Eutanasia, il ministro della Salute Speranza le spara grosse, e FdI lo ammutolisce: “La sua iniziativa sul suicidio assistito è illegittima e pericolosa”

Roberto Speranza vuole accelerare sulla legalizzazione dell’eutanasia. Lo fa con il suo partito attraverso la raccolta firme del referendum. E lo fa da ministro della Salute, annunciando un intervento presso le Asl per il suicidio assisitito.  

«Mentre da un lato il governo imponendo il green pass annuncia di voler difendere la vita, dall’altro attraverso il ministro della Salute dichiara di voler dare attuazione alla sentenza 242/19 della Corte Costituzionale sul suicidio assistito. È evidente la contraddizione, perché non si può essere contemporaneamente a favore della vita e pure del suicidio assistito». Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Tiziana Drago.

«Senza considerare che tutto questo – continua – avverrebbe nel momento in cui il Parlamento è chiuso per la pausa estiva e quindi di fatto estromettendolo da qualsiasi decisione in merito. Un comportamento inaccettabile in cui il ministro si arroga un potere che non ha nascondendosi dietro una sentenza che, peraltro, non impone alcun vincolo al Parlamento e senza il coinvolgimento della Conferenza Stato Regioni. Fratelli d’Italia ribadisce che è dalla parte della vita e che non consentirà al ministro Speranza di attuare un’iniziativa pericolosa e illegittima».

Ieri il Comitato promotore referendum Eutanasia legale ha annunciato che ad oggi sono più di 500mila le firme raccolte per il referendum per la legalizzazione dell’eutanasia. In parte raccolte ai tavoli organizzati in tutta Italia, in parte online e un numero ancora non definito raccolte presso i Comuni. 
Nei giorni scorsi, sull’eutanasia Speranza ha pronunciato parole preoccupanti. Il ministro della Salute ha infatti dichiarato a La Stampa l’intenzione di dare propria attuazione alla sentenza 242/19 della Corte Costituzionale sul suicidio assistito, esautorando completamente il Parlamento.

«Dobbiamo sgomberare il campo da qualsiasi interpretazione erronea o, peggio, strumentale. La Consulta non ha imposto nessun vincolo al legislatore. Ha esortato soltanto ad intervenire in tema con esigenze di disciplina “suscettibili di risposte differenziate». Così il presidente del Family Day, Massimo Gandolfini. Pertanto, «l’iniziativa dichiarata da Speranza costituisce dunque un gravissimo strappo istituzionale. Chiediamo, quindi, il rispetto delle regole stabilite dalla Costituzione. E di conseguenza l’immediata smentita da parte del ministro, con la dichiarazione esplicita di ritiro di un provvedimento evidentemente illecito ed illegittimo».

Ancora più allarmata la nota di Pro Vita e Famiglia. «Gli italiani saranno chiamati presto a decidere sulla legalizzazione dell’eutanasia. In una società come quella che sta prospettando la Cappato & C. nessuno avrà più la certezza che il medico che ha di fronte opererà davvero in vista del bene oggettivo della vita e non in direzione di una soluzione più sbrigativa». «Siamo pronti a lanciare la nostra campagna informativa sul tema dell’eutanasia, mobilitando associazioni, politici e semplici cittadini per contrastare questa deriva di morte via referendum », ha concluso la nota.

Pubblicato da edizioni24

Sito a cura di Rita De Marco dal 07/09/2021. Rita De Marco è una studentessa di Napoli, aspirante giornalista, fashion Blogger. Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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