FSB, i Russi mettono in campo anche il “Quinto Servizio”, e si spacca al suo interno…. Anche Alexander ha detto a Putin quello che voleva sentirsi dire.. Come scritto dal (W. P)

Quando si parla di Russia, ci viene subito in mente il Kgb, uno dei Servizi Segreti più strutturati della storia dell’intelligence. Anche se oggi è superato dal FSB. Con la guerra in Ucraina, sentiamo spesso queste iniziali FSB, i servizi di intelligence della Federazione Russa. Oggi divisi e in lotta tra loro, perché le aspettative in Ucraina un po hanno deluso. i servizi segreti hanno subito una riduzione di prestigio e diversi scacchi operativi. I quali hanno colpito anche il sancta sanctorum degli apparati di intelligence russi, il Quinto Servizio del Fsb.

Il Quinto Servizio è un ramo estremamente potente dell’Fsb che supervisiona le sue operazioni al di fuori della Russia, in particolare negli stati ex sovietici come l’Ucraina. Ha giurisdizione precisa sull’area dell’ex impero comunista, che ai tempi del predecessore del Fsb, il Kgb, erano ovviamente di pertinenza interne alla giurisdizione degli apparati sovietici.

Ufficialmente denominato Servizio informazioni operative e relazioni internazionali, il Quinto Servizio è stato istituito nel 1995. Il nome con cui è generalmente noto è simbolico: il Quinto Servizio del Kgb svolgeva operazioni di controspionaggio dentro il territorio sovietico. Il Fsb lo ha potenziato con forza dal 1999, anno in cui Vladimir Putin iniziò la sua scalata al potere venendo supportato dai servizi di sicurezza federali da lui guidati.

L’intelligence ha rappresentato un perno fondamentale nella costituzione del sistema di potere putiniano. Fornendo le saldature tra apparati militari, politica, mondo degli affari e sistema internazionale i servizi russi hanno recuperato efficacia ed efficienza. Il Fsb è stato a lungo la vera e propria gendarmeria interna del putinismo, massa di manovra per la messa in sicurezza del sistema di potere del Cremlino dai rivali interni e dai nemici emigrati all’estero. Da Mikhail Kodorkovsky a Boris Berezovskij, il Fsb e il suo Quinto Servizio sono stati chiamati in causa per controllare le azioni dei portavoce di apparati di potere ostili a quello di Putin.

Poco dopo la promozione a dipartimento a pieno titolo, avvenuta nel 2004, il Quinto Servizio, nota Formiche, ha avuto un capo che ne ha condizionato fino a poche settimane fa l’operatività: “Sergey Beseda, che in precedenza dirigeva il dipartimento dell’Fsb che sorvegliava l’ufficio esecutivo presidenziale della Russia, con cui aveva ottimi rapporti. Presto, gli agenti del Dipartimento delle informazioni operative hanno iniziato a spuntare in Bielorussia, Moldavia e Abkhazia (uno Stato secessionista riconosciuto dalla maggior parte dei Paesi come parte della Georgia). Come si è scoperto, lo spionaggio tradizionale non era il loro compito principale in questi paesi – piuttosto, hanno sostenuto i candidati pro Cremlino alle elezioni locali.

A partire dal 2014, il Quinto Servizio ha avuto come focus primario l’Ucraina, per la cui invasione le informazioni raccolte sono state ritenute decisive dal Cremlino. E qui entra in gioco la cronaca delle ultime settimane, in cui proprio il Nono Direttorato del Quinto Servizio avente giurisdizione sulla confinante Ucraina è finito nella bufera per aver dato informazioni ritenute dalle forze armate, molto spesso, come scorrette.

Il Quinto Servizio dell’Fsb è in prima linea nella destabilizzazione dell’Ucraina dai tempi di Euromaidan (2014). Anche se l’intelligence militare (Gru) e estera (Svr) erano a loro volta in campo, il ruolo guido nel contesto ucraino fu svolto proprio dal Fsb.

A partire dal 2021, ha notato il think tank britannico Rusi (Royal United Services Institute), la forza operativa del Quinto Servizio è stata espansa in Ucraina fino a 200 uomini dediti a monitorare costantemente Kiev.

Il risultato non è stato però dei più incoraggianti per l’intelligence di Mosca. Secondo il Washington Post, “Diversi funzionari attuali ed ex hanno descritto il servizio di sicurezza russo come pieno di corruzione, assalito da un ingombrante burocrazia e alla fine fuori contatto. Un funzionario dell’intelligence ucraina ha affermato che l’FSB ha speso milioni per reclutare una rete di collaboratori filo-russi che alla fine hanno detto a Putin e ai suoi massimi consiglieri, tra cui l’attuale direttore dell’FSB, Alexander Bortnikov quello che volevano sentire.”

Con l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, il controspionaggio ucraino ha ripetutamente affermato che l’FSB ha subito fallimenti nella tutela securitaria delle operazioni, inclusi atti di insubordinazione e possibile sabotaggio.. L’intelligence ucraina ha riferito che i membri dell’Fsb stavano divulgando loro informazioni, inclusa l’ubicazione dei commando ceceni inviati per assassinare Volodymir Zelensky. Alla fine di marzo i servizi segreti ucraini hanno pubblicato i nomi gli indirizzi, i numeri di telefono e altre informazioni su 620 persone identificate come agenti del Quinto Servizio dell’Fsb. Nessuno di questi rapporti è stato confermato dalla direzione centrale dell’intelligence, ma nel frattempo un risultato è avvenuto: a inizio marzo Beseda e stato destituito, vedendo rotto il filo di confidenza diretta col Cremlino, assieme a Anatolij Bolyukh, suo vice. Le intelligence occidentali ritengono che ora l’ex alto funzionario del Quinto Servizio, Grigory Grishaev, ne sia il nuovo capo.

Secondo Christo Grozev, direttore di Bellingcat, 100 agenti del Quinto Servizio sarebbero stati inoltre licenziati per gli errori di previsione: la resistenza ucraina sarebbe stata sottovalutata, la capacità di comando di Zelensky ritenuta pressoché nulla, l’accoglienza della popolazione prevista come favorevole se non addirittura entusiasta. Il cuore dell’impero di Putin, i servizi segreti, è stato travolto dal caos e in particolare quel Quinto Servizio chiamato a gestire il cortile di casa l’Ucraina. Tra sospetti, tradimenti e problematiche strutturali, ricostruire la credibilità e la capacità operativa di un tempo sarà difficile. La sfida più complessa per l’erede del Kgb trovatosi spiazzato dalla tempesta d’Ucraina.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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