe dovuto dare a suo figlio di 9 anni. E sembra che ne vada anche orgogliosa. Contenta lei… E allora ecco l’idea di denunciare il marito per violenza in modo da lavarsi la coscienza agli occhi di amici d’infanzia e parenti, nascondendo la verità: le molteplici relazioni clandestine, con la complicità dei genitori (che hanno sempre mangiato di questo pane) e di due sorelle, sempre loro: Giovanna e Lucia, tra l’altro giustificate, perché sotto psicofarmaci, di cui una risulta ancora sposata con un pentito di camorra.

Del resto il marito oltre a mandare avanti le denunce penali non aspetta altro di essere chiamato dalla Procura. Anzi. Questo stesso Post sarà girato agli organi competenti per essere messo agli atti.

Per dirla in breve, un marito talmente violento da indurre la mamma ad affidargli suo figlio senza esitazioni, e se ad oggi non fosse stato per i egali della Infante, avrebbe fatto volentieri a meno. Anche se da un lato ha traumatizzato il piccolo, dall’altro, grazie alla serenità e alle attenzioni del padre ha riscontrato notevoli miglioramenti non solo sotto il punto di vista scolastico ma anche psicologico. E a sentire il bambino non riscontra nessuna accusa messa in scena dalla mamma soprattutto quella riferita alle violenze.

Giudicherà chi di dovuto, con la speranza che avvenga subito, per la tutela del minore. Anche perché ad essere denunciati alle autorità giudiziarie anche i genitori: Infante Carlo ed Anna Maria Moscato che, nonostante l’età avanzata, hanno una certa familiarità con il carcere: truffa, furto, millantato credito e ricettazione. Una vita passata tra delinquenza ed imbrogli. Insomma, non una situazione facile per il minore che si ritrova a dover vedere la mamma in un contesto sociale pessimo fatto di finta calma apparente. Denunciato tra l’altro dalla stessa Olga Elisabetta in momenti di lucidità. Ma ad oggi sfrutta quello stesso ambiente, con la scusa delle violenze subite dal marito, per continuare a scaricarsi da dosso le sue responsabilità. Non fosse altro che il padre della Olga Elisabetta risulta soffrire di forti crisi depressive da essere stato più volte in cura presso una struttura psichiatrica di San Lucio. E a tutto oggi fa uso di psicofarmaci come più membri della famiglia. Ma per i legali della Olga Elisabetta, è tutto apposto, roba vecchia. Tutti fatti circostanziati ma sminuiti dagli stessi quasi a voler far passare il messaggio che in fondo siano avvenimenti normali e all’ordine del giorno. Anzi. Il problema sono gli altri. Il problema principale in questo contesto drammatico è: Chi ha lasciato chi?! Si riduce tutto in: “lo fa perché vuole tornare?” Roba da far accapponare la pelle.

Al di là delle battute e delle frasi fatte, la parola d’ordine in queste circostanze è denunciare affinché si tuteli in primis lo status psicologico di un minore che ancora oggi è vittima di pseudo minacce da parte di una mamma che ottiene il beneplacito dei genitori ignari che più che un altro matrimonio riparatore, la stessa ha bisogno di cure.

Insomma il lupo perde il pelo ma non il vizio. Le indagini, private, vanno avanti dal 2017/18 ed il quadro consegnato alle autorità giudiziarie non è dei migliori ed è per questo che va discusso nelle sedi opportune, quanto prima. Difatti figura anche un sequestro e sottrazione di minore a scopo di ricatto (come da screenshot) nonostante la Olga Elisabetta, la notte si desse ad uscite fino a notte fonda lasciando nella fattispecie il bambino solo: come da alcuni video in nostro possesso e consegnati alle autorità gjudiziarie: “io esco quando voglio a mio figlio ci devi pensare tu, tagg ia fa piglia a cap”. Tradotto: “Ti devo far prendere la testa”. In quella occasione riuscì a mentire anche ai carabinieri affermando di stare a casa con il bambino quando non lo era.

Tutto nasce il 10 settembre quando il marito, esausto delle continue sceneggiate napoletane da bassi fondi, davanti ai genitori della Olga Elisabetta espone, per ovvi motivi, di non voler più continuare la relazione matrimoniale con la stessa, e di aver visto e sopportato abbastanza. Ma questo non viene digerito. Evidentemente la Infante Olga Elisabetta non accettò la decisione nonostante le relazioni extraconiugali: ultime quelle avvenute dal 1° al 19 ottobre, su Facebook. Forse proprio per questo motivo la stessa tiene sempre a specificare di aver lasciato e di non essere stata lanciata: l’ha subito!.

Di lì a poco si innesca un vortice che spinge la stessa Infante Olga ad uscire allo scoperto. Difatti da alcuni audio in nostro possesso si ipotizza anche un giro di prostituzione: la stessa intrattiene su Facebook molte amicizie di cui alcune equivoche. La giovane Infante infatti per aggraziarsi nuovamente il marito racconta di una frequentazione con un tale Paolo Vitale (poliziotto) che continuava a contattarla finanche al lavoro. Come la domenica del 18 ottobre intorno alle 19.40, poi richiamato dalla stessa e minacciata che se non fosse uscita con lui avrebbe raccontato tutto al marito. In quella occasione mostrava al marito le chiamate ricevute. Forse un’altra invenzione della stessa Infante, anche se tali affermazioni sono state messe a verbale delle denunce. Come poi racconterà al figlio che questo Paolo è un amico, e porta l’esempio: “è un amico come te e Raffaele”. Raffaele è un amichetto di scuola del figlio. Poi ritratta: Paolo è un amico della sorella Giovanna a cui passava audio e video al fine di estrapolare spezzoni per incastrare il marito. Ma poi ritratta ancora finendo per dire al figlio: “non ho amici”. Un bambino continuamente confuso da una mamma che necessita, forse, di un supporto psicologico? Come quando riferiva che Paolo gli aveva a sua volta detto che il marito facesse uso di cocaina. Roba da pazzi, da orbi. Il marito non solo non fuma ed è astemio, ma contro ogni forma di droga.

Ora bisogna capire se questo Paolo Vitale abbia fatto realmente da Cicerone chiamando o facendo chiamare la centrale operativa per chiedere addirittura informazioni su Tizio o Caio, o sia tutto frutto dell’immaginazione della Infante. Anche se la stessa in diverse occasioni faceva trovare su dei bigliettini di carta il nome: Paolo Vitale seguito da un numero di cellulare.

Ma al di là di tutto, la finta vittima, secondo dati certi, ha anche avuto altre frequentazioni (nulla contro. Ognuno è libero di frequentarsi con chi vuole), l’importante è che poi non si ripercuotano sui minori. Come quella avvenuta con un titolare di un B & B del Centro Storico di Napoli ma residente a Portici, tale Salvatore Buonomo, forse il fidanzato citato nei messaggi che, proprio all’interno della struttura ha ospitato diverse volte la giovane ragazza. Non solo. Figura anche un maresciallo dell’arma dei Carabinieri di Ercolano, tale Russo che nel 2017, stando alle chiamate in entrata e in uscita con i relativi messaggi, oltre al racconto della stessa Infante, inconsapevole di essere registrata, affermava che questo maresciallo Russo l’avesse sedotta proprio mentre era andata a fare una denuncia in caserma, e di aver avuto una relazione con lo stesso all’interno di una alfa 147. (Dichiarazioni della Infante messe a verbale)

Ma secondo la Infante queste sono tutte calunnie. Calunnie che ith24, nella persona di Gaetano Daniele, ha messo in scena per chissà quali ragioni. Proprio per questo, l’amministratore del Sito, non aspetta altro che essere ascoltato per ciscostanziare quanto affermato nel Post. La salute e la serenità di un minore non hanno prezzo. E non saranno pseudo poliziotti o pseudo minacce di querele a fermare l’azione dell’amministratore del sito che questa volta va dritto al punto senza guardare in faccia nessuno: che siano questori, comandanti di corpo d’armata o semplici portalettere. Anche perché se fossero uomini veri uscirebbero allo scoperto e non si nasconderebbero dietro frasi fatte o alberi di Natale. L’amministratore ci ha messo la faccia e punta il dito in alto. Non solo. La legge, questa volta, non potrà girare la faccia dall’altra parte. Ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità.

Un racconto che ha delli’nverosimile. Infatti più scaviamo più sentiamo la puzza. E tornando al maresciallo, tra i due, sarebbero intercorsi anche diversi messaggi dove lo stesso Russo pur di far colpo sulla ragazza (alla Paolo?) si lasciava in facili ed offensivi commenti nei riguardi dell’ex marito. Tutto agli atti. La nuova frontiera di conquista 4.0.

Insomma, una situazione che sarà seguita attentamente senza tralasciare nulla al caso. Figuriamoci dalle battute.

Non solo. Stando alle ricostruzioni, i genitori della Infante, oltre ad aver scontato da poco 16 mesi di reclusione per truffa, sono stati nuovamente denunciati per furto, minaccia e truffa direttamente alla Procura della Repubblica.

Inoltre, sempre da indiscrezioni, pare che la Olga Elisabetta si stia facendo scudo proprio del figlio anche attraverso Facebook per adescare uomini nonostante la volontà espressa a più riprese dal figlio di non essere più accostato a Facebook. Come riferito in data 15 ottobre 2020 ai nostri microfoni, è già partita una segnalazione alla Polizia Postale. Anche perché la giovane cambia spesso nomi: Ol Ly, Olga Elisabetta, La Pantera, Venere etc etc…

Clissa sul Link per vedere il profilo di Ol Ly per segnalarlo in caso di richieste in somme di denaro sfruttando anche le foto del minore.

Per qualsiasi segnalazione contattare: [email protected]

Per la Infante gli ovvi motivi quali sono: Le finte mazzate o le relazioni extraconiugali?

Si precisa che Ith24 ha inviato alla diretta interessata alcune domande oltre ad aver offerto alla stessa di chiarire la sua posizione (diritto di replica), ma ad oggi senza riscontro. Per la Infante Olga Elisabetta si riduce tutto in una semplice questione di “chi ha lasciato chi”, nonostante i seri contenuti riportati all’interno del post. Alla Olga Elisabetta non interessa rispondere sulle azioni condotte alla presenza di un minore, suo figlio (che dovrà fare per ovvi motivi nelle sedi opportune). No. Ma chiede umiltà, quale? Forse alla Olga Elisabetta interessa specificare di non essere stata lasciata per paura di perdere la sua reputazione? Di rimanere sola o sul groppone dei suoi genitori? Stia serena, esistono i motrimoni riparatori. Ad Ith24 non interessa chi ha lasciato chi, ma interessa salvaguardare lo stato psicologico di un minore, quello che alla Olga Elisabetta a tutto oggi riesce difficile, visti gli atteggiamenti. La stessa non chiese umiltà quando davanti ad un minore, suo figlio, si scagliò con una bottiglia di vetro contro il suo ex marito (padre del minore) fino ad usare le mani. Non chiese umiltà quando riuscìva a trascurare suo figlio fino a rimanerlo solo mentre si intrattenva tra B & B e varie birreria di Pomigliano D’Arco? (Non un caso singolo). Alla Olga Elisabetta interessa l’aspetto ultimo, quello superficiale, specificare di aver lasciato dopo aver appreso di ritrovarsi sola, senza più l’appoggio del suo ex marito che pur di tutelare suo figlio fin quando ha potuto lasciava correre, anche se il 10 settembre alla presenza dei suoi genitori chiese il divorzio, e trovò poi il coraggio di denunciare tutto alle autorità competenti. Premesso che non crediamo, senza offesa, che la Olga Elisabetta sia in grado di lasciare qualcuno. (visti gli atteggiamenti), ed è per questo che chiediamo di essere immediatamente ascoltati dalla Procura. Forse, alla stessa piace specificarlo addirittura su Facebook per dimostrare cosa? Ma soprattutto a chi? Non abbiamo ritenuto opportuno pubblicare alcuni suoi audio per pudore e rispetto di un minore oltre che dei nostri lettori. Ma è tutto in procura. Noi non giudichiamo, valutiamo i fatti. E se la Olga Elisabetta ritiene in qualche modo di essere stata diffamata a mezzo stampa, quereli. Chissà, forse un giorno potrà ottenere anche giustizia. E visto che tiene a specificare che è lei che ha lasciato prima ancora di aver abbandonato suo figlio (ma questo non lo specifica perché non interessa ai suoi intrattenitori) noi di ith24 lo rimarchiamo, la aiutiamo a diffondere il messaggio. Ma nel frattempo, non si dimentichi di vergognarsi per le azioni condotte davanti ad un minore, suo figlio. Perché il quadro che emerge dai primi di ottobre fino al 19 non è stato ancora scritto. Perché i processi, quelli veri, si fanno nelle aule di tribunale e non sui giornali. Il resto lo scriverà la storia.

N° due foto con un numero di cellulare sono state fatte trovare all’interno dell’abitazione. Sono state consegnate in Procura. Precisiamo che non conosciamo la persona nella foto e che, a sua volta potrebbe essere stato vittima di un raggiro. Pertanto se la persona nella foto vuole rilasciare informazioni sui fatti citati, può contattare: [email protected] oppure recarsi in una qualsiasi caserma dei carabinieri per sporgere regolare denuncia.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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