Et Voilà, ripensamenti, la sinistra svolta a destra: dopo il voto “salva” i fascisti

Enrico Letta è tornato alla Camera come deputato, il centrosinistra ha vinto 8-2 ai ballottaggi. Tutti sistemati, tutti appagati. Una sazietà politica che all’improvviso, calata la tensione elettorale fa ammainare bandiere politiche sventolate con la bava alla bocca. E lo scioglimento di Forza Nuova, un’emergenza nazionale che ha scandito drammaticamente la corsa verso i seggi? Sbolognata svogliatamente al governo, forse a un domani, magari a mai più.

L’ala di centrosinistra della maggioranza (Pd, M5s, Iv, Psi, Leu e Autonomie) ha ritirato le mozioni sullo scioglimento del movimento di estrema destra, macchiatosi del vergognoso assalto alla sede della Cgil. L’indignazione è scemata, Castellino & c. fanno un po’ meno paura, visto che le mozioni parlamentari sono state diluite in uno stanco ordine del giorno. Anche chi è a digiuno di tattica parlamentare comprende la differenza tra un documento che impegna il governo e un «atto di indirizzo» che finisce regolarmente nel cestino a votazione finita. Non è stato un nobile gesto di pacificazione nazionale, ma una mossa di realismo politico per evitare di impantanare il governo Draghi in provvedimenti estremi da anni ’70. Non è un mistero che il presidente del Consiglio ritenga inopportuno sciogliere per decreto una forza politica, aprendo una stagione di polemiche estremistiche che andrebbero ad appesantire un clima sociale già avvelenato. Persino giuristi di sinistra e rappresentanti delle comunità ebraiche hanno giudicato un errore la cancellazione di un movimento.

Draghi sta guidando il Paese fuori dalla pandemia, vigila sul Recovery Fund per favorire una ripresa economica che viaggia al 6%, oltre a predisporre una soluzione politica ordinata se dovesse diventare presidente della Repubblica a gennaio. Da Letta a Conte a Renzi, impegnati su partite cruciali per il destino del loro partito, diventa improvvisamente l’ultima priorità firmare un atto antifascista che andrebbe comunque a sollevare problemi di libertà di associazione e rilievi costituzionali.

Alla fine il Senato ha approvato il testo del centrosinistra e la mozione del centrodestra che invita a «valutare le modalità per attuare ogni misura prevista della legge per contrastare tutte, nessuna esclusa, le realtà eversive». Più Recovery Fund, più vaccini, meno Castellino. E la sinistra premiata alle urne ingrana la retromarcia su Roma.

Se alla fine tutti gli antifascisti si sfilano, andrà a finire che toccherà a noi ricordarglielo.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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