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[Parte 1, 2, 3, 4 e 5] Dalle botte alle continue richieste di soldi fino alle minacce: “faccio scattare gli assistenti sociali. Dammi il mantenimento e togliti la patria potestà”. Dalle molteplici bugie alle diffamazioni: “il mio fidanzato “Di Lorenzo” ha detto che non sai scrivere. Tu sei agli arresti domiciliari, e ne mostra un messaggio: we we”.] Il 19 ottobre riferiva di un altro ragazzo: Paolo Vitale. Ecco la telefonata vergogna: “Il Dossier “Di Lorenzo-Elisa Betta Infante” e quel vano tentativo di insabbiare le prove. La famiglia già imparentata con il clan camorristico “Birra” di Ercolano

Questa che vi stiamo per raccontare è la storia di Olga Elisabetta Infante, una ragazza madre di 32 anni di Ercolano, figlia di una coppia di pregiudicati già imparentati con esponenti di spicco del “Clan camorristico Birra”. Una donna violenta, dalla personalità disturbata e contraddittoria. Una persona che ad ogni inizio relazione usa come arma di seduzione il vittimismo, le finte lacrime. Le finte violenze subite e una famiglia che non è mai riuscita a comprenderla. Il suo cavallo di battaglia, ricorda un ragazzo, è: “come sto ora dovrei andarmene in una casa famiglia”. Il suo scopo è ben preciso: sensibilizzare il partner per poi trarne beneficio sentimentale, economico ed occupazionale. (Sua una battuta su uno dei suoi mantenuti, Salvatore Buonomo: “A me non mi piaceva neanche, io ci uscivo perché nutrivo la speranza che prima o poi mi mettesse a lavorare nel suo B&B. Infatti me lo diceva sempre anche un suo amico”. (Audio depositato). Una ragazza fredda, priva di emozioni, doppiafaccista e doppiagiochista al punto da usare igli uomini per tornaconto personale con la scusa di aver vissuto una storia fatta di lacrime e sangue. Una vera e propria attrice drammatica che riesce ad incarnare il personaggio di turno con scaltrezza e facilità al punto da attribuire al marito falsi arresti domiciliari o restrizioni varie. (Da Premio Nobel). E tira in ballo uno di nome Alessandro che avrebbe più volte incontrato il padre, Carlo.

Abbiamo deciso di caricare questo selfie perché è stato scattato nel giorno in cui la Elisabetta presenta una delle sue finte querele per percosse subite. Ne dimostra lo stato d’animo.

Una ragazza che riesce a depositare lfinte violenze subite, con facilità e naturalezza con la minaccia di portare in visione un documento grave in suo possesso che riguarderebbe il marito, che nulla c’entra con i fatti in oggetto. Episodi che mettono vergogna in faccia alle tante donne vittime di violenza. Ne sminuisce di credibilità.

Il Dossier denominato “Di Lorenzo-Betta” si è aperto e chiuso in 24 ore. Ma abbiamo deciso di lasciar correre affinché avessimo ben chiaro i retroscena che man mano andavano a delinearsi. In questi casi la prudenza non è mai troppa. Difatti, vani sono stati tutti i tentativi della ragazza di eliminare le prove della vergogna. Qualcuno si domanda: ma perché ha chiuso una delle sue pagine Facebook? La risposta arriverà col tempo e a scriverla sarà ith24.

Il dossier, composto da 67 pagine, parte dal 19 settembre 2017 fino ad arrivare al 6 gennaio 2021. Con precisione finiamo di stilare gli ultimi accorgimenti alle 01.30 del 5 gennaio 2021.

Nel dossier emergono tante sfaccettature, sia sul piano portato avanti da uno pseudo tutore della legge, che non rappresenta (amico di famigla), ai rapporti tra cliente e legale. Sul coinvolgimento diretto ed indiretto di una famiglia che ha sempre navigato nell’illegalità e nella menzogna, fino a concludersi, definitivamente, al Dossier “Di Lorenzo-Betta”. Pare sempre da indiscrezioni, che questo pseudo tutore della legge, cerca, invano, di mettere in scena inutili tentativi di distrazione di massa come se i fatti non fossero già cristallini. Ognuno si muove come meglio può, anche se alcune volte, se non si è all’altezza della situazione, è meglio guardarsi un bel film in TV.

Bugie, mistificazioni, finte storie raccontate per tornaconto sentimentale ed economico. Un disegno criminoso organizzato nei minimi dettagli, anche se pare fare acqua da tutte le parti.

Il Dossier “Di Lorenzo-Betta” porta alla luce documenti importanti, gravi, che coinvolgono anche altri componenti della famiglia. Un vero e proprio sistema?, sia nei modi che nei metodi. Cortesie e piaceri chiesti ad amici di amici in posti chiave pur di ottenere informazioni che potessero giustificare le sue azioni.

Ora bisogna capire fin dove si è spinta, anche perché da indiscrezioni emergerebbero dialoghi particolari anche con il suo legale di fiducia. Ma di questo ne parleremo nel prossimo articolo. Andiamo per gradi.

Ecco la telefonata della “vergogna” tra la Elisabetta e il marito avvenuta in data 6 gennaio 2021 alla presemza del figlio, e prontamente denunciata dal marito in Procura.

Elisabetta Vs Marito

Elisabetta: “in settimana vado da tuo padre…”

Marito: “mio padre? E che c’entra mio padre? È anziano e malato”

Elisabetta: “mio figlio ha la residenza la, quindi deve mantenerlo anche lui, ci deve dare i soldi anche lui”.

Marito: “E che c’entra mio padre, perché è sposato lui con te?”.

Nella telefonata si intromette la sorella maggiore, Giovanna.

Giovanna: “vulimm e sold e sold e sold”. Tradotto: “vogliamo i soldi i soldi i soldi”.

La telefonata continua:

Elisabetta: “Io mi faccio a 100 uomini, pure se perdo a questo ne ho altri 100. E quando mi scopo al mio ragazzo penso alla tua faccia, penso a te”.

Poi passa alle minacce:

Elisabetta: “Tu non sai cosa ti aspetta, non lo sai nemmeno tu. Devi vedere ancora cosa ti aspetta”.

Poi le manie di persecuzione, forse per continuare a giustificare il suo finto vittimismo alle continue relazioni condotte e protratte dalla stessa:

Elisabetta: “Tu mi fai seguire da uno con la zella, mi fai seguire da Olimpico”.

Marito: “Olimpico? E chi è? “.

Poi dalla cabina di regia si eleva una voce, quella della mamma, Anna Maria:

Anna Maria: “È fidanzata, perché non la tiene pure lui la fidanzata?”

Marito: “No. Non sono fidanzato, ho un’amica”.

La ragazza secondo la mamma si sarebbe già fidanzata ufficialmente. Forse lo stesso ragazzo che ha determinato la rottura del matrimonio di Elisabetta spingendo la stessa ad inventarsi le finte violenze e quindi la ritirata nella casa genitoriale?.

Ma la telefonata continua, e le contraddizioni della ragazza che tenta in tutti i modi di attribuire le colpe al marito non reggono, proprio come le accuse di percosse subite.

Telefonata Elisabetta Vs Marito

Elisabetta: “Vieniti a prendere subito a tuo figlio, qua non può stare. Urlano, litigano in continuazione. Io non posso comandare la testa degli altri”.

Nella telefonata interviene il figlio minore:

Bambino: “Papà vienimi a prendere, subito”.

Marito: “Perché che cosa è successo?”

Bambino: “Vieni subito, mamma mi picchia e qui urlano sempre”.

Elisabetta: “Vieni subito a prenderti a tuo figlio”.

Il bambino lamenta gravi litigi all’interno della famiglia ospitante. Riporta frasi volgari e devianti dove il marito è costretto a depositare nuove denunce per circonvenzione di minore. Ricapitolando: il bambino riporta graffi, riferisce, come confermato dalla stessa Elisabetta, di urla e litigi continui all’interno della famiglia ospitante. È costretto ad ascoltare frasi dalla madre, del tipo: “Io mi scopo è vado a letto con 100 uomini”. È costretto, mentre gioca a cellulare, a leggere messaggi particolari di uomini nonostante la mamma usi un’altra utenza telefonica. Il bambino è costretto a vedere la mamma, incurante del suo stato psicologico, scattarsi selfie “nuda” davanti allo specchio mentre sono soli in casa. Ma ascoltate con attenzione cosa dice la Elisabetta nella telefonata del 6 gennaio 2021

Elisabetta Vs Marito

Elisabetta: “Tu me l’hai deviato a questo bambino”

Marito: “Io? E perché? ”

Elisabetta: “Perché gli dici di stare attento quando viene qua, che io possa prendere le malattie perché vado con gli uomini”.

Marito: “Scusa, ma i selfie nuda davanti al bambino li fai tu. I nessaggi mentre gioca li legge lui, le aggressioni le assiste da te, ultime le espressioni usate che ti scopi a 100 uomini. Cosa dovrei consigliare a mio figlio? Non fare attenzione? Queste cose con me non sono mai accadute. E poi con il Covid, se una va con 100 uomini può capitare di contrarre il virus, e non solo quello”.

Sempre secondo la mamma violenta, il bambino dovrebbe assistere a tutto questo senza che il padre dica nulla. Anzi. Siccome è il padre, l’unica responsabilità che gli spetta è il mantenimento. Per la Elisabetta il marito deve sborsare e stare in silenzio. Poi continua con le minacce:

Elisabetta Vs Marito

Elisabetta: “Il bambino qua non può stare, io non firmo nessun nulla osta. Non lo mando a scuola, faccio scattare gli assistenti sociali”

Marito: “Scusa ma se non lo puoi o non vuoi tenere, perché non lo lasci a me e me lo metti per iscritto?”

Elisabetta: “Io non firmo nulla. A te il mantenimento spetta di diritto. Voglio venire anche a dama a te che io vado con gli uomini e che non sono una buona mamma, ma a te il mantenimento ti spetta, lo dice la legge”

Per la Elisabetta la legge è dalla sua. Del resto lei ha il “documento” di fatti assolutamente non attinenti alle sue condotte provate. Una sorta di “carta bianca” come quella che viene data agli agenti dei servizi segreti. Su quel documento, la Elisabetta ha costruito il suo Castello di Sabbia.

E come direbbe Mike Bongiorno: “non finisce qui”. Infatti i fatti sono solo all’inizio.

Riavvolgiamo un attimo la pellicola.

Ascoltate

Dalla sua fuga dalla casa coniugale (per ovvi motivi, che non sono le violenze: dimostrate e palesate in Procura dal marito) avvenuta il 19 ottobre 2020, inizia a ricordarsi del figlio solo 18 giorni dopo averlo abbandonato.

Elisabetta Vs Figlio

Elisabetta: “Posso venire a trovarti due volte a settimana. Però non posso stare molto tempo, massimo un’ora”.

Bambino: “Ma perché non puoi stare un giorno con me e papà se ne va?”

Elisabetta: “No. Il mio avvocato me l’ha impedito categoricamente”.

Per la Elisabetta il figlio era diventato una visita di cortesia: un caffè e via alle cose più importanti, ma quali?

Ma vediamo cosa scrive il 6 uno dei suoi legali:

“Per bigenitorialità la mia assistita ha l’obbligo, in attesa delle varie udienze, di stare con suo figlio nella casa materna”.

La Elisabetta vuole passare dalle visite di cortesia: due ore a settimana, al mantenimento. Ah pardon, ad esercitare le sue funzioni genitoriali. Come? Lasciandolo, nei pochi giorni che le compete, a terze persone. E la bigenitorialità decantata dal suo legale? Guardate.

Tanti sono i pomeriggi, ma ne riportiamo solo gli ultimi.

Elisabetta Va bambino

Lunedì 4 Gennaio 2021

Elisabetta: “Mamma deve andare dal dottore, resta con nonna”

Martedì 5 Gennaio

Elisabetta: “Mamma deve andare dal dottore, resta con nonna”

Sarà veramente andata dal dottore?

La telefonata continua

Elisabetta Vs Marito

Elisabetta: “Tu non puoi venire ad accompagnare tuo figlio perché hai gli arresti domiciliari”.

Marito: “Cosa?”

Elisabetta: “Sì, metti la firma dai Carabinieri. Non puoi uscire”.

Marito: “Io capisco che per fare fesso il tuo ragazzo hai raccontato la stessa favola di pinocchio che raccontasti a me 11 anni fa, che il tuo ex ti teneva segregata in casa come un ostaggio, senza futuro e senza speranza. Anche se nel solo mese di ottobre, quando eri ancora a casa, come il 16 ottobre, ti assentavi, lasciando solo tuo figlio anche per due giorni alla volta. Altro che segregata. Comunque ti comunico che ad oggi non ho nessuna restrizione giudiziaria. Anzi. Mi risulta che hai avuto elezione di domicilio per alcuni reati che hai commesso tu per il passato. Io ad oggi, per tutte le infamie che mi hai gettato addosso oltre ad averle denunciate, non ho mai ricevuto né elezione di domicilio, tanto meno sono stato ascoltato dalle autorità giudiziarie. Altro che codice rosso”.

Elisabetta: “Comunque se ti fai vedere ad Ercolano ti faccio arrestare. Il mio ragazzo fa paura, porta anche la barba. Il mio ragazzo, Di Lorenzo, ha detto che non sai neanche scrivere”.

Marito: “Forse si è visto Scarface. Ma perché mi legge? E chi glielo fa fare? Non porto rancore.. Se lo dovessi incontrare anche perché solo montagne e montagne non si incontrano, lo ringrazierò . Poi se vorrà mi farò revisionare i pezzi da lui”.

Elisabetta : “Ma non è lo stesso dell’8 dicembre. È un altro”.

Quindi non è Buonomo, non è Russo, non è quello dell’8 dicembre, ma Di Lorenzo? Le violenze subite da Elisabetta sono state proficue. Ha voluto subito dare fiducia ai vari contendenti…?

Seguiteci….. stiamo per arrivare a Di Lorenzo.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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