G20, Arsenale di Venezia: ferro e fuoco tra manifestanti e polizia. Salgono le polemiche…

All’Arsenale di Venezia è in corso il G20 Finanze con i ministri dell’Economia e i governatori delle banche centrali. Fino a domani la città lagunare sarà il perno del economia mondiale. Al centro dei dibattiti la riforma della tassazione delle multinazionali. L’obiettivo dichiarato di questi incontri è di introdurre un’aliquota minima globale sui profitti delle 100 multinazionali più grandi del mondo. Le proteste erano attese con largo anticipo a Venezia e i manifestanti non si sono tirati indietro e sono arrivati a centinaia nella città lagunare, dove si sono verificati scontri con le forze dell’ordine. Alcuni manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone di polizia e sono stati lanciati fumogeni e bottiglie di vetro.

Tutto è iniziato pochi minuti dopo la partenza del corteo di protesta, al quale hanno preso parte inizialmente circa 700 persone. Molti di loro erano muniti di ombrelli arcobaleno ed esponevano cartelli di dissenso al G20 in cui ribadivano le loro posizioni “contro l’ingiustizia sociale e sul clima”. Fin dall’inizio del corteo è iniziato il lancio di fumogeni. A un certo punto una frangia di manifestanti ha tentato di avanzare, cercando di rompere il cordone formato dalla polizia in tenuta antisommossa, che ha reagito all’assalto con una carica. È possibile vi fosse una premeditazione di un’azione di scontro con la polizia perché, come riferiscono i presenti, alcuni manifestanti nelle prime file avevano il volto coperto ed erano protetti dai caschi.

Il tentativo di sfondamento del cordone di polizia è avvenuto in quasi concomitanza con l’intervento del ministro Daniele Franco e del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco per la conferenza stampa conclusiva del vertice dei ministri dell’economia e delle banche centrali. In realtà le manifestazioni a Venezia durante il G20 sono state due, una più scenografica e una più violenta. Nella prima non è mancato il sangue finto e le persone sdraiate a terra sulla scalinata del ponte di Calatrava. Qui è stato affisso un cartello emblematico: “G20: i loro soldi, il nostro sangue”. L’altra manifestazione, quella che è sfociata nello scontro, è partita dalle rive del canale della Giudecca e aveva l’obiettivo di raggiungere il Ponte dell’Accademia, zona vietata dai protocolli di sicurezza.

Al momento a Venezia non si registrano feriti e la polizia è riuscita a contenere i manifestanti che cercavano di irrompere nella zona off-limits. Fermati alcuni manifestanti.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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