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Sono ai gradi di Bolzano, Gaetano Daniele: “”Al Bar Rutto due Sorelle” di Ercolano, occhio ai “bicchierotti”, li chiamano cosi… “Mi hai fatto litigare con Niccolò…” A questa gente voglio loro dedicare il finale di una canzone del grande Pino Daniele: “nun nce scassate ‘o cazzo!”

Gaetano Daniele ith24

By Gaetano Daniele

Eh già. Ad Ercolano, Paese con una grande storia culturale, bisogna fare molta attenzione ai Bar che si frequenta. Ci sono Bar rinomati e Bar menomati. Attenzione. Gli ercolanesi sono gente fantastica, gran lavoratori e non nascondo che uno dei miei migliori amici è proprio di Ercolano.

Poi ci sono gli Scavi, il Mav, Villa Favorita e non solo. Uno spettacolo della natura. Infatti, quando posso, non vi nascondo che ci vado con gran piacere. Anzi. Invito i miei lettori, una volta ristabilita la normalità a visitare gli Scavi di Ercolano.

Ci tengo a precisare questo aspetto, perché un noto amministratore, ieri sera, forse per la stima che nutre nei miei confronti, e che segue ith24, mi ha telefonato. MI ha chiesto del perché scrivessi sempre di Ercolano, e se in qualche modo i messaggi fossero rivolti alla amministrazione o agli stessi ercolanesi. Ho subito specificato lui che il riferimento non era e non è assolutamente rivolto alla amministrazione comunale guidata da un Sindaco che, nonostante non rispecchi le mie ideologie politiche, è un uomo del fare, e si distingue per senso di appartenenza e responsabilità.

Tanto meno vuole essere una mancanza di rispetto ai miei amici ercolanesi, più che amici, fratelli. Come Pasquale Schiavo e Pasquale Iacomino, amici storici. Anzi. Quando mi ritrovo ad Ercolano, non posso non fermarmi a salutarli e a degustare le prelibatezze della rinomata Pasticceria Generoso

I miei messaggi, quindi, sono rivolti ad una famiglia di prostitute accertate, che hanno messo in scena una delle truffe più spicce ai danni del nostro Sito. Prima hanno millantato la mia amicizia, arrivando a dire finanche che io fossi un cliente innamorato di quel Bar. Non solo prendo le distanze dalle due millantatrici di professione, ma smentisco categoricamente ogni loro dichiarazione. Ciò non significa che la mia considerazione deve scoraggiare i futuri frequentatori del “Bar Rutto due Sorelle”, Perché siamo stati accusati anche di questo: di aver scoraggiato un cliente assiduo di nome Niccolò, che è venuto dopo De Lorenzo, prima di Izzo e Francesco. Una carrellata di probabili clienti No. Non era questa la nostra intenzione. Il mio fine era solo quello di raccontare un fatto di cronaca personale. Un’esperienza vissuta in prima persona basata su dati oggettivi.

Infatti, hanno presentato false buste paga a nostro nome ottenendo prestiti personali. E non possiamo tacere. Ma ciò non deve ripercuotersi negativamente sui futuri clienti.

Chiarito questo aspetto. Volevo raccontarvi quello che accade al “Bar Rutto due Sorelle”, gestito appunto da due sorelle che minacciano e millantano di conoscere gli uomini prima ancor che parlano. Sono telepatiche. Riescono a farvi i conti in tasca prima ancora di sottoporgli il 740. Zitto a chi conosce i fatti. E se fiutano un posto fisso non lo lasciano nemmeno se cascasse il mondo. Alla Checco Zalone. Per non parlare di liberi professionisti affermati. Le arrapano. Le posizioni, intendiamoci.

Forse per questo motivo riescono a mettere a segno truffe di questa portata. Peccato però che poi vengono sputtanate prima ancora di finire in gattabuia. Perché al di là delle chiacchiere, finiscono in gattabuia. Come i genitori.

La lusinga fa bene alla salute,ma i fallimenti delle due sorelle, sono sotto gli occhi di tutti. Basti farsi un giro a casa loro per rendetsi conto della veridicità dei fatti. Sembra un Ostello della gioventù ben curato con mobili sottratti ad un povero prete andato a miglior vita con i conti correnti prosciugati. Pace all’anima sua! Casa loro? Si fa per dire: è pignorata.

Anch’io dopo aver finito di scrivere questo articolo, ho pensato di recarmi presso l’aeroporto di Capodichino per prendere il mio Jet personale prima di raggiungere Dubai. L’importante è crederci.

Ma passiamo ai fatti di cronaca, la fantascienza la lasciamo volentieri ai sognatori e agli innamorati.

È vero. Non posso rinnegarlo: anch’io ho frequentato il “Bar Rutto due Sorelle”. Ma faccio un distinguo. Il mio racconto appunto non vuole scoraggiare nessuno, specialmente i frequentatori del “Bar Rutto due Sorelle ”. Le esperienze sono personali, ed io mi limito a raccontarvi la mia. Di quello che ho visto ed ascoltato prima di essere stato truffato. Poi la storia dirà il resto.

Ero all’interno del Bar. Credevano fossi in bagno, e per puro caso ho assistito ad una scena: veniva versato qualcosa di colore nero nella macchinetta del caffè ancora fumante. Non so esattamente cosa fosse, chi sa quante altre volte era capitato senza che me ne accorgessi. Feci la parte indifferente e con una scusa banale rifiutai quella tazzina di caffè. Ma iniziai a preoccuparmi, a fare delle domande al padrone del “Bar Rutto due Sorelle”. Li, a volte, ci portavo anche mio figlio. Come potevo non preoccuparmi? Cercavo, detta alla buona, un pretesto per scappare da li. E dire che mi avevano avvisato. Ma come anzi detto, le esperienze sono personali. Una mattina, il padre delle due manutengole mi chiamò dopo uno dei suoi soliti litigi con la moglie. Cercava una spalla su cui sfogarsi. E le dichiarazioni furono bollenti. Gli chiesi se potessi registrare la conversazione, mi disse si. Era arrabbiato. Infatti, in quel periodo aveva lasciato casa, moglie e figli per una donna del terzo piano. In quella famiglia tutti lascoano tutti. Poi si riaccoppiano e poi riscoppiano. La morale sta ai gradi di bolzano. I Tavor vengono usati come souvenir. Tutti ricoverati per disturbi psichici. L’ho scoperto solo dopo. Devo ammetterlo, sono bravi. Sanno fingere. Il capo famiglia conviveva con un’altra donna in un monolocale a Portici. Più che monolocale sembrava la casa dei Puffi. Un letto a Castello, cucina e bagno tutto compresso in una stanza.

Il buon uomo era un fiume in piena. E iniziò a raccontarmi che la moglie,in accordo con le figlie, praticavano i “bicchierotti”, Ammetto l’ignoranza. In 41anni di vita vissuta, non mi era mai capitato di sentite quella parola. Una sorta di pozione d’amore mescolata al caffè o al mangiare. Serviva a stordire la vittima. Una pozione d’amore che gli aveva lasciato in dote una cartomante amica di famiglia.

Ricordo che rimasi di stucco. Si gelò il sangue nelle vene. Non credo a pozioni varie, ma di certo l’ho visto con i miei occhi e confermato dal padre delle due sorelle.

Il tentativo, secondo il racconto di quest’uomo (che conservo con cura) punta allo stordimento delle vittime fino al raggiro. Se funzioni o meno non lo so, Non ci credo. Ma fatto è che dopo pochi mesi ho scoperto che una delle due manuengole, forte della mia frequentazione al Bar Rutto due Sorelle, emette diverse buste paga a nome del nostro Portale d’informazione.

E da quando decisi di cambiare Bar, hanno iniziato a tempestarmi di chiamate anonime.

Forse nel bicchierotto mancava qualche ingrediente. Se I risultati sono questi, devono cambiare ricetta.

E a questa gente voglio loro dedicare il finale di una canzone del grande Pino Daniele: “nun nce scassate ‘o cazzo!”

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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