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Follia pura al Roma Pride: mostrano un Cristo Lgbt. Giorgia Meloni: “inaccettabile. Offesi milioni di fedeli”

Il Roma Pride parte da Piazza Vittorio e fa subito discutere. Il corteo che portato in strada l’universo Lgbt che, come il copione prevedeva, tra bandiere arcobaleno e mascherine rainbow. Bella Ciao improvvisata qui e là alternata coi successi di Raffaella Carrà, si è aperto con uno striscione che recitava, emblematicamente, “Orgoglio e ostentazione”. E ha invocato, dalla testa alla coda della manifestazione, l’approvazione immediata del Ddl Zan. In una parata che quest’anno, tra le solite rivendicazioni e polemiche, ha infilato cori e insulti contro chi è contrario al dogma gender e al Disegno di legge dell’esponente Pd. Con una inaccettabile forzatura che è riuscita ad emergere nonostante fossero come sempre davvero tanti gli eccessi e le coloriture che – notoriamente – caratterizzano la coreografia della manifestazione: il Cristo Lgbt in piazza tra i manifestanti…

Una coreografia, dunque, ancora una volta esagerata: nella teatralità del corteo e nella aggressività degli slogan, che stavolta si sono maggiormente concentrati contro il Vaticano, dopo le polemiche seguite all’intervento della Santa Sede. Con cori e insulti contro chi è contrario a Ddl Zan. Con cartelli, striscioni e un murales a due passi da San Pietro che ritrae il bacio tra due guardie svizzere. Ma non è finita qui. Oggi i proseliti del rito Lgbt sono andati decisamente oltre. E tra i primi a segnalarlo è stata proprio Giorgia Meloni che sulla pagina Facebook ha rilevato: «Leggo che il corteo del Roma Pride è aperto da un ragazzo travestito da “Cristo Lgbt”, con stimmate colorate e bandiera arcobaleno».

E ancora: «Per quanto mi interroghi, non riesco a trovare una risposta a questa domanda: che bisogno c’è di mancare di rispetto a milioni di fedeli per sostenere le proprie tesi?». Una parentesi inquietante, quella del Cristo avvolto in un mantello arcobaleno e con tanto di corona di spine, che offende la sensibilità di molti credenti e fedeli, senza nulla aggiungere peraltro alla causa Lgbt. Tanto che, stessa Meloni a conclusione del suo post chiosa: «E aggiungo: come si concilia la lotta alle discriminazioni, alla violenza e all’odio con i cori di insulti e minacce contro chi non è d’accordo con il Ddl Zan? Se sei convinto delle tue idee e delle tue posizioni, non hai bisogno di insultare nessuno. Io la penso così. Qualcun altro evidentemente no», conclude la presidente di Fdi.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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