Festa dei 10 anni di FdI, le sfide di Lollobrigida: “Siamo come la civiltà romana contro la devastazione dei barbari”

«Non possiamo perdere nemmeno un minuto perché l’Italia non è in una buona condizione», avverte  Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura della sovranità alimentare, alla tavola rotonda “Sovranità e sicurezza alimentare” con il ministro della Salute Orazio Schillaci che chiude la prima giornata della festa di Fratelli d’Italia a Piazza del Popolo.

«È tra le peggiori condizioni  – sottolinea il ministro – che ha conosciuto nella storia. Non voglio dare la colpa a nessuno, se non all’irresponsabilità  che c’è stata di tanta parte della classe politica di non capire che, senza una visione rispetto al futuro della Nazione,  qualsiasi cosa provi a fare diventa inutile. E quello che abbiamo visto in questi anni è stata la mancanza di capacità di applicare un concetto democratico, nel quale si accetta di vincere le elezioni, di governare, di essere giudicati e di saper andare all’opposizione e restarci fino a nuove elezioni, con il senso di rispetto della volontà popolare». Al dibattito serale sull’alimentare della festa di FDI si sono alternati Massimiliano Giansanti, presidente nazionale Confagricoltura, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, Barbara Nappini, presidente di Slow Food, Maurizio Martina, vicedirettore Generale della Fao, Roberto Arditti, direttore editoriale di formiche.netAngelo Mellone, vicedirettore Rai Daytime. Ad introdurre Patrizio La Pietra, sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura. Ha moderato Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo del Senato.

Il ministro parla di sicurezza alimentare, di cibo sintetico e di quelle che sono le battaglie italiane. «Noi siamo nelle stesse condizioni della civiltà romana – continua Lollobrigida – quando qualcuno chiamava progresso l’arrivo dei barbari che volevano devastare tutto quello che rappresentava una cultura di millenni e abbiamo dovuto attraversare secoli bui prima di tornare a rivedere la luce in questa nazione».  E poi ancora: «Noi viviamo in una fase in cui ci accuseranno che siamo contro il progresso. Noi siamo per il progresso, noi siamo per la civiltà, noi riteniamo che questa è una nazione che la civiltà è stata capace di esportarla nel mondo. Da questo punto di vista è pronta a migliorare ogni suo passaggio ma ha poco da imparare sul principio di civiltà», conclude il ministro.

Nel suo intervento il ministro Schillaci, dal canto suo, puntualizza che il sistema di etichettatura «Nutri-Score umilia e abbatte chi ha cibo di qualità come ne abbiamo in Italia. E poi le sfide del futuro: quando da medico sento la parola cibo sentito non capisco chi se lo debba mangiare, speso che nessun italiano mai si debba mangiare cibo sintetico». «Dobbiamo difendere il “Made in Italy” e voglio ringraziare i Nas che svolgono un lavoro meritorio nel campo della sofisticazione alimentare», sottolinea Schillaci.

Nel settore agroalimentare «il tema della sicurezza è fondamentale, dobbiamo garantirla ai cittadini e diminuire la burocrazia che spesso rende tutto più complicato. La sicurezza in Italia è garantita perché tracciamo meglio di tutti ciò che è prodotto», conclude.

Pubblicato da edizioni24

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