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Gaetano Daniele a valanga contro O.E.I, di Ercolano: “Pezzenti culturali affascinati solo dal Dio denaro. Succhia sangue a tradimento. Presentati in Tribunale” (Ascoltate questa telefonata intercettata)

By Pistone

“La ragazza di Ercolano? “Tutta una finzione cinematografica”. 

Parte della telefonata è stata tagliata per tutelare il minore. Infatti anche altri audio sono stati prontamente cancellati e consegnati alle autorità giudiziarie.

“Tu devi stare con tuo padre (9 mesi), se io posso venire: una volta, massimo due volte a settimana, vengo.(Poco più di un’ora). Sempre se posso venire. Fino a che il giudice non si espone tu devi stare con tuo padre. Lui si è presa la responsabilità e lui se lo piange”. Il senso materno della ragazza va oltre ogni immaginazione. La telefonata continua, ma si accavalla con la voce del figlio e non possiamo tagliarla, e nota: “Poi ho un frequentatore, e lavoro. Non posso andare avanti e indietro”. La ragazza si è preso un anno sabatico. Prima o poi ci rivedremo, insomma. Le mazzate, gli schiamazzi, i selfie nuda, le continue percosse fatte assistere al minore avevano un senso ben preciso: metterlo in condizione di scappare nelle braccia del padre. A Giugno oltre al presidente del tribunale dei minori ci sarà anche un Pm che dovrà relazionare sul caso. Sulle condotte, sulle minacce ma soprattutto sulle molteplici violenze e diffamazioni prodotte dalla stessa ragazza. Ith24 ed il Magazine hanno acceso i riflettori.

Gaetano Daniele ith24

Gaetano Daniele, a capo del Sito ith24.it, già Direttore Editoriale de “Il Fatto e il Notiziario” guarda con ironia e distacco “la telenovela” sulle finte accuse rivoltegli da una mamma che solo a riscrivere le sue condotte fanno accapponare la pelle. (O.E.I, alias Elisa Betta) non solo protestata per aver truffato 4 compagnie finanziarie, ma denunciata da più persone per aggressioni, violenza e percosse anche nei confronti di un minore, suo figlio: lo abbandonò, picchiò e chiuse fuori la porta perché gli ostacolava le uscite. Infatti, in quel periodo, in quei pochi giorni di tenuta sono stati richiesti i tabulati non solo telefonici ma anche social. (Sotto la lente di ingrandimento la durata della ragazza sui social mentre doveva occuparsi del minore). Solo da li si riuscirà a capire il vero movente che spinse la mamma “orco” a picchiare suo figlio e a chiuderlo fuori la porta e che, ad oggi, non vede da 9 mesi, nonostante a 30 giorni dal processo tenta di vederlo per qualche ora, ma il minore si rifiuta, ha paura di incontrarla. La teme. E il pm osserva. Tutto il resto è noia. Le ultime minacce, già denunciate, risalgono proprio a 4 giorni fa: “qua qualcuno si fa male”. Sempre rivolte al minore. La ragazza fa la uappa nei riguardi di un minore di 10 anni sol perché non vuole che si sappia in giro che lavori. Top Seecret. Zitto a chi conosce i fatti.

Ognuno recita la propria parte. Dopo aver tentato di buttare con la testa nella cassetta un tale di nome De Lorenzo, poi Niccolò, oggi punta tutto su una new entry, ed il figlio non la copre, non gli lava la coscienza vedendola per 5 minuti a settimana, perché non solo ha paura, ma non avrebbe senso. Anche perché la mamma orco lo minacciava di mandarlo in una casa famiglia. I traumi sono molteplici.

Sembrano una famiglia di terremotati; e minacciano di morte finanche minori indifesi pur di tenersi gli alloggi. La loro è tutta una finzione cinematografica, un teatrino. Ognuno cerca di difendere il suo pezzo di pane. Ma i falsi miti, alla fine, arrivano sempre a un punto di caduta. Ed è proprio quando si arriva a capirlo che piombano le minacce. Per realizzare il suo obiettivo, la ragazza, ha bisogno di tenere tutto sotto controllo, il fronte largo gli serve, e se sente odor di bruciato, mena. Pure ad un bambino.

E la cosa bella è che pensa malissimo di tutti, ma poi a convenienza ritratta, si è venduta la dignità al mercato della frutta dopo essersi scrollata di dosso tutte le responsabilità genitoriali con l’appoggio della famiglia, pluripregiudicati incalliti: sono come i cagnolini che fanno la pipì sul muro: ognuno cerca di segnare il proprio territorio. La fortuna della ragazza è che il suo datore di lavoro è un incapace, peggio dell’imprenditore del B&B. Riesce a sbagliare tutte le uscite. Se non ci fosse lui, la ragazza sarebbe nulla. Ma lui, non sa che in questo Paese si arriva a licenziare solo perché un lavoratore esprime il proprio gradimento a una fiction televisiva, come è successo in Arcelormittal. Altro che lavoretto saltuario a nero e poco retribuito.

La ragazza è una scatola rotta, non so cosa potranno mettere in piedi. Le bugie hanno si mille piedi, ma non hanno mai retto. E la famiglia è il garante povero e inaffidabile. Sotto tutti i punti di vista.

Eppure a sentirli continuano a sostenere che vinceranno la guerra. Gli conviene dirlo finchè possono. Perché al momento nessuno può contraddirli.

La situazione è quella che è: e nel 2017 attraverso una telefonata alla presenza di un legale e di un pubblico ufficiale, affermò testuali parole: “Io non posso tenere più a mio figlio, non c’è la faccio più a tenerlo, sto prendendo una malattia. Sto prendendo la testa. Tenilo tu, ti firmo l’affido completo basta che sto in grazia di dio”.

Infatti oggi è serena. Non vede il figlio da 9 mesi. Ma non troppo. Le mazzate e le truffe protratte sono al vaglio degli inquirenti.

A me sembra che più che vincere la guerra stiano franando sotto gli occhi dei loro stessi avvocati, faniliari e amichetti. E come ho sempre sostenuto,il finale è ancora tutto da scrivere.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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