Famiglia Salis, ecco tutti i valori immobiliari: E Ilaria occupa senza pagare

By Massimo Sanvito

Un villino, non un appartamento. E non un villino in chissà quale landa sperduta dell’entroterra italico, bensì a dieci minuti di passeggiata dall’ingresso principale della maestosa Villa Reale.

La residenza monzese della famiglia Salis, parlando di classifiche immobiliari, è appena un gradino più sotto rispetto alla categoria che racchiude le ville di lusso. Si tratta di 160 metri quadrati, suddivisi in ben otto vani, oltre a due box per le auto (uno da 26 metri quadrati e uno da 13) e un piccolo locale a uso deposito, come si evince da visura catastale sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Hai capito Ilaria, l’onorevole delle occupazioni abusive appena eletta al Parlamento Europeo? Rivoluzionaria dal pungo chiuso con tanto di casa in uno dei quartieri più chic di una delle città più ricche d’Italia. Giusto per intenderci, allo stesso civico, sul portale Immobiliare.it, c’è in vendita una “villetta con terrazzo in zona privilegiata e silenziosa” a 490mila euro.

Ma non è tutto. Perché oltre al villino nel cuore della Monza bene, intestato in regime di comunione dei beni a Roberto Salis e alla moglie Roberta Benevic, quest’ultima è proprietaria di un piccolo monolocale da 27 metri quadrati, con un vano e mezzo, nel territorio di Abetone Cutigliano, in provincia di Pistoia. 

Praticamente alle pendici del comprensorio dell’Abetone, tra i più importanti dell’Appennino settentrionale: circa 50 chilometri di piste, per un totale di una trentina di tracciati, serviti da ben 17 impianti di risalita. Località sciistica d’inverno e perfetta per le escursioni, a piedi o in mountain bike, d’estate. Dalla Brianza alla Toscana, nel menù ci sono tutti gli ingredienti della famiglia di buon rango – e questa non è assolutamente una colpa, anzi –, taciuti dalla neo-europarlamentare Ilaria che da oltre vent’anni si diverte a fondare centri sociali (il Boccaccio di Monza), a occupare fatiscenti case popolari a Milano togliendole a chi aspetta da anni un mazzo di chiavi rispettando le graduatorie, a lanciare bidoni e sacchi di immondizia contro le forze dell’ordine al grido di “mangiate” e “giusto nella monnezza potete stare”. Invasione di edifici e resistenza a pubblico ufficiale, del resto, sono le specialità certificate dal suo casellario giudiziale. Nonostante un villino in città e una casetta in montagna.

Vien da chiedersi, allora, perché l’astro nascente di Alleanza Verdi Sinistra – cui Aler Milano chiede 90mila euro per un’occupazione risalente al 2008 – non abbia mai offerto gli immobili di famiglia a nessuno dei tanti nuclei che dice di aver supportato nelle occupazioni attraverso il famigerato movimento per la casa che si vanta di animare. Siamo certi che otto vani a due passi dal Parco di Monza non sarebbero stati rifiutati da nessuno dei bisognosi prima incitati all’illegalità e poi protetti durante i sacrosanti interventi di sgombero delle forze dell’ordine. Così come nessuno avrebbe disdegnato una sistemazione ai piedi dell’Abetone a zero euro spese incluse. Vuoi mettere coi degradati quartieri popolari milanesi?

Lotta dura senza paura ma solo con le proprietà altrui. La casa è di chi la abita ma solo se scassina la serratura del vicino. Ciò che è tuo è mio ma ciò che è mio è mio. Sono questi i mantra di Ilaria, l’antagonista col villino da mezzo milione di euro che gioca a fare il Robin Hood di periferia. «A Strasburgo voglio portare tutta me stessa. Sono abituata a fare politica a contatto con le persone, non nei palazzi di potere. Bisogna aprire le porte a un’idea di politica più viva e a contatto con i bisogni reali delle persone», ha detto ieri al Tg3. Quando si tratta di aprire le porte…

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