Francia, aggressioni, cortei e polizia. Il voto blindato agita Parigi

By Francesco De Palo

Violenza, aggressioni, minacce. L’antivigilia elettorale in Francia corre su questi tre binari a testimonianza di un clima niente affatto sereno. Il team di Prisca Thevenot, speaker del governo, è stato attaccato da quattro estremisti mentre affiggeva manifesti elettorali mercoledì sera a Meudon, nell’Hauts-de-Seine, dove è candidata. La procura di Nanterre ha aperto un’indagine per «violenza commessa in un incontro contro un pubblico ufficiale eletto». Quattro persone, tra cui tre minori, sono state prese in custodia dalla polizia e la sua campagna elettorale è stata sospesa. «Possiamo non essere d’accordo, anche questa è democrazia ma la democrazia non può essere oggetto di attacchi e aggressioni», ha commentato il premier Gabriel Attal, che chiede distensione e unità. Altro attacco contro lo staff dell’ex ministro della Sanità, Olivier Véran, candidato alla rielezione nella prima circoscrizione dell’Isère e vicesindaco di La Tronche: alcuni esponenti di estrema sinistra hanno prima imbrattato i suoi manifesti e poi si sono rivoltati contro i suoi collaboratori. «Gli ho chiesto se lavorasse per LFI – ha raccontato ai media francesi Bernard Dupré, colpito con un pugno mentre affiggeva dei manifesti – Mi ha detto sì, sono di France Insoumise», ha assicurato. Véran è arrivato secondo domenica con il 33,6% dei voti, dietro al candidato «ribelle» del Nuovo Fronte Popolare, Hugo Prevost al 40%. Ma non è tutto, perché i gruppi di estrema sinistra si stanno organizzando per protestare contro una eventuale vittoria del Rassemblement national e annunciano un comizio davanti all’Assemblea nazionale per domenica. Si tratta del collettivo Action antifasciste Paris-Banlieue secondo cui «qualunque sia l’esito, oggi più che mai, restiamo uniti con tutti i mezzi contro l’estrema destra e i suoi alleati», annunciano sui social. La leader di Rn Marine Le Pen ha evocato su X un «assalto al Campidoglio versione estrema sinistra francese».

E ancora, il sito di estrema destra Rete Libera-la rete dei patrioti chiede di «eliminare» gli avvocati che hanno firmato un forum anti-RN, per questa ragione il consiglio dell’ordine degli avvocati di Parigi ha sollevato la questione dinanzi ai magistrati. I minacciati sono un centinaio di avvocati di Parigi e Caen che avevano scritto un articolo due giorni fa sul sito del settimanale Marianne, intitolato «Avvocati, formiamo una brigata legale contro il Raggruppamento Nazionale». La storia è un eterno ricominciare, replicano da Rete Libera, e pubblicano l’elenco degli avvocati «da eliminare, non siamo formalmente identificati, non verremo arrestati e potremmo essere condannati, chi se ne frega!», aggiunge il sito. Il ministro della giustizia Eric Dupond-Moretti ha stigmatizzato l’episodio su X «con la massima fermezza, chi vuole la morte delle nostre libertà comincia sempre con l’attaccare gli avvocati. Non glielo permetterò mai».

L’aria nel paese è molto tesa, come dimostra la decisione del governo di mobilitare ben 30mila agenti per il secondo turno, di cui 10mila nella sola Parigi.

A ciò si aggiunge un allarme scattato ieri pomeriggio al Castello di Versailles, inizialmente valutato come un attacco terroristico con un coltello, ma poi derubricato a una lite tra due ambulanti. Il prefetto di Yvelines ha chiesto alla popolazione su X di «evitare il settore» e di «seguire le istruzioni delle autorità». Reggia evacuata e turisti disorientati (come molti elettori).

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